lunedì, gennaio 31, 2005
Il problema grosso non è scavare. E' sapere dove buttare la sabbia. Dietro la schiena, mi hanno detto. Così, come viene. Alla rinfusa. Senza costruire un castello. Dovrei essere contenta. Mi esentano da una fatica. Per plasmare serve acqua ed amore. E qui non si ama e non piove. Dovrei buttarmi a terra, allora. E sollevare un polverone. A mani nude. Invece resto in piedi. Resto in attesa. Senza toccare niente. Ho paura. Ho paura perchè quando avrò finito alle mie spalle ci sarà una montagna. E non so davvero da quale direzione potrebbe arrivare la salvezza. (voglio che mi veda).
sabato, gennaio 29, 2005
BASTA POCO (ma solo a volte)
giovedì, gennaio 27, 2005
ALTRI TRENI, ALTRI AMORI Vado e torno.
PENSIERO STUPENDO Se nessuno vuole sposarmi non corro il rischio di diventare vedova. Che culo!
martedì, gennaio 25, 2005
lunedì, gennaio 24, 2005
domenica, gennaio 23, 2005
ON THE TURNING AWAY On the turning away It's a sin that somehow On the wings of the night No more turning away Vabbè, lasciamoci così, col sorriso sulle labbra... (fra addii ed orgoglio resto sempre in gabbia)
From the pale and downtrodden
And the words they say
Which we won't understand
"Don't accept that what's happening
Is just a case of others' suffering
Or you'll find that you're joining in
The turning away"
Light is changing to shadow
And casting it's shroud
Over all we have known
Unaware how the ranks have grown
Driven on by a heart of stone
We could find that we're all alone
In the dream of the proud
As the daytime is stirring
Where the speechless unite
In a silent accord
Using words you will find are strange
And mesmerized as they light the flame
Feel the new wind of change
On the wings of the night
From the weak and the weary
No more turning away
From the coldness inside
Just a world that we all must share
It's not enough just to stand and stare
Is it only a dream that there'll be
No more turning away?
mercoledì, gennaio 19, 2005
Vabbè, salutiamoci così, col sorriso sulle labbra... Eludi piccoli particolari. Li metti in ombra, lontano dai riflettori. Proteggi le tue certezze, fra i chiaroscuri di questa sera. Non c’è emozione sui nostri corpi, fra questi muri. Inizio il gioco delle allusioni. Una guerra combattuta contro un’immagine rimandata. Lo specchio è rotto. Non vedo oltre. L’illusione è fumo. E la finestra è aperta.
dEb
INCUBO (a tutto c'è un limite) LA GUARNIZIONE DELLA TESTA DEL MOTORE BRUCIATA DUE VOLTE IN UN ANNO, NO! ECCHECCAZZO!!!
martedì, gennaio 18, 2005
A.A.Abitudini CERCASI DISPERATAMENTE GRANDISSIMO FIGLIO DI PUTTANA. (si è fatto strada in me l'impellente desiderio di fidanzarmi)
lunedì, gennaio 17, 2005
domenica, gennaio 16, 2005

venerdì, gennaio 14, 2005
giovedì, gennaio 13, 2005
Sono incazzata. Ma non è per questo, no. (mi ero nascosta bene. ma mi ha sorpresa, l'angoscia.)
mercoledì, gennaio 12, 2005
LA MIA PRIMA ORGIA STANOTTE HO COPULATO CON LORO: (DELIRIO FEBBRILE O REALIZZAZIONE DI UN SOGNO INFANTILE?)
martedì, gennaio 11, 2005
METTETE FIORI NEI VOSTRI CANNONI. (terzo giorno di febbre a 40)
lunedì, gennaio 10, 2005
RESPIRO
VERONA 10/01/2005 h.12.44 TRENTANOVEVIRGOLAOTTOGRADI SOFFRO!
domenica, gennaio 09, 2005
SENZA RESPIRO (ANCORANCORANCORAAAA)
sabato, gennaio 08, 2005
NON GIOCO PIU'!?! dEb
venerdì, gennaio 07, 2005
SENZA RESPIRO
NONNO DINO Senti nonno, perché sei diventato così vecchio di colpo? L’ho sentito sai, a Natale, che non riuscivi quasi a respirare. Cazzo nonno, non dirmi che hai in mente di morire! Lo so meglio di te che è un evento “naturale”. Ma è un tuo dovere tenere duro ed aspettare. Lo dici sempre tu, se non mi sbaglio, che arriva anche “il tempo delle nespole mature”. Allora facciamo finta che tua nipote sia attaccata ad un ramo, fra le pere. Facciamo finta che le manchi ancora un pezzo prima di cadere. Tu dovresti stare sotto l’albero, per impedire che, atterrando, si possa far del male. Nono, n’sta far schersi. Te sè che non son bona, ma vorea strensarte. Speta che impara, almanco. Po’, va.* *Nonno, non fare scherzi. Sai che non sono capace, ma ti vorrei abbracciare. Aspetta che impari, almeno. Poi vai.
giovedì, gennaio 06, 2005
SPOT (TSUNAMI) Mi dai un euro? Mi serve un pò di riso e, dato che ci sto, una tonnellata d'antibiotico. SMS 48580
NO (PERENTORIO) Se dico no, non significa forse, nè probabilmente. Si sappia.
mercoledì, gennaio 05, 2005
PERFECT DAY
Non resta più un goccio di alcool da bere. Nessun Santo da pregare. Solo 4 sigarette. Ancora da fumare. Non ho niente. Non voglio niente. Solo stringermi le mani fredde e vuote. E dormire.
(un momento così, se non lo stessi vivendo adesso, prima lo inventerei. poi lo scriverei.)
"Ci sarà tempo". Scaglio parole come vetri. Aguzzi. Non c’è un minuto. Per sopravvivere bisogna trovare riparo. Ho disatteso le aspettative di tutti. E tutti, ora, sono di spalle. Non per aspettare. Forse per andare. Mi accorgo, non so se con stupore, che sono io a camminare, invece. Controvento. Controsenso. Se penso che mi dovrei avvicinare, al posto di scappare, mi faccio pena. Mi faccio schifo, anche. Le richieste restano in ombra. Le mie, più che altro. Perchè la pietà toglie dignità, si sa. Ma l'orgoglio toglie vita. Toglie luce. Ed anche questo si sa. Lo dovrei sapere. Statica, traccio cerchi perfetti sull’acqua sporca. Ci pensa la corrente a rompere le barriere. Non voglio avere paura. Non voglio più. Certo. Si. Ma,piuttosto di essere io a sembrare una minaccia, preferisco apparire come la solita marionetta. Solo che gliel’ho letto in faccia che mi teme. Perché sono padrona del mio niente. Che è meglio, probabilmente, che essere schiacciata da un nulla qualsiasi. Ho detto. Quante volte ho detto di aver detto. Come se le frasi sputate con la voce grossa fossero leggi. Le parole feriscono. Lo so anch’io. Ma non consolano. Deve bastarle, però, quello che ripeto. Le braccia, d’altra parte, non rispondono ai miei ordini. Non mi danno credito. Come se scherzassi. Mi pesano per quella che sono. Una miserabile qualsiasi, che è incapace di un abbraccio. E si stringono contro carne sterile. Per proteggere il mio rancore. (perdonami Mariana, se puoi. ti do quello che posso. e non posso di più)
martedì, gennaio 04, 2005
Questa bambina diventerà alta assai. No, dico...unmetroecinquantacinque alle elementari. E pensa, scrive le parole di un grande. Farà strada, questa bambina. Quattro centimetri dopo. Ed ha già trent'anni, quella bambina. E' per una questione puramente meccanica che non può avanzare di un passo. Ha le palme inchiodate al muro, quella bambina.Va da se che non può nemmeno scrivere. Solo pensare. Mamma, perchè piangi? Non piangere più, mamma. Ci sono io. E sono grande. La odio, la nonna. Voglio che muoia, la nonna. La nonna è morta ed è solo colpa mia. Facciamo che muoio anch'io.Ma non ho il coraggio. Facciamo che sto male. Che mi viene la febbre e che mi fa male la testa per sempre.Non lo amo quell'uomo. Ma mi ha promesso una famiglia, quell'uomo. Facciamo un bambino! Facciamo un bambino? Facciamo un bambino! Con un bambino non sarò più sola. Sto perdendo il mio bambino. Non voglio. Lo voglio quel bambino. Ormai è mio. Sto bene. Non mi picchiare;aspetto un bambino. Il nostro bambino! Perchè hai fatto questo a me ed al nostro bambino? Non voglio perdere il mio bambino...E' un maschio e sta bene. Sta bene ed è mio. Sono sua. Sarà per sempre. Non puoi picchiarmi ancora. Ho il nostro bambino in braccio. Scappo. Ce la faccio. Da sola ce la faccio. Sta sempre male il mio bambino.Ed io devo stare col mio bambino. Non mi potete licenziare, no. Devo dare da mangiare al mio bambino. Tanti auguri a te. E tanti auguri a te. Ha due anni il mio bambino. Oddio, mi sono innamorata. Non la ami più tua moglie? Anch'io amo solo te. Ti amerò per sempre. Siamo troppi ,tre. Io lo odio il mio bambino. No, lo amo il mio bambino. Vieni a vivere con me? Vieni a vivere con me! Chi sei? No, lui non ce l'ha più una moglie. Dici una bugia. Non puoi portartelo via. Non voglio stare sola. Ho paura. Ed il mio bambino a chi lo lascio quando devo lavorare? E, se non lavoro, come faccio a pagare? Ho odiato il mio bambino. Io lo amo il mio bambino. E mi odio. Muoio. Sono morta. Sono ancora viva. Mamma, non piangere. Tanto non me ne frega più un cazzo. Non ce la posso fare. Devo mangiare. Devo lottare. Devo lavorare. Devo pagare. Perchè non mi avete lasciata andare? Già, dimenticavo! A casa c'è il mio bambino. Io lo amo il mio bambino. Sì! Devo mangiare, lottare, lavorare, pagare. Tanti auguri a te. Compie sei anni il mio bambino. Ho mangiato per il mio bambino. Ho lottato per il mio bambino. Ho lavorato per il mio bambino. Ho pagato per il mio bambino. Ero sola. Non sono più sola. Ho il mio bambino. Mi ama, il mio bambino. E lo amo, il mio bambino.
lunedì, gennaio 03, 2005
Apro le braccia in segno di resa. Pensieri inattesi si mischiano bene a sangue e vino nelle mie vene. Apro le gambe in segno di resa. Umori inattesi si mischiano bene a sangue e vino nelle mie vene. (ed intanto, s'è fatto di nuovo giorno)
domenica, gennaio 02, 2005
ENOUGH IS NOT ENOUGH Bello diventare grandi! Una vocina ti dice di fermarti a riflettere. Che devi tenere strette, fra le dita, le redini della tua vita. E tu... ...la mandi affanculo, quella vocina. E ti lanci. Macchina in corsa. Vento freddo sulla gola. Pensieri lievi. Per rubare una notte densa di sentire. Niente pensare...solo sentire. ( e non mi fermo mai!)
lo_struzzo_nero in Da domani, antibioti...
aldiladellospecchio in 22Se solo potessi ti...
liberadivolare in Da domani, antibioti...
anima in Da domani, antibioti...
ISO9660 in 22Se solo potessi ti...


