sabato, luglio 31, 2004
BUON VIAGGIO Cosa sarà di noi? Con la bocca dolce di torta al cioccolato, mi annuso il tuo odore sulla pelle. Ho sigillato porte e finestre per lasciare fuori da questa casa l'ultimo giorno di luglio. Mi distraggono i colori dell'estate. Dovrei rispondere alla mia domanda. Invece sento una canzone vecchia e dolorosa. Tra poco mi stenderò sul divano sdrulcito per abbracciare la mia creatura. Stanotte toccherà a te. Ti terrò stretto, accoccolato fra le curve del mio corpo pallido. Per salutarti. Poi ti lascerò andare. Non so per quanto. Non so niente. Solo che t'ho tradito. Non con un uomo. No. Mi basti, sai? Con la mia malinconia, piuttosto. Ma non essere geloso. E'il mio male di vivere che mi nutre e mi fa essere così. Imperfetta. Buon viaggio, allora. A tutti e due.
venerdì, luglio 30, 2004
Non è facile tentare di volare col peso dei ricordi che m'annodano stretta la gola. Non faccio paragoni tra le tue mani e quelle che oggi mi sfiorano le spalle. Solo che, alle volte, basta poco per smettere di non ricordare. Allora mi lascio possedere con violenza dalla paura. Le lascio prendere anche l'ombra della mia serenità. E mi chiedo perchè, tra tutte le cose che possiedo, m'hai portato via la voglia di respirare.
mercoledì, luglio 28, 2004
RITRATTI (prospettive e ritrattazioni dei ritratti stessi) ...approposito di me.. Mi chiamavano "faccia di culo"... ...poi... ...l'ho mostrato, il culo. Hanno ritrattato tutti quanti. Sì, perchè, il culo è molto meglio della faccia che ho. deb
martedì, luglio 27, 2004
RITRATTI (prospettive) #7# FACCIA di CULO "Mi metto per ultima nella galleria di ritratti in prospettiva. Niente paura! Non mi paragono a De Andrè o a Van Gogh. Genio e talento non m'appartengono. Con loro ho una sola cosa in comune. L'etichetta che mi porto addosso. Mi chiamavano "faccia di culo" e poi..."(continua)
lunedì, luglio 26, 2004
METTI UNA SERA A CENA (cronaca di una festa di compleanno) Ci sono io. Seduta su una panca dura. Sopra la testa, una tenda che non lascia filtrare l'aria ristoratrice della sera. Ci sono io. Riflessa negli occhi dei miei commensali. Mio nonno è privo di energia e si lascia vivere. Di tanto in tanto guarda sua moglie. La adora. Ancora. Sì, credo sia proprio così. Mia madre è elegante. Ha le scarpe chiare, con la punta, ed il sorriso tagliente come la lama di un coltello. Mio padre no. Conserva un'espressione bonaria, lui. Ma indaga. Fruga i miei gesti per cercare le risposte che non gli darò. C'è la mia amica d'infanzia proprio di fronte a me. Il suo uomo le prende la mano. Ma lei pare non farci caso. E'pallida e stanca. Almeno mi pare. Credo sia felice.Anche se negli occhi ha l'ombra di un segreto grande che le lacera il cuore.Almeno mi pare. E' bella. Di questo sono sicura. Mia sorella si lascia stringere le spalle da Luca. Sono giovani. Hanno appena diciott'anni. E tutto da provare. Li invidio un pò per questo. Ma solo per questo. Accenno un passo di danza con la mia giovane collega di sbronze e notti di lavoro. Siamo grottesche. Lei è alta ed imponente ed io piccola da sparire quasi. La adoro perchè vomita vitalità ad ogni parola. E' vera. Davvero. Nel frattempo, mia zia mangia di gusto e suo marito mi stupisce lievemente battendo la mano sul tavolo al ritmo di una vecchia canzone. E' sempre così composto che non gli riconosco questo gesto. Di tanto in tanto bacio i capelli del mio bambino mentre lui si arrotola fra le dita la collana di perline di Sillanzio. Gliela romperà, forse. Gliela ricomprerò di certo, se accadrà. Coi soldi si sistema ogni cosa. Ormai lo so. Li guardo insieme. Sono stonati come i cori degli ubriachi fuori dalle osterie di paese. Ma non me ne importa niente. Ho smesso da tempo di cercare un padre per mio figlio. Mi basta un uomo che non chieda troppo e che mi tenga stretta sotto le lenzuola.E lui ne è capace. Il vino è viola. Brilla sfacciatamente dall'interno di calici di poco valore. Lo bevono tutti insieme e mi augurano altri anni. Altro. E spero che arrivi. Altro. Senza cercare. 'Che ormai ho stanato tutta la miseria che c'è al mondo. Mi chiedo con una punta di cattiveria in quanti, davvero, brindino alla mia salute. Ma mi distraggo subito. Mi attrae la fronte del cameriere. Imperlata di sudore. Corrugata per la fatica e per il fastidio. Continua a correre,mentre il padrone del ristorante esibisce la faccia più falsa che ha. Ci sono io. Ancora seduta sulla panca, mi tormento l'anello di brillanti. Poi batto le mani. E mi pongo una nuova domanda con la solita punta di cattiveria. Chi amo io? Ma non mi rispondo. Il lago è liscio. I miei pantaloni verdi sono stropicciati. Mi ci posso pulire le dita appiccicate di crema pasticcera, tanto domani li dovrò lavare. Speriamo che se ne vadano tutti a casa a dormire. Speriamo che abbiano mangiato abbastanza. Speriamo che non si siano accorti che la pasta era scotta. Speriamo che si amino tanto fra di loro. Che quì ,non c'è niente per nessuno.
RITRATTI (prospettive) #6# COMUNISTA ALCOOLIZZATO "...e poi Mirka a San Giorgio di maggio** Fabrizio De Andrè
tra le fiamme dei fiori a ridere a bere
e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi
e dagli occhi cadere
ora alzatevi spose bambine
che è venuto il tempo di andare
con le vene celesti dei polsi
anche oggi si va a caritare
e se questo vuol dire rubare
questo filo di pane tra miseria e sfortuna
allo specchio di questa kampina***
ai miei occhi limpidi come un addio
lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
il punto di vista di Dio..."
APERTO Sì, perchè mi mancava il respiro e poi devo finire il discorso dei RITRATTI in prospettiva (anche se mi capisco solo io).
domenica, luglio 25, 2004
CHIUSO (ancora) Anche oggi chiudo. Le porte e le finestre.Tutto sigillato per non far uscire quella sottile felicità che aleggia tra le impronte infangate di un'orda di gatti indisciplinati. Randagi. Loro come me. Non esistono fili, nè catene abbastanza robuste da legarmi l'anima. Ma vorrei, sì, vorrei non fuggire più. Eppure c'è tanto da scoprire ancora. Da assaggiare. Suoni marocchini e tramonti cangianti da vedere e da sentire. O solamente da immaginare. Non so, non lo so cosa farò di tutti i domani che mi rimangono. Vivrò, immagino. Oppure deciderò di sopravvivere appesa a sogni di panna montata spruzzata di rimpianto amaro.
sabato, luglio 24, 2004
INNO AL CINISMO (DEBORAH CATTIVA) Io per quel poco che ti do come minimo pretendo non lo so ecco già amore eterno e fedeltà come quella di quei cani al guinzaglio che girano per la città Poi se mi va ti abbandono in quella strada là (tanto le sanzioni penali vengono applicate soltanto per gli animali)
venerdì, luglio 23, 2004
LETTERA AD UN' AMICA Ti lascio andare, col passo pesante della delusione. Ti lascio pensare di me il peggio che puoi. Non tradisco mai. Non tradisco mai! Allora, perchè proprio te, ti chiederai. In certi casi non sono importanti le risposte. Ma non te lo dirò io. Lo capirai. Il bene sa aspettare anche tempi migliori. Ti ritroverò. I tuoi segreti ,intatti, li custodirò fra i miei silenzi migliori. E ruberò al nostro poco tempo i rari sorrisi che ti sfiorano la faccia stanca.
giovedì, luglio 22, 2004
CHIUSO PER COMPLEANNO! (domani riapro, però!)
mercoledì, luglio 21, 2004
TANTI AUGURI A ME! Nella borsa ho due cose. Il biglietto che m’ha scritto mia madre ed un contraccettivo che è inutile da usare. Tra pochi minuti compio trent’anni E se faccio una lista di vita viene fuori che ho fatto solo danni Debiti casini e quasi tre bambini Ma le cose importanti sono congelate In bilico tra culo e cuore E, come dissi, quest’accoppiata provoca solo immenso dolore (tanti auguri, allora. Tanti auguri a me.)
venerdì, luglio 16, 2004
GRAZIE SPLINDER! Nel mio archivio mancano almeno metà dei miei lavori. Però in quelli rimasti ci sono delle fottute sottolineature che rimandano ad un sito che spiega il significato delle preposizioni. Grazie Splinder!
RITRATTI (prospettive) #5# ARIDO AUTISTICO "Una cosa ho imparato nel corso della mia lunga vita: che tutta la nostra scienza, se paragonata alla realtà, è primitiva e infantile...eppure è il bene più prezioso di cui disponiamo" Albert Einstein
giovedì, luglio 15, 2004
RITRATTI (prospettive) #4# OMOSESSUALE DEPRESSO Posa per sempre. Giacomo Leopardi![]()

Assai palpitasti... amaro e noia...
La vita, altro mai nulla ;
fango è il mondo ;
T'acqueta ormai. Dispera l'ultima volta.
Al gener nostro
il fato non dono` che il morire...
mercoledì, luglio 14, 2004
RITRATTI (prospettive) #3# TOSSICOMANI ALIENATI No more turning away From the weak and the weary No more turning away From the coldness inside Just a world that we all must share It's not enough just to stand and stare Is it only a dream that there'll be No more turning away? Pink Floyd
martedì, luglio 13, 2004
RITRATTI (prospettive) #2# OCA GIULIVA.jpg)
Più sottile di una ragnatela e più trasparente io sono Ma la tenue trama è rimasta salda in mezzo ai forti venti come la Vita in cui di volta in volta io fisso le due mete opposte e rimango sospesa poichè l'una e l'altra insieme mi chiamano.
Marylin Monroe
RITRATTI (prospettive) #1# PAZZO SUICIDA
Vincent Van Gogh
" Cosa sono io agli occhi della gran parte della gente? Una nullità, un uomo eccentrico o sgradevole...in breve, l'infimo degli infimi. Ebbene, anche se ciò fosse vero, vorrei sempre che le mie opere mostrassero cosa c'è nel cuore di questo eccentrico, di questo nessuno."
domenica, luglio 11, 2004
Rotola veloce il pallone bianco. Paolo lo rincorre felice fra l'erba fresca e le margherite. Respira il sole, Paolo. E ride quando il suo papà sbaglia la parata. Goal! E' domenica mattina. A casa di Paolo c'è una mamma buona. Ha cucinato pollo arrosto e patate novelle. Ora aspetta i suoi campioni. Padre e figlio ripongono soddisfatti la palla nel bagagliaio della famigliare e si avventurano alla volta della loro villetta, sfidando il traffico di Milano. Paolo ha quasi sette anni. Nello stesso momento, in un posto lontano, dove nemmeno la più fervida immaginazione di Paolo può arrivare, c'è un altro bambino di sette anni. Il suo nome è Salvador. Lui, li cuce i palloni. Ma non li sa calciare. Lui, nemmeno lo vede il sole. Rotola veloce il rocchetto di filo nero. Ma gli occhi di Salvador non riescono a seguire il movimento monotono della macchina da cucire. Si chiudono piano. E'soltanto mezzogiorno di una domenica qualunque. Ma lui sta lavorando già da molte ore.

Per milioni di bambini l’aiuto dell’UNICEF è di importanza vitale: vaccinazioni, cure mediche, istruzione, nutrizione, protezione dallo sfruttamento e dalla guerra possono rappresentare la vita e il futuro di un bambino. Per realizzare tutto questo l’UNICEF ha a disposizione esclusivamente fondi di natura volontaria
Se vuoi, anche tu puoi contribuire a questa azione: facendo una donazione on line, oppure adottando un progetto, acquistando i nostri prodotti, confezionando una pigotta.
E se desideri fare di più, diventa "Amico dell'UNICEF"
Scopri come ogni contributo può essere prezioso, e ricorda che una donazione all’UNICEF comporta dei benefici fiscali. E se pensi che la tua azienda possa aiutarci, visita l’apposita area.
Qualunque cosa tu scelga di fare, i bambini di tutto il mondo e l’UNICEF te ne saranno grati!
PREGHIERA (smisurata preghiera) Io ti chiedo anzi ti prego non farmi perdere un momento di tanto amore finchè c'è tempo finchè ne ho anche se non ne vorrò Anche se farà male Tu lasciami amare
sabato, luglio 10, 2004
Ti tengo tra le righe di un quaderno vecchio. A segnare pagine sempre uguali, una fotografia di te che scrivi il mio nome sulla sabbia. Chissà quante onde hanno accarezzato la battigia, portando nella profondità del mare i solchi disegnati dalle tue lunghe dita. La punta di diamante gira su di un vinile rigato. Lo forza e violenta senza udirne il lamento. La nostra canzone. Non mi fa più male. Ora sono più forte. Ora ho più amore. Mentre la chitarra mi solletica il cuore decido che voglio fare mie queste parole. "*I need a new direction!" *Tempo di cambiare Pino Daniele (Medina)
giovedì, luglio 08, 2004
Quando si ama e non si dice. (rilettura) Mamma. Che non ti trovo mai. Parole solo sussurrate. Papà. Che non ti chiamo mai. Per quel che sei. Amore. Cinto dal silenzio. Amore. Il giorno di Natale. Per farcelo bastare.
martedì, luglio 06, 2004
22 LUGLIO 1974
La testa cammina, rotola il tempo.
Volo e rido. L'altalena batte sulla nuca. Sangue. Poi sangue nelle mutande. Divento grande. Mi metto il camice bianco. "Infermiera?!" "Sì?" "Scusi se la sto disturbando ma volevo dirLe che sto crepando!" Sono quasi donna. E non mi rassegno a portare una stupida gonna. "Signora, è un maschio." Li odio gli uomini. Questo no. Obbedisco e spingo. Fa male la vita. Ma sorrido e fingo. Altro sangue. Ma passa. Sono sola. Non ho soldi. Ho paura. "Mamma" La mia? No. Sono io! M'innamoro. Mi faccio male. Mi uccido, giuro! E lavoro, soffro e scrivo. Cresco un figlio e vivo. Capelli bianchi. Avevo vent'anni. Ora ho trent'anni e La testa cammina, rotola il tempo.
lunedì, luglio 05, 2004
ORGASMO(ci si consola come si può;) Il desiderio striscia come un serpente Elegante mi cinge la vita Sinuoso mi strizza i fianchi sopiti Mi scopro a supplicare con le mani sudate mentre le nocche scolorate cercano appigli freddi. Ho la testa vuota di pensieri e mi offro ad una lingua che non rompe il silenzio ma spacca il mio dentro. Ancora. Ne voglio ancora! (e ne ho. più di quel che chiedo.)
domenica, luglio 04, 2004
SONO BASITA! Ho un progetto importante. Ho bisogno di 20000 euro per realizzarlo. Ho chiesto un prestito. Lo Stato me lo rifiuta perchè non sono meridionale, nè disoccupata. La banca me lo rifiuta perchè non ho altrettanti soldi da impegnare come garanzia. Mah...
venerdì, luglio 02, 2004
Oggi ho il petto mosso da respiri stonati. Le mie percezioni sono distorte. Vedo solo immagini posterizzate. Incapace di trovare conforto nel ricordo delle braccia che mi stringevano forte soltanto ieri sera, cullo le mie insicurezze,adagiata sui talloni scalzi. Bisbigli. Nutrono di ombre il mio intelletto. Interrotta. Mi sento spezzata come rami di legno da ardere. Inutile. Come soprammobili di vetro soffiato. Frantumi di passato mi lacerano i polsi. Senza dolore, nutro la polvere che s'è insinuata fra i libri che ho riposto in lunghe file. Lascio tracce che odorano di ferro. Per restare indimenticata, anche quando sarò dietro un muro, troppo alto da scavalcare. (ho paura. tanta. troppa. è finito il giugno della speranza. sbranato dal mio male di vivere.)
SE SAPRAI ESSERE SOGNO, LUI TI INSEGUIRA' SE TI REALIZZERAI, NE CERCHERA' DI NUOVI
giovedì, luglio 01, 2004
INCAZZATA* Che fossi puttana si sapeva già Stronza non pareva invece eccomi quà Lasciami stare Ho da fare Devo contare le bolle di schiuma di questo fottuto boccale No che non mi piace cazzeggiare Devo solo capire quanto ci metto a sragionare prima che la birra mi faccia ubriacare Cos'è? Ti faccio pena? Che ci vuoi fare?! Ah, mi vuoi aiutare? Allora VAI A CAGARE! (*DIPPIù!)
NONNA-NONNA La Enrichetta vive in una casa in mezzo alla campagna veneta. Si chiama Vigo, il suo paese. Lei ,di là, non s’è mai mossa. Non le manca niente perché è abituata con poco. La miseria l’ha temprata per bene. Giusto dei suoi figlioli sente nostalgia. Ma loro son giovani e se ne sono scappati dalla provincia. La vanno a trovare ,di tanto in tanto. Dino è il più vecchio di quattro fratelli. Poi c’è Sergio. E la Carla. Poveretta, quella figlia. Da piccola, la poliomielite,l’ha azzoppata. Invece la Vittorina ci ha un occhio storto. Ma si son sposate uguale. Questo è l’importante. Lei lo sa. Lei che è sola perché, il marito, l’ha sotterrato tanto tempo fa. Chiama tutti “butin”, l’Enrichetta. Perché sa parlare solo il dialetto. Ma la casa, la tiene uno specchio e racconta le barzellette. Poi, se son sporche, ride di più, mostrando le gengive rosa. E se le parli d’amore, le brillano gli occhi azzurri. ‘Che la guerra e gli stenti non le hanno sbiadito il cuore. (Enrichetta, la mamma di mio nonno, era un’anima bella. Si è spenta, tanto tempo fa, col sorriso dei giusti stampato sulle labbra sottili.)
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