domenica, maggio 30, 2004
L'amore si nasconde fra le more mature L'amore ti striscia fra le scapole nude L'amore ti stringe nel suo pugno il cuore L'amore ti sceglie e non ti lascia andare
venerdì, maggio 28, 2004
C'è un aria tagliente oggi. L'inverno pare non voler dare tregua alla primavera. Ed il sole se ne sta nascosto dietro nubi cariche di acqua rabbiosa. Mi sono seduta su un muretto di pietra grigia, levigata dal tempo.Ho colto una foglia di menta selvatica e l'ho portata alla bocca per gustarne il fresco sapore. Un pò come faceva mio padre in montagna. Si teneva per ore lunghi fili d'erba fra le labbra. "Ma sono sporchi!" gli gridava mia madre. Lui rideva forte e ci soffiava sopra. Quasi come se quel gesto bastasse a cancellarne ogni impurità. Mia madre oggi ha guardato anche me con la stessa aria di rimprovero che riservava a lui. Ma non ha parlato. Si è limitata a scuotere la testa con rassegnazione. L'ho vista con la coda dell'occhio mentre battevo le mani per farmi sentire dal mio bambino. Stava su un palco, col cappello nero ed un buffo diploma. Cantava a squarciagola coi suoi amici "l'asilo è finito, a scuola ora andiam...". Tra la sua prima parola e le strofe di questa canzone pare essere trascorsa soltanto una frazione di secondo. Invece no. Lui cresce ed io invecchio. Solo che il tempo non mi leviga come il muretto che mi preme le cosce. Mi sdrulcisce, piuttosto, come un lenzuolo usato in una notte d'estate.
giovedì, maggio 27, 2004
Ho deciso di cambiare religione. Da domani credo in Me.
FIGLIO Figlio. Di un tempo sbagliato. Della madre sbagliata, forse. Figlio. Ti amo. Di un amore sbagliato, forse. Ma è quello che ho. Tutto quello che ho.
lunedì, maggio 24, 2004
CONSIDERAZIONE SGRAMMATICATA PARTORITA IN UNA FREDDA NOTTE DI PRIMAVERA Ci sono cime da scalare ed orizzonti solo da guardare Ci sono giorni e poi ce ne sono altri Uguali a tutti Come perle di plastica da infilare con pazienza per farne monili Che a stare attenti la sfumatura cambia Perchè non è vero che il nero è nero Ce ne sono tanti giuro da perderci il respiro
venerdì, maggio 21, 2004
PER IL MIO "CAPO" Sai cos'ho in mano? Un fazzoletto sporco. Di trucco. Azzurro come il cielo della scorsa primavera. Quella che t'ha rubato la luce della luna di ogni nuova sera. Li ho bagnati di pianto i papaveri di ieri. Rossi come l'amore che ti porti sepolto nel cuore. Hai ragione. Ogni sorriso si paga. E soldi, non ne abbiamo più. Ma siamo vive. Ubriache di dolore. Ma vive abbastanza per altro amore.
mercoledì, maggio 19, 2004
UNA STORIA COME TANTE
domenica, maggio 16, 2004
Mi sono svegliata da poco. Ho lavorato anche questo week end. Mi fa male la gamba. Ancora. Tanto. Ma al bar non s'accontentano della birra. Vogliono anche sorrisi. E non devono sembrare di circostanza. Così ignoro il dolore e mi concentro sulla musica. Guardo il lago da dietro il vassoio. Pare incantato. E mi permetto di vagare con la mente. Sogno una casa con tanti fiori sui balconi. Rido davvero. Anche con gli occhi. E la gente crede che sia la confusione a divertirmi. Non sa dei miei giochi, dei progetti che mi tengono viva benchè siano impossibili da realizzare. Comprerò un locale. E scriverò un libro. Sarò felice. Un ragazzino m'ha invitata ad uscire, alla fine del mio turno. Gli ho risposto che, no, non sarei andata con lui. Che sarei tornata a casa mia. A riposare. Che ne ho assai bisogno perchè lavoro tanto. Ma l'ho fatto con tenerezza. Mi sono vista davanti mio figlio fra qualche anno. Penserà d'esser uomo ed inviterà una donna matura a bere una cosa in sua compagnia. Nella speranza di portarsela a letto, magari. Sì, perchè quelle grandi sono esperte. Speriamo che non debba soffrire troppo. Un pò sì. Si diventa persone migliori se si debbono affrontare delle difficoltà. O forse è solo un modo di dire per addolcirsi la pillola. Sono pallida ed ho le occhiaie così profonde che mi sono caduti addosso molti più anni dei trenta che ho. In compenso indosso una maglietta alla moda, con scritto sopra il nome di un calciatore. Stride un pò con quel che ho dentro. Ma me lo tengo stretto quel che ho dentro. Così non lo saprà nessuno...tutti catturati dai colori sgargianti dei miei vestiti.
venerdì, maggio 14, 2004
Ancora poche parole. Le digito con le dita che tremano. Non ho pranzato oggi. Però ho fumato un sacco di sigarette. Il posacenere trabocca e l'aria è rarefatta in questa stanza buia. Spalancherò la finestra quando avrò finito quì. Devo sbrigarmi, però. Sta per aprirsi il cielo per l'ennesima volta. Pioggia, ne cadrà tanta anche stasera. Si sente dall'odore del vento. Sarò sotto la doccia quando il primo tuono infrangerà il silenzio. Ci resterò a lungo. Più del dovuto. A volte penso che è un gran peccato sprecare tanta acqua. Ma non posso fare altrimenti. Mi confortano le carezze gentili dei getti caldi. E, mentre le gocce mi rotolano sulla pelle, posso fare finta di sentire ancora quelle dita. Quella voce che irrompe sfacciata nel mio futuro segnato."Mi amerai per sempre!" Sì.
giovedì, maggio 13, 2004
La pioggia battente si riversa sul parabrezza appannato. Ed i tergicristalli sembrano impazzire, nel vano tentativo di evidenziare la strada viscida. Curve secche mi agitano lo stomaco, impegnato a risucchiare le mie sensazioni. Intanto la radio, sputa note conosciute. Acute, come grida di dolore. Mi si increspa la bocca in un mezzo sorriso. E' di scherno. Per me stessa. E di incredulità, al pensiero di quanto sia buffa, a volte, la vita. Amerò per sempre un uomo che non potrò avere mai. Sto con un uomo che porta il suo stesso nome. E questa sera l'ho tradito con un terzo uomo che si chiama come loro. Ci sarebbe da ridere davvero se non fossi impegnata a piangere. Meno male che c'è il temporale così posso singhiozzare. Meno male che c'è il temporale così posso dare la colpa all'acqua per quel che non riesco a vedere. Fa freddo e sono stanca. Non di vivere. Non più. Ho solo voglia di dormire. E mi sento un pò ridicola al pensiero dell'anellino che porto all'ombelico. Uno degli ultimi rigurgiti di gioventù. Come se bastasse una piccola trasgressione a farmi sentire spensierata. A non farmi chiamare signora dal droghiere che m'ha vista crescere. Domani devo lavorare. Spengo i fari e mi chiudo la porta alle spalle. Domani torna mio figlio e gli scalderò il brodo che gli piace tanto. Mi calpesto l'ombra con le scarpe a punta e mi appoggio al baule verde. Domani devo spolverare i mobili. Ora mi cullo l'anima. E basta. Fino a domani.
mercoledì, maggio 12, 2004
Stasera vado a tradire uno che in me ci crede. Non credo, io. Nemmeno in me.
martedì, maggio 11, 2004
Ssss... non mi ridere così. Ti brillano gli occhi, sai? Bello uguale, non t'avevo visto mai. La bocca increspata come la tieni tu. Posso stringerti un pò? Poco ancora. Poi vado a dormire. E ti metto là, a riposare, nell'album di vecchie fotografie. (all'unico uomo che ho amato e che mai amerò. Avevi ragione. Posso andare dove voglio ma tu resti con me.)
Hai mai provato a far tacere il silenzio? Non lo sai fare? Basta spegnere il cuore.
lunedì, maggio 10, 2004
La mia stampante non funziona. E soldi non ne ho, per comprarla nuova. Cerco qualcuno che conservi le mie parole per darle a mio figlio quando voce non ne avrò più. Mi sembra poco il tempo che rimane. Giusto quello per una carezza ed un bacio d'addio.
RILETTURA DI UNA VECCHIA COSA (NON SI PUò CHIAMARE POESIA) PER RICORDARE COM'ERO. 10 OTTOBRE 2003 La brezza autunnale mi trafigge le tempie come un chiodo tanto acuminato quanto impietoso. Mi accorgo di essere assorta. Osservo le evoluzioni di lenzuola colorate, mosse dallo stesso vento che mi scompiglia i capelli. Mi sporgo un po’. Poi decido di sedermi sul davanzale. E mi sento un po’ piu’ leggera. Come se questa posa infantile mi facesse diventare di nuovo bambina. Ho detto a mio figlio di esprimere un desiderio. Anch’io ho diritto al mio. Voglio un balcone grande. Col tavolo e le sedie. Con tanti fiori da curare; da veder sbocciare. Mi volto al rallentatore per non spaventare le mie emozioni. Varco in silenzio la soglia della realtà. Sto piangendo ma non voglio. Sconfitta, metto in tasca la mia volontà e fingo. Fingo di credere che domani sara’ diverso.
venerdì, maggio 07, 2004
il gusto del mattino è amaro. amaro. non ha sedotto la mia solitudine l'uomo qualunque di ieri sera. violentato piuttosto la mia libertà. complice quella me che rifiuta ancora ciò che sono io.
mercoledì, maggio 05, 2004
Non ho mai saputo motivare la mia infelicità. Mai. Ho domato i giorni, i mesi e gli anni. Come cavalli selvaggi costretti ad indossare una sella dura. Costretti ad assaggiare speroni acuminati nei fianchi nudi. Avevo fretta. Di afferrare tutto quello che le mani potevano contenere. Ed ho perso. Momenti bellissimi mi sono scivolati fra le dita. E sono stati risucchiati nel vortice della mia impazienza, del mio male di vivere. Poi è arrivato lui. Capelli sottili ed occhi come pozzanghere lucide. Che ci si riflette anche l'arcobaleno. Un fiore perfetto, nutrito soltanto dalle mie mancanze. Ed ora non ho più richieste da fare, nè vette da conquistare. Mi basta una voce che mi accarezza il cuore e mi chiama con amore. "Mammina stai con me?" "Sì".
martedì, maggio 04, 2004
Oggi ha detto le prime parole. L'ho svezzato l'ho lavato l'ho amato. L'ho nutrito di pioggia e sole. Mancava solo un nome per poterlo chiamare. IO ODIO gli ho sentito dire. E l'ho schiacciato e sotterrato sotto il peso delle mie forze sole. Non sarò madre del mio livore. Non sono donna per fare male.
lunedì, maggio 03, 2004
Cresce si espande è come un tumore. Mi morde la carne rendendomi membra coperte soltanto d' orrore. Ma è amore. Solo amore. E d'amore no. D'amore non si muore.
lo_struzzo_nero in Da domani, antibioti...
aldiladellospecchio in 22Se solo potessi ti...
liberadivolare in Da domani, antibioti...
anima in Da domani, antibioti...
ISO9660 in 22Se solo potessi ti...


