martedì, giugno 29, 2004
IL MIGLIORE AMICO DELL'UOMO Latrati terrificanti si espandono nell’aria rarefatta di un cortile di provincia. Animali. Tanti animali pieni di rabbia si stringono in cerchio. Nel mezzo, due creature misere, affondano i denti nelle carni del loro casuale avversario. Non si curano delle proprie ferite. Vincere o morire. Non è previsto soffrire. Il rosso domina. Tutt’intorno. Quello del sole, pieno di vergogna, che tenta di nascondere i propri raggi inopportuni dietro una collina qualsiasi. Quello delle gote congestionate di chi ha perso la scommessa e deve estrarre dal portafogli di capretto una banconota spiegazzata. Quello del sangue spalmato sul selciato, fortuna di ogni mosca di passaggio. Le finestre dei condomini sono sigillate benché manchi molto alla notte. La folla si disperde come polvere in un mulinello. Non è successo niente. Niente. Domani un secchio d’ acqua e sapone sbiancherà il cemento. E Cesarino può tornare a calciare il suo pallone prima che sia pronta la cena. Scende le scale lentamente, Cesarino. Accarezza il muso devastato di Buck e lo trascina per le zampe fra i sacchi della spazzatura, attento a non macchiarsi i calzoni corti. Ma non piange. Altrimenti suo padre lo picchierà.
COMBATTIMENTI CLANDESTINI FRA CANI Ogni anno in Italia più di 5.000 cani sono vittime dei combattimenti collegati alle scommesse clandestine. La lotta, in cui questi animali sono crudelmente aizzati e costretti a sbranarsi da padroni senza scrupoli, è il risultato di violentissime forme di addestramento, vere e proprie torture, inflitte ai cani fin da cuccioli. A causa di questi maltrattamenti che ne condizionano il comportamento, Pit Bull, Rottweiler, Bull Mastiff, ed altre razze sono considerati veri e propri "mostri", possenti e crudeli creature pronte ad uccidere ed aggredire. E così, oltre alle violenze subite, questi animali diventano vittime di una criminalizzazione sempre più diffusa.
I cani impiegati nei combattimenti sono le prime vittime del lucroso giro delle scommesse.
Chi organizza le lotte tra cani
Il giro di affari delle scommesse clandestine è stimato in 775 milioni di euro l'anno. La singola scommessa può partire da un minimo di 250 euro fino ad arrivare a decine di migliaia nei combattimenti tra "campioni". I combattimenti tra cani sono in mano a gruppi criminali organizzati ed è stato accertato il coinvolgimento di persone appartenenti alla camorra. Bande di criminali internazionali controllano il traffico di cani da Paesi esteri e la loro diffusione in Italia. Le persone coinvolte nei combattimenti sono migliaia e spesso anche minorenni. Un manuale contro i combattimenti
Per contrastare concretamente il fenomeno abbiamo preparato un manuale tecnico-giuridico ad uso del personale degli organi di polizia giudiziaria, della magistratura e delle Guardie volontarie. Il Manuale (scaricabile in formato pdf), realizzato dal Responsabile dell'Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV, Ciro Troiano, oltre ad inquadrare giuridicamente il fenomeno, fornisce utili lineamenti di tecnica di polizia giudiziaria. Gli argomenti trattati vanno dal maltrattamento di animali alle scommesse clandestine, dal doping agli accertamenti di polizia giudiziaria, ed altri . Il Manuale è stato adottato come testo nel Corso di Formazione della Polizia dei Giochi e delle Scommesse della Polizia di Stato, nel Corso di Formazione del Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente e nel 4° Corso per allievi vice sovrintendenti del Corpo Forestale dello Stato.
Responsabile Settore Combattimenti
Ciro Troiano: c.troiano@infolav.org
Responsabile Settore Affidamento Cani
Roberta De Renzi: r.derenzi@infolav.org
SILENZIO Non lo tollero il silenzio. Lo frantumo con tutta la rabbia che so dissotterrare dalle mie profondità. E faccio la faccia da bambina. Capricciosa ed irragionevole... Faccio quello che voglio io. 'Che io, conto più di te. Non ci vado a dormire alle dieci. E domani mi sveglio tardi. Non mangio neanche gli spinaci. Solo patate. Fritte, però. E non mi chiedere di studiare. No, no. Neppure di lavorare mi va. La casa la lascio com'è. Sporca. Una scopata solamente. Con chi mi capita a tiro. Mi deve assolutamente piacere. E deve farsi trattare male.Ecco. Così! ...ho scavato. Ed ho trovato il mio peggio.Mi serve un momento per tornare in me. Ecco. Ora posso spegnere la radio. Non è male il fruscio del vento. Vado a lavare i piatti e poi subito a letto.
lunedì, giugno 28, 2004
SILENZIO Vortici di incertezza risucchiano il chiaro dei tuoi occhi. Siamo legati agli angoli opposti di una stanza immensa. Per catene, ricordi lucidi e pesanti. Ti lascio spogliare piano i miei pensieri imperfetti. E, nuda, ti prego di farmi assaggiare i tuoi affanni. In cambio, ti regalo il mio presente. Che poi, a pensarci, è tutto quello che ho.
domenica, giugno 27, 2004
CAMMINANDO VERSO IL RESTO DELLA NOSTRA VITA... ...siamo arrivati quì (quanta salita. e che fatica.)
sabato, giugno 26, 2004
COS'E' L'AMORE... (questa è puramente interpretazione personale. i dati oggettivi non trovano asilo in queste pagine. ma le idee sono mutevoli. almeno le mie...quindi,il titolo,lo devo cambiare...) COS'E' L'AMORE "OGGI"... Non lo so. Non lo so spiegare. E non me la sento di sprecare parole. Non lo dico cos'è l'amore oggi. L'ho fatto. L'ho fatto l'amore. Oggi. Quindi, che cos'è, non posso non saperlo... (Allora basta. A me, almeno, basta. ) debL'amore è...L'amore oggi è...Voglio dire, sono più matura, quindi credo che l'amore sia...
venerdì, giugno 25, 2004
VITANUOVA Il mio profilo migliore. Un capolavoro. Mentre una vita nuova cresceva io sognavo occhi belli...
Un attimo di panico appanna la forza che ho dipinta sulla faccia contratta. Goccia a goccia, ho inalato una nuova euforia. Il respiro accelera brusco quasi a simulare un amplesso. Ma non è amore, no. Solo lotta tra i miei sensi e l'io che ho sotterrato. Prendete le vanghe. Ma fatelo in tanti. E scavate, sudando. In buca c'è il meglio di me. Ma non lo voglio sapere chi m'ha tirata fuori. (non costringetemi a ringraziare. la vita m'ha cambiata, rendendomi alquanto maleducata)
giovedì, giugno 24, 2004
CONCERTO Le vie della città sono congestionate di traffico. Piccoli uomini in calzoni corti, vendono ciondoli fosforescenti agli angoli di strada. I mazzi di rose pastello sono per domani. Stasera no. Stasera è la sera dei giovani. Della spensieratezza. Camminando, ascoltavo i discorsi di due ragazzine eccitate. "Arriva il Blasco. Andiamo fuori dallo stadio alle nove. Magari si sente qualcosa...Cazzo! Lo sapevo che dovevamo comprarlo prima, il biglietto." Cazzo! E' vero. Nella vita, il tempismo è tutto. Io di biglietti ho tardato a comprarne tanti. C'è tempo, mi dicevo. Così ho perso treni, musica, parole, colori...E stasera di tempo non ne ho.Devo assolutamente annaffiare l'alloro. Ha sete. Ma prima canto a squarciagola una filastrocca. Senza strumenti, nè effetti speciali. Sicuramente i vicini non apprezzeranno. Quindi, niente applausi, nè platea in delirio. Solo il sorriso sdentato del mio eroe preferito che improvvisa un coro stonato. (ecco che mi riprendo il tempo. di fare. di amare. di respirare. per una ragione grande. più di tutto.)
mercoledì, giugno 23, 2004
RISVEGLIO DI CUORE Schizzi caldi mi rotolano fra le scapole nude e tese. Nulla di scabroso. Sono solo gocce di vita appoggiate sulla mia schiena offerta. Senza pretese. (ma non si creda, proprio no, che cuore faccia sempre rima con amore. eh,no! eh,no!)
immensaMente ( cos'ho visto ieri sera sporgendomi da uno dei tanti ponti adagiati sull'Adige ) Cerchi concentrici si allargano piano. Si disperdono sulla cresta di onde accennate appena. La brezza gentile accarezza il fiume cheto, con dita di velluto. E le ortiche, ciuffi selvatici che sfidano da sempre la sete,si inchinano lievi davanti al bello che sta lì attorno. Le sfioro appena. Non pungono. Non più delle mie mani martoriate. Le luci dei lampioni ,disposti in file ordinate come soldati obbedienti, tremano d'emozione autentica. Poche stelle annunciano silenti l'ennesima giornata senza sole. Ma brillano.Con fierezza. Anche per quelle assenti. E' tutto perfetto. Immenso. E' la notte giusta per decidere di cambiare una vita.
martedì, giugno 22, 2004
MalincoMia Ci sei. Nelle parole liquide che mi verso sul capo chino. Ci sei. Fra le nubi gravide di pioggia provvidenziale. Ci sei. Nel groviglio di budella e pensieri che son io. Ci sei. Fra gli accenti stranieri dei passanti distratti. Ci sarai. Ogni notte. Ogni giorno. Ogni minuto. (del resto della mia vita)
lunedì, giugno 21, 2004
FRUGANDO NEL PASSATO ( rilettura ) MADREPADRE Insostenibili pensieri si insinuano. Penetrano nel silenzio greve. Insostenibili pensieri avvolgono spalle curve. Conto compleanni tutti uguali. Senza regali. Amore. Domando cos’è. Non so. Non so sentire nemmeno se mi chiama. ‘Che mia madre e mio padre voce non ne hanno più. FIGLIASSENTE Scatole. Quaderni. Sassi. Gatti finti. Ecco cosa resta di me. In una cantina. MADRE Mi vesto di nuovo per la partita. Gioco agli scacchi della vita. Avanzo piano con fare stanco. Dal nero al bianco. Dal nero al bianco. Che madrepadre son senza voce Io parlo. Figlio. Senza croce.
"Chi l'ha detto che esiste un Dio. Sono io. Solo io. Dio. Il verde della moquette mi parla di pace ed altro. Ma non so. La musica martella senza pietà. Non la sento. E'viva. Mi tocca. Mi stringe la gola. Lucciole. Non le vedevo da anni. Ero bambino. Adesso sono. Tutto. Niente. Mentre un caleidoscopio di gemme iridescenti mi indica la strada. Ci provo a volare. Quello non è asfalto. E' il mare." Che cosa sono Produzione illegale 1996 (stime ONU) Che effetti fanno Modo d'uso, dosi durata degli effetti Problemi
Sono sostanze, per lo più di origine vegetale, ancora oggi usate in cerimonie medico-magico-religiose presso le culture tradizionali soprattutto dell'America Latina. Attualmente, a fianco di quelle naturali, si usano anche sostanze allucinogene semisintetiche (LSD) o sintetiche. Chimicamente gli allucinogeni conosciuti fanno capo alla feniletilammina (mescalina); alla triptamina e ai suoi derivati (dimetiltriptamina o DMT, psilocibina, psilocina), compresi quelli ciclici come l'acido lisergico (LSD) e le beta-carboline (armina, armalina) e l'ibogaina; al tropano (scopolamina); o all'isoxazolo (muscimolo). Sono tutte sostanze caratterizzate da marcati effetti sulle percezioni, sensazioni, emozioni e processi mentali in genere. In questo spazio possiamo solo accennare alle sostanze più usate. La mescalina è contenuta in varie specie di cactus dei generi Lophophora (L. williamsii o peyote), Trichocereus (T. pachanoi o San Pedro), ecc. Il peyote è sacro per gli indios Huicholes del Messico e per molte tribù indigene del Nord America, che hanno perfino ottenuto dal governo degli Stati Uniti il diritto - come costituenti della "Native American Church" - a utilizzarlo nelle loro cerimonie religiose in deroga alle leggi "antidroga". Il San Pedro è utilizzato dai curanderos dell'Amazzonia peruviana. La psilocibina e la psilocina sono contenute in molti funghi dei generi Psilocybe, Copelandia, Panaeolus, ecc. presenti in quasi tutto il mondo (la P. semilanceata è diffusa anche in Italia). I "funghi magici" sono utilizzati da secoli da diverse tribù indigene nordamericane e l'uso cerimoniale risale almeno al tempo degli Aztechi e dei Maya, come è documentato da molti reperti archeologici (ceramiche, pietre-fungo, dipinti). Sono stati descritti già nelle prime cronache messicane (Codex Florentinus) e la loro importanza culturale è riflessa nel nome azteco dei funghi (teonanàcatl , carne degli dei). Tuttavia, in mancanza di riscontri, la scienza ufficiale ne ha per secoli disconosciuto l'esistenza. Si è dovuto aspettare il viaggio del banchiere-micologo R.G. Wasson a Huautla de Jiménez (Oaxaca), nel 1953, e il suo fortunato incontro con la sabía mazateca Maria Sabina, per avere la certezza della loro esistenza e una descrizione dettagliata del loro uso e dei loro effetti. La dietilamide dell'acido lisergico (LSD) fu invece scoperta nel 1938 da A. Hofmann, chimico della società farmaceutica Sandoz, nell'ambito di una ricerca sui derivati dell'acido lisergico, il nucleo dei principi attivi della Claviceps purpurea ("segale cornuta", fungo parassita della segale). Le sue proprietà allucinogene, e la sua straordinaria potenza (l'LSD è attivo a dosi di milionesimi di grammo) furono scoperte per caso solo 5 anni dopo, a seguito dell'involontaria ingestione di una minuta quantità - un evento passato alla storia delle sostanze psicoattive! - da parte dello stesso Hofmann.
I cactus, i funghi e le altre piante allucinogene vengono raccolti in natura o coltivati. L'LSD viene prodotto illegalmente in molti paesi. Le quantità non sono valutabili, ma negli ultimi anni segnano un costante aumento.
Gli effetti degli allucinogeni (spesso chiamati "psichedelici", cioè "che rivelano la psiche") vanno dall'aumentata intensità soggettiva delle percezioni e sensazioni (forme, colori, suoni, sensazioni tattili) fino a vere e proprie distorsioni illusorie non solo della forma e del colore degli oggetti, ma anche dello spazio e del tempo. Nessun tipo di "droga" ha effetti così imprevedibili, e così profondamente dipendenti da stato mentale, struttura della personalità, atteggiamento e aspettative del soggetto. Fra gli effetti vissuti come "positivi", tipica è la rilevazione (o magari "rivelazione") di aspetti di "novità" - soggettivamente carichi di significato - anche in oggetti comuni e usuali (p.es. la complessità insolita e misteriosa di un fiore, la trama microscopicamente nitida di un tessuto, la sensazione di "mai visto" nei colori). Chiudendo gli occhi, sono frequenti visioni caleidoscopiche di colori in movimento, spesso in arabeschi o disegni geometrici, rese più belle e piacevoli dalla musica. Sono possibili sinestesie (sensazione di vedere un suono, di sentire il profumo di un colore), la dissoluzione delle immagini in pure forme di luce e colore, o una certa sensazione di dissociazione della mente dal corpo. Si possono infine avere profonde sensazioni di armonia interiore e di sintonia con l'universo, fino alla vera e propria estasi, e all'intima convinzione di aver raggiunto l'intuizione "ultima" delle cose. A questi effetti positivi, spesso estremamente significativi e gratificanti, capaci di lasciare memorie e impressioni durature, si possono contrapporre - particolarmente in soggetti non pienamente consapevoli delle peculiari caratteristiche di queste sostanze - effetti negativi altrettanto rilevanti, che si manifestano con crisi più o meno gravi di ansia, angoscia, o addirittura panico, fino al senso di dissociazione e alla perdita di identità. Queste reazioni negative sono in genere solo temporanee, e si alleviano rapidamente se altre persone sono in grado di rassicurare e calmare il soggetto in crisi. Sono inoltre descritti casi di flashback - ossia l'improvvisa (e a volte profondamente disturbante) ricomparsa di sensazioni alterate a distanza di tempo dall'assunzione.
L'uso è quasi sempre per via orale. Gli effetti durano da poche (2-3) a molte (12 o più) ore, non solo a seconda della sostanza, ma anche della dose. L'LSD è attivo a partire dalla dose di circa 25 µg (milionesimi di grammo). Dosi di 250 o addirittura 500 µg di LSD, pur non essendo "tossiche", possono avere effetti drammatici e prolungati nel tempo, anche con successivi e sgradevoli fenomeni di flashback.
Salvo eccezioni, si tratta di sostanze di bassa tossicità. I problemi derivano dalle loro peculiari caratteristiche farmacologiche, che li rendono estremamente attivi sulle funzioni superiori del SNC. Gli allucinogeni possono determinare reazioni indesiderabili legate all'estrema alterazione delle sensazioni, delle percezioni, e dello stato di coscienza. Prenderli in solitudine è assolutamente sconsigliabile: una crisi più o meno grave d'ansia o addirittura di panico è sempre possibile, e in questi casi serve soprattutto la sicurezza dell'aiuto e del supporto di un'altra persona. L'esperienza psichedelica è completamente diversa da quella delle "droghe" più conosciute (anche se può somigliare a quella di alte dosi di Cannabis) e dovrebbe essere affrontata solo con un'adeguata preparazione e sotto la guida di persone esperte e affidabili. Per secoli gli allucinogeni sono stati usati in cerimonie di tipo religioso, per portare i partecipanti in qualche modo in contatto con il divino. R.G. Wasson descrive in termini estatici la sua prima esperienza con i funghi sotto la guida di Maria Sabina, e molte persone, da A. Huxley ("Le porte della percezione", "Paradiso e inferno") in poi, hanno sottolineato il profondo valore spirituale dell'esperienza psichedelica. Ma se una persona prende un allucinogeno con noncuranza e senza saperne nulla, rischia di andare incontro a una delle peggiori e più spaventose esperienze della sua vita. Sotto l'effetto degli allucinogeni non si devono ovviamente svolgere attività che richiedono attenzione, vigilanza, raziocinio, coordinamento neuromuscolare e prontezza di riflessi. Guidare l'auto (ma anche salire su un albero!) può essere folle e terrificante, ancor prima che pericoloso.
domenica, giugno 20, 2004
INNO AL CORAGGIO ( per me e per il Mostrodellago, già che ci siamo. E non dimentichiamoci di Tiziano.) Me la creo io, la giusta filosofia. La matematica la butto via. Mi nutro di poesia. Soltanto di poesia. Metto all'asta tutti i miei perchè. Mi compro, per sopravvivere, una manciata di se. E rido. Inventandomi una vita nuova da ballare al ritmo serrato del mio cuore sbrigliato. ( lo spacco questo mondo! lo spacco. giuro!)
BUON COMPLEANNO... ...E SII FELICE. SCUSA SE T'HO MANDATO VIA MA STAVO RISCHIANDO DI INNAMORARMI DI TE. BUONA FORTUNA, GINO. OVUNQUE TU SIA. deb
sabato, giugno 19, 2004
STORIA DI UN PESCE (LA MATTANZA) "Gli ultimi colpi di coda fra le carni macerate di altri esseri che mi somigliano in sorte, mi costano le energie e la dignità. Viaggiavo verso correnti calde, guidato dall'istinto innato di migrare. Per compiere lo struggente rito della riproduzione. Pensavo che, se fosse capitato, avrei accolto la fine, silenzioso e composto nel mio dolore. Sono un capo branco e mi nutro di fierezza. Ma quando l'ossigeno viene a mancare non esiste più eleganza, nè ragione. Solo l'istinto di rubare una nuova boccata per potersi salvare. Avevo immaginato che, centinaia di corpi imprigionati da subdole reti ,emanassero calore. Invece il freddo m'ha gelato. Ero paralizzato d'orrore, per l'incapacità di respingere l'odore acre del sangue rappreso. Per l'impotenza che provavo di fronte al terrore che entra come un chiodo acuminato nel cervello, saturo di pensieri. Ora so cos'è una tonnara. So che non rivedrò più il mare. Che questa è una trappola mortale. Ora che ho incrociato lo sguardo battagliero del mio nemico posso spegnere il mio. E farmi accogliere dal buio. Per sempre." La tonnara è un sistema di reti fisse calate lungo il percorso che i tonni compiono dall’inizio della primavera alla fine dell’estate alla ricerca di acque calde e dall’alto grado di salinità dove effettuare la riproduzione; tonnare "di corsa" o "di andata" sono quelle che catturano i tonni nel periodo della riproduzione (maggio - giugno), "di ritorno" quelle che catturano gli esemplari al termine del periodo genetico (luglio - agosto). Sia Favignana che Bonagia sono tonnare "di corsa". Una lunga rete chiamata "pedale" posizionata verticalmente rispetto alla costa sbarra il cammino ai tonni e li indirizza verso il largo, dove viene calata la tonnara vera e propria (detta "isola"): un parallelepipedo di rete diviso da porte mobili - anch’esse di rete - in più "camere". I tonni che arrivano nell’isola vengono fatti passare da una "camera" all’altra aprendo e chiudendo le porte di rete, fino all’ultima camera, detta "della morte", l’unica ad avere il fondo mobile. I pescatori "tonnaroti" tirano a forza di braccia la rete mobile intonando antichissimi canti, e quando i tonni arrivano a galla inizia la mattanza: dai barconi neri gli uomini li agganciano con lunghi uncini e li tirano a bordo con sforzi immani (alcuni pesci pesano oltre 400 chilogrammi). Tutte le operazioni di pesca sono guidate dal "rais", il tonnaroto più esperto, depositario di conoscenze tramandate oralmente di generazione in generazione.
venerdì, giugno 18, 2004
La lama del rasoio sibila minacciosa fendendo l'aria pesante della camera da letto. La tela delle tende, torturata dalle mie mani armate, mi ringrazia in silenzio. Le fibre di lino pendono come pippistrelli addormentati in un antro scuro. Schizzi di sangue denso di rancore marchiano le pareti asettiche. Ora è tutto vivo intorno. Ora posso lasciarmi cadere, inghiottire da un sonno ristoratore. Assassina. Di ricordi e dolore.
giovedì, giugno 17, 2004
Dottore, sarà grave? Mi dica la verità. Ma tutta, però. Come in tribunale! Non giuri sulla bibbia. Che, di scomodare Dio, proprio non mi va! E' che sono spenta. L'ho scoperto prima, chiamandomi, sa?! Me l'ha fatto sapere una voce lontana e pure gratis. Però ha aggiunto che potrei anche essere irraggiungibile. Momentanamente, per carità! Non dico di no. Ma sono preoccupata. Mi sento presente. Come se avessi attaccato al culo un piccolo led sempre lampeggiante. Allora, che sarà?
mercoledì, giugno 16, 2004
Ho perso. Un pezzo di tempo. Mi muovo al ritmo della carne nella carne. Gocce di sudore scivolano frenetiche fra le gambe nude. Mi spoglio anche l'anima. Che resti fra le pieghe del cuscino ad invidiare il mio piacere o a biasimare il mio peccato. Peccato doverla di nuovo indossare. Ma intanto ho vinto. Un pezzo di tempo.
martedì, giugno 15, 2004
Ho cambiato idea. Volubile come la corrente. Capricciosa mai. Non mi basto più. Solo per oggi però.
lunedì, giugno 14, 2004
Osservo curiosa i colori di una bandiera che non riconosco. Sono donna senza terra, io. E, senza confini, mi espando come un fiume gonfio ed impetuoso. Non ho tempo. Nemmeno quello mi appartiene. Vivo la notte nera dell'anima e la illumino con la luce di sorrisi. Fatui come fuochi di morte. Mi basta. E mi basto. (finalmente)
domenica, giugno 13, 2004
PILLOLE DI SAGGEZZA Le seghe mentali non producono orgasmo. Stancano alquanto, non ti soddisfano e recano solo danno!
FRAMMENTI DI PASSATO REMOTO (taglienti. molto taglienti. ed io non ho scarpe, nè guanti) lo conoscevo già da un pò. lo amavo da sempre. da sempre lo aspettavo. "con mia moglie è finita".era giugno anche quella volta. ma di qualche anno fa. ci siamo regalati un giorno. qualche ora, a dire il vero. lontani da chi ci conosceva. dalla vita che ci obbligava a nascondere il bello che era nato fra di noi. lo volevamo nutrire, il nostro amore. io credevo così, almeno. il lago era limpido come il suo sorriso. i suoi baci sapevano di sole. camminare abbracciati per la strada. era un sogno. ed io ero stretta all'uomo della mia vita. ed ero felice. assurdamente felice. abbiamo bevuto vino freddo e mangiato pesce. e riso. e parlato. la corsa in macchina, cullati dalle note della stessa canzone, sapeva d'attesa. non la volevo l'aria condizionata. meglio il vento sulla faccia. quello che toglie il respiro. non ci riuscivo. non riuscivo ad infilare la chiave nella toppa. avevo fretta e mi tremavano le mani. poi la penombra del corridoio si è inondata di sole. e di risa. i vestiti,diventati barriere inutili,se ne stavano ammucchiati sul tappeto. ed io, abbandonata sotto il getto d'acqua fredda, mi aggrappavo alle spalle di quello sconosciuto perchè la vertigine che provavo mi stava facendo cadere. e poi amore. amore. ancora amore. senza altre parole. per ore.non avevamo spento il telefono. telefono maledetto, che, quando squilla, ti richiama al tuo dovere. "devo andare. da mio figlio. lei non conta, sai. e domani è per noi. tutti i domani sono per noi. ti amo." avevo ancora il sorriso di chi ha vinto, stampato sul viso. ero dentro ad un supermercato a fare la spesa. latte per il mio bambino. e biscotti. per l'uomo che mi aveva regalato la sorte. per noi due. non avrei dovuto alzare lo sguardo dal mio carrello. non dovevo. davanti a me, c'era lui. con lei. con un altro carrello, colmo di cose che io non avrei comprato mai. non sorridevo più. lei sì. a lui. al loro figlio. una famiglia. bella. mi sono aggrappata ancora. sempre per non cadere. al ferro freddo di uno scaffale grigio. "signorina...si sente male?" "no. grazie." non sto male. sono morta. sono morta. anche lui mi aveva vista. piccola. meschina. indifesa. vigliacca. me l'ha detto con gli occhi di stare zitta. di stare ferma nel mio angolo. ed io sono stata zitta. sono stata ferma. ad ascoltare il mio cuore che mi gridava di credere a tutte le bugie che mi avrebbero avvelenato il futuro. l'ho fatto, fedele ad ogni battito di quel cuore. l'ho fatto. fino all'addio. che non avrei mai scelto io.
sabato, giugno 12, 2004
Surreali colori di un giugno grigio. Le guance arrossate d'impazienza. Le nocche sbiancate di fatica. Ho afferrato un sogno. Lo tengo in pugno. Nascondo la paura dietro occhi brillanti. E rido per quel che verrà. E se non verrà, avrò sognato. Un'altra volta.
giovedì, giugno 10, 2004
Sono stata brava oggi. Ho separato la carta dalla plastica. Non per dovere. Voglio salvarlo questo mondo, io. Poi ho cucinato minestra calda ed uova sode. Ed il bagno l'ho lustrato, che ci si può mangiare. Le stoviglie se ne stanno ad asciugare. Il bucato pure. I disordini dell'anima, no. Quelli no. Non li ho saputi sistemare. Ma se ne stanno nascosti in un angolo buio.Non danno fastidio. Come la polvere sotto il tappeto. Che tutti calpestano ma nessuno ci fa caso.
Non esiste profumo che sovrasti l'odore del tradimento.
Decido di violentare la mia indolenza. Cammino scalza sull'asfalto rovente. Senza meta. Per bagaglio, pensieri interrotti. In bocca, l'amaro di una notte trascorsa senza parlare. Non sento nulla. Non cerco nulla. 'Che il niente non fa male.
Sarò sole che ti scalda le spalle. Sarò vento che secca lenzuola pulite. Sarò pioggia che disseta il grano. Sarò un sogno che accompagna il tuo sonno. Sarò tutto ed anche di più. Ma era tanto tempo fa. Erano solo storie, che mi raccontavo. Sono vuoto, io. Non so esser altro. Ma un vuoto dolce. Da riempire d'amore e di ricordi.
mercoledì, giugno 09, 2004
La mia gatta è incinta. E' la prima volta che mi capita. Ho sempre avuto gatti maschi, io. Mia madre diceva che i gatti maschi creano meno problemi. Chissà se vale la stessa regola per i figli. Se fosse vero, io sarei stata più fortunata di mia madre. Lei ha due figlie femmine. Io, un figlio maschio. Ma è ancora troppo piccolo per poterlo paragonare a me e mia sorella. Brava ragazza, mia sorella. Non ha grilli per la testa, lei. Studia, mangia e frequenta la sua amica del cuore. Alle volte mi appare un pò spenta. Senza il fuoco della passione che mi accendeva gli occhi alla sua età. Ma credo sia un bene. Con lei i miei genitori possono finalmente dormire sonni tranquilli. Io ho farcito le loro esistenze di preoccupazioni. Ancora oggi, son sicura, si danno pensiero per me. Vorrebbero vedermi sistemata. Con tanto di casetta di proprietà, marito devoto e macchina famigliare per caricarci agevolmente i bagagli quando si va in Riviera. Ma io non ce la faccio proprio ad accontentarli. Temo meno il peso della solitudine al confronto con la normalità che mi stringe la gola. Amo tanto. Ho amato troppo, troppo spesso. Ma alla fine, non so amare abbastanza. Mi chiedo se la mia gatta si renda conto di star per diventare madre. Arrancando, sale sul letto e dorme coricata su un fianco. Non vuole più che le si tocchi la pancia. Sì. Senz'altro l'istinto le ha detto ciò che le sta accadendo. Anch'io mi stendevo su un fianco ad ascoltare i movimenti della mia creatura. Non immaginavo le lotte, le lacrime ed i dolori che sarebbero scorsi fra le mie cosce assieme all'acqua calda che proteggeva quello che sarebbe diventato mio figlio. Mio figlio.Lo è diventato. Non subito. Non appena ha emesso il suo primo vagito. Più tardi. Non troppo tardi. No.
martedì, giugno 08, 2004
Dimentica il muro ruvido che ti grattava la schiena nuda. Dimentica le giornate di pioggia trascorse a fare l'amore. Dimentica l'odore che porti ancora addosso come un marchio a fuoco. Dimentica le attese struggenti ed il rumore famigliare delle chiavi nella toppa. Dimentica il timbro di una voce che ti sussurrava parole d'amore. Dimentica l'azzurro del lago ed il sapore del pesce in quel giorno di sole. Dimentica l'abbaino aperto sui tetti grigi di Parigi. Dimentica quella che sei stata. Dimentica quello che hai avuto. Dimentica per sempre, che è solo utopia. Dimentica di respirare. Abbastanza a lungo da smettere di soffrire.
Per una volta che m'impegno a far tacere la coscenza... Per una volta... Una volta si perdona a tutti. A me no. Per carità. Io pago. (e ,come dissi un tempo, pure in contanti)
Ti cingo la vita a fatica Braccia intorpidite schiacciate dal peso del mio corpo inerme Nudo Ti respiro fra i capelli corti e mi abbandono lambita da quest'attimo infinito
lunedì, giugno 07, 2004
Mi sento dire che sono serena. A chiunque mi chieda come sto. Parlo con la voce roca. Perchè fumo troppo, mi vesto poco e non dormo mai. Ma nessuno pare farci caso. Tutti a complimentarsi per il mio sorriso. Per quel modo scanzonato di prendere la vita. Per il figlio che ho tirato su. Dritto come una pianta curata a dovere. Col concime e le innaffiature ad orari fissi. Bugia. Mi sento infelice, invece. Profondamente. Mi manca il mio uomo. La mia famiglia. Mi manca il mio tempo. Ne sto rubando persino al mio bambino. Ma lui è coraggioso. Più di me. E non smette di vivere se sono lontana.
domenica, giugno 06, 2004
Devo combattere l'ennesima battaglia contro lo stupido vizio di sognare. Devo spegnermi come una sigaretta consumata. Un colpo secco con la punta della scarpa. E niente più. Non la voglio questa gioia. Non m'appartiene affatto. Due mani non fanno un uomo. Me lo diceva un vecchio signore che sedeva ogni giorno sul medesimo sgabello di un piccolo bar. Allora, stringevo in pugno il mio futuro e poche lire per un gelato. E non capivo il significato di certe parole. Oggi lo so che non basta. Oggi lo so che la lotta, solo la lotta, mi rende donna. Che non è il battito inaspettato di un cuore addormentato ad inventare un amore. Ma questa consapevolezza non mi ha resa migliore d' allora. Solo più triste. E un pò più sola.
giovedì, giugno 03, 2004
Paragoni scomodi mi affollano il sentire. Sono come quei pantaloni neri, che mi strizzano i fianchi in un'esplosione di carne e di peccato. Originale quasi. Lontano. Pare non appartenermi per sorte. Io, con questa faccia pallida e sofferente. Chi lo direbbe che certe volte mordo il cuscino. Per non gridare di piacere. 'Che mio padre, se solo sentisse un gemito lontano, disapproverebbe. E le mie guance si accenderebbero di quella sottile vergogna che ho sempre provato ad esser donna. Lo so che non va bene. Che una madre è sacra. Sono anche un pò puttana, io. Ed accarezzo la pelle ruvida di uomini senza volto. Le mani prepotenti e decise. E poi mi faccio dolce nel tocco ed asciugo le lacrime salate della mia creatura spaventata dalle ombre di tutte quelle notti che non so rubare al destino. Mi ride lui. E m'ama forte. Piu forte delle reni che mi spingono una goccia di vita nell'anima malata. E cancella ogni mia debolezza, il mio bambino. Non gli importano i miei segreti. E lo amo forte. Più forte di tutto. E per sempre. E molto di più.
CAZZO Non si usa. Si dice solamente. Per il bene di tutti. (specie il mio)
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