mercoledì, marzo 31, 2004
(No. Il mio film non andava a finire così! Non si può premere un tasto per il REWIND? Come non vale?) _ Come hai detto? Al parco dei divertimenti con tuo figlio? Ma...benedetta...se hai una gamba spezzata...La farai morire di crepacuore questa tua madre! _ _ Ma no...casomai muoio io sotto i ferri...Lasciaci divertire un altro pò! Ciao, mà. _ La donna bambina ci è andata davvero. Col suo piccolo uomo per mano ed una manciata di banconote nella tasca del giaccone logoro. Alla volta di un mondo fatato, zeppo di maghi e piccoli elfi, s'è regalata una stretta fila di ricordi nuovi di zecca. Da allineare diligentemente agli altri. Sonore risate. Espressioni buffe. E caramelle dolci. Baci lievi. Discese mozzafiato. E zucchero filato. Mancava solo la macchina per fare le fotografie. E non era un caso...Voleva fare attenzione ad ogni dettaglio ed imprimerlo nella sua anima. Così nessun colore sarebbe mai sbiadito come in una stampa usurata. La macchina scivolava silenziosamente sull'asfalto lucido di smog. La donna bambina lo poteva osservare dallo specchietto retrovisore. Il suo piccolo eroe, vinto dalla stanchezza, dalla densità delle emozioni di quella giornata. Solo un sottile dolore alla gamba incrinava la perfezione di attimi importanti. La felicità non dura per sempre. Solo per un pò. E'intermittente. Come se dietro ogni persona, ogni storia ci fosse un giullare dispettoso che preme a caso On ed OFF, ON ed OFF...Quel giorno per la donna bambina il giullare aveva scelto ON. E poi...poi il traffico era intenso e s'andava avanti a passo d'uomo. E poi una macchina blu. Nuova. Ed un viso mai dimenticato. Se la settimana scorsa non avessero cambiato l'ora ci sarebbe stato buio. Se ci fossero stati quattro passeggeri per auto forse si sarebbe andati ai cinquanta. Invece due sguardi si sono intrecciati per una frazione di secondo... _ No. No, non voglio. Me la sono meritata questa giornata. Voglio andare a letto col sorriso. _ Lacrime. Senza controllo. Due anni. No. Di più. Chissà se m'ha vista pallida. Chissà che ha provato. Stava andando a casa con una macchina nuova. Ed i soldi? I miei soldi? Ormai... Ci ho provato. A vivere. Dimenticare. Amare ancora. Un poeta triste ed un rozzo uomo del sud. E mi pareva di sentirlo battere forte il cuore. Invece no. Adesso sì. Adesso sì. Adesso sì. (Come sarebbe a dire che s'è rotto il tasto del REWIND? Che qualcuno fermi il nastro! Siamo a nove ore e rotti. Tagliamo gli ultimi venti minuti e...Ah, capito. Il videoregistratore è impazzito ed ha cancellato tutto il film. Si son salvati giusto quei venti minuti e funziona solo il REPEAT.)
martedì, marzo 30, 2004
Ho un pugnale che s'è andato ad incastrare nel giusto spazio intercostale non ha sbagliato certo mira il mio nemico odiato orgoglio criminale mi fai male mi fai male male male ammazzami vigliacco prima che io ti dia scacco
( Se tornassi indietro non avrei pietà. Mi interesserebbe solo Me. Se tornassi indietro neutralizzerei l'amore, farei carriera e diventerei ricca.) "Lo sai che i miei nonni sono la tua mamma ed il tuo papà?" "Sì." "Vuoi bene alla tua mamma ed al tuo papà?" "Si vuol sempre bene alle mamme ed ai papà!" "E loro, ti vogliono bene?" "Certo!" "Tanto quanto me ne vuoi tu?" "Se ti so voler così tanto bene è perchè me l'hanno insegnato loro." "Allora perchè noi ci diamo tanti baci e voi no?" "Perchè gli adulti hanno pudore per le manifestazioni d'affetto." "Cos'è il pudore per le manifestazioni d'affetto?" "Da grandi ci si vergogna un pochino a darsi i bacini...ecco!" "Cosa faresti senza di me?" "Sarei una donna finita!" "Cosa vuol dire?" "Che certe idee alle volte vengono per stanchezza." "Parli in modo strano oggi e non capisco niente!" "Volevo dirti solo che ti voglio bene da morire!" "Questo lo so." "Già." (No. Non ci sono parole per un grande amore. Se tornassi indietro lo risceglierei.)
lunedì, marzo 29, 2004
FRA ME E ME (ossia fra Ladritta e Deb) Ogni parola digitata è pari a cinque dita stampate sulla mia guancia emaciata Nascosta in questo angolo di nero ho perso l’azzurro di uno sfondo creato per sopperire alla mancanza di cielo Eppure mi sento libera dalla catena del cliché che mi serrava la gola nella costrizione di un perchè S’è smorzata l’ironia entusiasmante perita sotto un quintale di merda dall'odore pungente (ignorata così a lungo solo grazie all’ausilio di un tappo per il naso) E detto, l’ho già detto Non me ne frega proprio niente
venerdì, marzo 26, 2004
DELIRIO POST-OPERATORIO (mi sto "godendo" 40 punti in un quarto di bocca, in attesa di beccarmene altrettanti in tutti i quarti restanti ed un numero indefinito nella gamba destra)
Sarò concisa…
Ma, infondo, di tutto il resto, che cazzo me ne frega?
mercoledì, marzo 24, 2004
QUANDO LE MERE QUESTIONI DI ORDINARIA AMMINISTRAZIONE SI MISCHIANO AD AFFARI DI CUORE STRAORDINARIAMENTE DOLOROSI...
E’ lecito che mi chieda se il metano che hai consumato per scaldarti il culo a tempo determinato lo pagheresti comunque anche se a prezzo maggiorato
Sai servon soldi più che coraggio ad attaccarsi a un tubo e respirare forte allo scopo di espiare ogni peccato partendo per un viaggio che si chiama morte ( te lo devo aver scritto da qualche parte…peccato, davvero peccato che te ne sei andato.)
lunedì, marzo 22, 2004
SDEGNO Aspetto il fischio dell’arbitro distratto Corro il rischio di essere squalificata a tempo indeterminato Ma il dissenso per un fallo subito ed ignorato io lo esprimo col dito medio fieramente alzato
sabato, marzo 20, 2004
Vi perdono. Vi perdono tutti. Nella fondina non metto armi. Poco mi serve da stasera. Una carta di credito ed una scarpa col tacco da 10 per schiacciare le palle del prossimo uomo che avrà il coraggio di levarsi le mutande. (davanti a me e non per pisciare)
mercoledì, marzo 17, 2004
TATI (al mio meraviglioso bambino) Incedo barcollando per andare a conquistare un angolo di sole Mi aiuta mio figlio a camminare Tendo le mani per afferrare le margherite che ha raccolto Voleva regalare alla mia bocca chiusa un sorriso da liberare Stordita mi accorgo che ho più amore di quanto mai ne potrei volere ( e si fa strada una nuova speranza)
martedì, marzo 16, 2004
MAURI “ Mi hai detto che il mio inglese lasciava a desiderare. Le tue prime parole per me, condite con un sorriso largo, forse più della tua giacca grigia. Non le ho dimenticate più. Ero vestita di bianco, non so se per imitare un angelo o perché era un dovere per maneggiar siringhe e procurarmi da mangiare. Ti ho amato subito, senza una ragione. Padre, figlio, fratello ed uomo. Uomo grande che mi hai baciato le lacrime. Il lago si specchia nei tuoi occhi veri. Appena ce la faccio corro da te per farmi abbracciare. Non lo so. Non capirò mai perché solo tu mi sai far sterzare, proprio quando la curva ammicca e mi chiama il mio dolore. ”
sabato, marzo 13, 2004
URLO (Mi si permetta un grido confuso ed insensato...anche se urlare è maleducazione...ma poi che v'aspettate? che una zoccola abbia studiato le buone maniere?) Le detto queste parole. Non le detta a me, il mio cuore che sputa solo scontrini fiscali e fatture inevase. Eppure, i miei soldi _tutti_ se li avessi, li darei per una sera. Una sera con te. Mi manca “noi”! E non lo so perché. L’ho depennato quel pronome. Me lo ricordo; era tanto tempo fa… Hai chiamato ieri. Per un libro o delle mutande, imbucate dove, proprio non lo so! “Dimentica” hai detto “Sono quì”. _Mi pare di no_ ho pensato. E vaffanculo a gran voce ti ci ho proprio mandato. Orgoglio di merda! Scusa tanto ma questa scorza qua non la so grattare via. È paura. E lui non contava. Non contava niente. Era un’evasione. Un grido disperato per farmi sentire da te. E accendi un cazzo di computer. E leggi ste fottute parole. Io ti amo. Ti amiamo. Ed ho fame. Dei tuoi baci maldestri. Delle tue mani ruvide che han cancellato i tasti del telecomando. Non piango mai, lo sai? Mi hanno sventrato la bocca. E mi sono spezzata un osso. Ma non piango mai. Solo una vertigine quando lui ti cerca. Te e la tua macchinetta che consumava troppa batteria Mi manchi “cazzone”! Sto qua. Non mi muovo. Non mi sfuggo più.
martedì, marzo 09, 2004
TORNO PRESTO Appena posso _almeno stare seduta_ torno. Non in me. Ho smesso da tempo di credere ai miracoli. Nutro sottili speranze negli ortopedici. Le ossa s'aggiustano, si dice in giro.
lunedì, marzo 01, 2004
ULTIMA TRACCIA CONFUSA DEL MIO PASSAGGIO (grazie a tutti. grazie mille. magari torno. magari no. adesso non lo so.) Non è vero no che un altro amore non me lo do. Siamo due pugili sconfitti agli angoli di un divano troppo lungo per noi. Ridiamo forte senza pensare che ogni vita è segnata come la lingua arsa che avevi quella volta là. E piangeremo anche senza farci vedere. Piangeremo quel figlio che non abbiamo potuto scegliere di tenere. (lo so che veglierai stanotte. io con te. ti voglio bene "bambina")
anima in Da domani, antibioti...
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lo_struzzo_nero in Da domani, antibioti...
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lo_struzzo_nero in Da domani, antibioti...
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