martedì, agosto 31, 2004
Approfitto degli ultimi momenti di vita del mio abbonamento telefonico ed Adsl ,che verrà disdetto domani, per scrivere parole. Ruberò connessioni, quando potrò, per leggere e raccontare altro. Intanto mi va di lasciare traccia qui del piccolo miracolo che ha bussato alla mia porta. Inaspettatamente e quasi contro la mia volontà, "mi sa che mi sono innamorata". Di Sillanzio.
venerdì, agosto 27, 2004
Ho progetti. Devo faticare. Tanto. Per realizzare almeno un altro sogno. Quindi mi si scusi il silenzio prolungato. Ma sarà costruttivo. Almeno spero.
martedì, agosto 24, 2004
MI E' VENUTA IN MENTE UNA COSA. LA VOGLIO SCRIVERE QUI. Una mattina, poco tempo fa, mi sono svegliata con la faccia inondata di luce. Ho raggiunto a piedi nudi lo stretto balcone e mi sono persa a guardare quello che mi stava intorno. Sono un'attenta osservatrice. Da sempre. Delle persone e delle cose non mi sfugge mai nulla. Nulla. "Il sole brillava. Padrone fiero di un cielo limpido. Il gatto rosso saltava tra l'erba alta del giardino incolto cercando di catturare due farfalle. Una donna adagiata sulla sua panchina di legno, leggeva un grosso libro in inglese. Le tegole sconnesse della casa abbandonata accoglievano amorevolmente fra le loro crepe decine di fiori. Bianchi. Belli. Inaspettati. Gli occhi di Sillanzio sembravano frammenti di mare. E mi amavano. In silenzio." Bella fotografia. Da conservare gelosamente. Lo farò.
lunedì, agosto 23, 2004
Mi manca l'ispirazione, anche per scrivere le cazzate. Giuro che il prossimo che mi suona il campanello, chiunque sia, me lo scopo a sangue. Ma mi fa male la gamba e l'impianto elettrico non funziona. Fa lo stesso se mi faccio trombare docilmente da qualcuno che ha capito che l'unico modo di entrare è bussare alla finestra? Intanto lascio spazi bianchi per poeti migliori, per storie migliori. La mia è sempre la stessa. E sono stufa di citarmi addosso.
Ma perchè su Sky non fanno mai la pubblicità, nemmeno quando devo far pipì?
sabato, agosto 21, 2004
La gamba fa PUMPUM. La testa fa PUMPUM. Stanotte mi faccio di Aulin. Il generico naturalmente. Non posso permettermi di meglio.
venerdì, agosto 20, 2004
TELEGRAMMA DI UNA "FOTTUTA" BABBEA Arrivata casa. STOP Viaggio treno devastante. STOP Fazzoletti finiti per pipì et lacrimoni. STOP M'aggio già cacato ù cazzo. STOP
giovedì, agosto 19, 2004
VUOTO NEURONALE (ma non è una novità)
sabato, agosto 14, 2004
PRIMA DI PARTIRE PER UN BREVE VIAGGIO SEMINO UNA RILETTURA E MI RACCOLGO I PENSIERI AVVELENATI PER DEPURARLI AL SOLE Prendo una vanga, un bastone, una spranga. Affondo un colpo. Secco. Misurato. Che cancelli il tuo cranio. Ed ogni tuo peccato. Ti faccio male. Lo giuro. Per sentirmi finalmente, con un gesto, più al sicuro. Poi lecco il tuo sangue dal pavimento. Assurdo nutrimento di un insano amore che non si vergogna di essere solo l'ombra stanca del nostro cieco dolore.
venerdì, agosto 13, 2004
PRIMO INTERLUDIO Sto leggendo un libro. Versetti d’amore comprati al mercatino dell’usato. Tengo gli occhi aperti per sfilare dalle pagine stazzonate migliaia di parole in saldo. Forse le conserverò nelle tasche dei blue jeans perché il cervello l’ho dimenticato. Nell’utero di mia madre.
Le note di blues carezzano l’aria satura di fumo. Mi annuso addosso le tracce smorzate del mio profumo. Gocce di sudore m’attaccano addosso la sottoveste nera. Mi spoglio piano. Allo specchio sono io. Nuda, imperfetta, vera. Gli occhi socchiusi ed i denti stretti attorno alla lingua. Tutto è sfocato. Non c’è più immagine o volto che si distingua. Nella mia mente, prepotente, soltanto questa mia voglia. Di fare l’amore. Senza alcun freno o falso pudore. Per superare la soglia di un sopito piacere. Però sono sola. Ma è un dettaglio. Non è importante. Perché la mia mano è esperta e sinuosa e muovendosi piano, lei sì, mi consola.
giovedì, agosto 12, 2004
A tutte le bocche che ho forzato con la mia lingua prepotente. A tutti gli occhi che ho frugato con fare inquisitore. A tutte le mani che ho guidato fra le curve del mio corpo. A tutti quelli che mi sono entrati dentro. Nell'anima ed altrove. A tutti quelli che ho lasciato fuori. Grazie. Per le briciole di vita che mi hanno regalato.
NON VOLERMI MALE (se puoi. solo se puoi.) Non volermi male. Se puoi. Solo se puoi.
martedì, agosto 10, 2004
Forza. Alzati in piedi. E cammina. Per la prima volta. E poi ancora. Ancora. Ancora. Ogni volta che ti si spezza una gamba ed un chirurgo ci pianta ferri dentro. Forza.Svegliati alle sette dopo aver lavorato tutta la notte. E poi ancora. All'infinito. Che i soldi, non bastano mai. Forza. Ingrassa, che sembri malata. E dimagrisci, che sembri gonfia. E ridi, che agli altri non interessa delle tue disgrazie. E piangi, anche, così otterrai qualcosa. Forza. Dimentica chi ami. E ama, che senza amore la vita perde senso. E quando decidi che non la vuoi più, la vita, vivi uguale. Forza, dai, reagisci. Che il dottore ti ha piantato un bel tubo nello stomaco e tua madre sta versando le sue lacrime migliori. Lo spettacolo continua. Sempre. Forza. Tu ci devi essere. Sempre.
lunedì, agosto 09, 2004
Non riesco ad adattarmi allo scorrere veloce delle cose. E resto seduta ad aspettare. In attesa di una notte che trasformi tutto in ombre evanescenti e sinuose. E’ inutile piangere ed anche pregare. Dio già lo sa ,che deve fare.
domenica, agosto 08, 2004
ADRIANO
Oggi vorrei respirare l’azzurro del mare. Essere rena immobile ed accogliere nel mio grembo freschi spruzzi di piacere. E cavalcare la cresta dell’onda, rimanendo in equilibrio. Senza cadere. Vorrei mostrare una fila di denti perfetti, ridendo della mia imperfezione. Vorrei catturare con lo sguardo le sfumature delle conchiglie. E trovarne tante per farne bracciali da cingerci i polsi. Sotto, solo il blu del sangue che pulsa impazzito o fluisce indifferente. Oppure cicatrici vecchie, testimoni di antiche vergogne. Vorrei saper suonare cento violini tutti insieme per svegliare la gente che abita in piazza. E confondere le luci invadenti delle finestre con le stelle. Belle, lontane. Stelle. Oggi vorrei mettere in bocca pezzi di cocco e bere succo di limone acerbo. E zucchero e sale. Ed ogni sapore fino a confondermi stomaco e lingua. E poi dipingere di mille colori le facciate di tutte le case del quartiere per sorprendere gli abitanti di una città distratta. Vorrei andare a dormire a mezzanotte e svegliarmi a mezzanotte per non perdere nemmeno un minuto della mia vita. Oggi vorrei essere immersa nel silenzio solenne della moschea. Con le braccia e le gambe coperte per non offendere il forestiero pudore. E vorrei anche girare per le vie del paese completamente nuda. Libera ed offerta. Con la pelle incolore. Inquilina del mondo. Poi, essere madre indulgente e nipote obbediente. Vorrei essere una parolaia e regalare sogni. Una buona moglie e generare figli. Roccia sommersa ed inventare scogli. Oggi vorrei morire per vedere quanta gente verrebbe al mio funerale. Ed applaudire con calore chi, questo mondo, lo sa salvare. Con le carezze ed i sorrisi. Coi buongiorno educati, la mattina presto. Vorrei essere l’ultima delle miserabili per caritare e la donna più ricca del mondo per elargire. Oggi vorrei fermarmi a ricordare e muovermi convulsamente per dimenticare. Vorrei amare mio padre, mia madre, mio figlio ed un uomo. E tante persone le vorrei anche odiare. Oggi vorrei costruire, inventare, distruggere, disfare. E restare sospesa, senza più dolore, nell’abbraccio caldo del mio solo, immenso amore(Adriano).
venerdì, agosto 06, 2004
Le pesche sono mature. Nel campo infondo a casa le raccolgono a mano. Ci stanno tutti. Il fattore e sua moglie Rosy col vestito a fiori. E il loro figliolo che, povero disgraziato, lo fanno lavorare perché a scuola proprio non ci arriva a far di conto e scrivere dritto sulle righe. I più piccoli si rincorrono scalzi sull’erba arsa dalla calura. L’anno scorso anche il Bepi si inerpicava sulla scaletta di legno per staccare i frutti dai rami più alti. Ma, quest’inverno, andando a mungere, s’è spaccato una gamba. E’vecchio e stenta a guarire così se ne sta sempre chiuso nella camera padronale. Tutte le mattine, sua nuora, gli aggiusta i cuscini e lo mette a sedere. Si fa aprire la finestra grande, il Bepi, perché finché mangia pane e latte vuole respirare un filo di aria buona. Lei lo accontenta. Non si parlano neanche. Ma lui lo sa che quella è una donna come si deve. E lei lo conosce, il suo dovere. La Rosy di pomeriggio va alla fontana grande colle lenzuola pisciate e la lisciva. Ci porta anche i bambini che si bagnino un poco dato che è estate. Suda per la fatica e si aggiusta i capelli raccolti sulla nuca sottile. Va bene la miseria ma il disordine, quello no. Pare distratta ma non stacca gli occhi dai suoi gemelli e le vien da ridere a sentirli parlare. Poi li riprende, ma con amore. Il dialetto non sta bene in bocca a delle creature. Lungo la strada, verso la sua casa, guarda il grano che è stato falciato. Peccato. Davvero peccato. E’ di un bello tutto quel giallo con tanti papaveri in mezzo. E poi chissà che avran fatto le allodole, che lì fra le spighe, ci piantano i loro nidi… Papaveri… suo marito non glieli ha regalati mai dei fiori. Ma non è cattivo. Si spacca la schiena dalla mattina alla sera. E, adesso che ci pensa, deve sbrigarsi a tornare per preparare da mangiare. Allora, allunga il passo ed incespica, un po’ per il peso della cesta, un po’ per gli zoccoli rotti. E pensa che stasera, quando saranno tutti a dormire, andrà a guardare le stelle e a contare le lucciole e a sognare di aver viaggiato e a rimpiangere di non aver studiato e a ringraziare Cristo, anche, che ha dato la salute a tutti i suoi figli e a chiedere altrettanta grazia per quell’altro figlio. Il piccolo miracolo che ha ancora nascosto nella pancia.
giovedì, agosto 05, 2004
LUI Viaggiava spesso. Soprattutto per lavoro. I pantaloni di lino spiegazzati, lasciavano indovinare un taglio sartoriale. Aveva un portafogli firmato che non esitava ad estrarre per procurarsi ogni piacere. Sul terrazzo dell'hotel a picco sul mare, sorseggiava champagne senza vedere il rosso infuocato del tramonto. Senza sentire lo struggente lamento dei mussulmani che, rivolti alla Mecca, erano intenti a pregare. Viveva ogni giorno della sua esistenza senza nemmeno intuire cosa volesse dire amare. LEI Passeggiava lentamente lasciando tintinnare l'argento delle campanelle che erano attaccate alle sue cavigliere. Masticava foglie di menta bevendo thè scuro e miele. Mostrando i denti bianchi, sorrideva con grazia infinita ringraziando il suo Dio perchè le permetteva di rivedere ogni mattina il sole. Ignorava persino, l'esistenza di luoghi lontani o di beni preziosi che si potessero comprare. I suoi giorni iniziavano all'alba, fra la fontana di pietra e le case inondate di luce e finivano sui gradini della piazzetta ad ascoltare i racconti dei vecchi che la facevano sognare.Viveva ogni giorno della sua vita aspettando con pazienza tanto amore. NON SI INCONTRARONO MAI. NEMMENO LA MIA FAVOLA LI HA POTUTI SALVARE...
Sono sola. Da tanto. Da troppo non volo. Per il semplice fatto che ho le spalle inchiodate al muro. (porca troia!) Tieniti tutto. La tua confusione. I tuoi sogni di gloria. I rapporti cordiali con quella che è stata la tua donna. Non ho bisogno di un posto dove andare a dormire. E nemmeno di un uomo che mi voglia scopare. Voglio essere presa e sbattuta in un angolo, senza possibilità di scappare. Voglio amore. Ma non tanto. Troppo amore. Che mi faccia quasi soffocare. Voglio essere di più. Più di un sei carina e sono stato bene (detto quando abbiamo finito di chiavare). Perché io sto bene anche dopo aver cagato e non è certo lo scopo di vita che mi sono prefissato. Voglio contare più di un sms che all’estero costa cinquecento lire. Voglio. Hai letto bene. Il tempo dei vorrei è scaduto da tanto tempo oramai. Quindi continua a guardare lì intorno cosa c’è e, finchè non hai le idee più che chiare, non tornare qui da me.
mercoledì, agosto 04, 2004
COSA RIMPIANGO La sabbia è umida e, neppure a scavare, si trova una conchiglia. Il grigio del cielo si confonde col colore degli occhi di mio figlio. Siamo soli, in mezzo a tanta gente. Un cane raccoglie obbediente un bastone e lo riporta al suo padrone. In una casa lontana c’è una donna. La tua donna. Ed un altro figlio. Tuo figlio. Mi ostino a mentire anche a me. Non sono io quella di troppo. Io sono solo un altro inizio. Ci torneremo in questa spiaggia. E sarà estate. Faremo castelli con la stessa sabbia che ci imbratta le scarpe pesanti. Noi. Insieme ai nostri bambini. Con un sogno nuovo nato dalla mia carne mescolata alla tua carne. Bagnato dal mio sangue col tuo sangue. E questo sogno avrà lo sguardo dolce di una creatura. La chiameremo Emma. (ma era tanto tempo fa) (oggi) Emma è una stella. Soltanto una stella, fra le altre stelle. Brilla di notte sopra i tetti di Verona. Non la potrò mai nemmeno sfiorare. Di tanto in tanto le canto vecchie nenie finché aspetto luci di altri giorni, toccando il mio ventre svuotato di ogni speranza.
martedì, agosto 03, 2004
DOVE MI TROVO (ancora) Mi hai lasciata che piangevo sul cavalcavia, mentre le macchine sfrecciavano veloci e si sorpassavano impazzite, sbattendosene della linea di mezzeria. Non mi sono voltata. Ho solo immaginato i tuoi passi decisi che prendevano la direzione opposta alla mia. La pioggia batteva incessante annegandomi le tempie. Non ho cercato riparo solo per pudore. Perché le lacrime si nascondono meglio quando c’è il temporale. Ti ho restituito alla tua vita senza parlare. Senza opporre resistenza al mio feroce dolore.
lunedì, agosto 02, 2004
COME MI SENTO Mi disturba quel tuo essere sempre gioviale. Quel maledetto sorriso che pare nascerti dal cuore. Ed ho voglia, tanta voglia di scappare. Perchè non sono capace di sopportare altre manie, che non siano le mie. Perchè mi scopro troppo spesso attenta a scegliere parole che ti sappiano far male. Ti sfido per farti allontanare. Anche se a volte penso che sarebbe bello se decidessi di restare. Ma non c'è posto quì. Non c'è posto quì.
VIAGGIO Ho bevuto molto più di quanto avrei dovuto. Non ho soldi per una vacanza. Ma con la giusta dose di vino rosso si può viaggiare. (quasi gratis)
domenica, agosto 01, 2004
RICORDATI DI ME (se puoi. solo se puoi.) Ricordati di me. Se puoi. Solo se puoi.
lo_struzzo_nero in Da domani, antibioti...
aldiladellospecchio in 22Se solo potessi ti...
liberadivolare in Da domani, antibioti...
anima in Da domani, antibioti...
ISO9660 in 22Se solo potessi ti...


