lunedì, febbraio 28, 2005
DI QUEL CHE SONO
Ammazzo il tempo tracciando segni sottili con la matita rossa.
Mi lascio vivere.
Disegnandomi una maschera addosso.
Non sono quella che credete voi. La forza per me è un concetto. Astratto.
Sopravvivo di prepotenza, piuttosto. Mi metto sempre sotto.
Violentando la realtà con le mie sole mani.
Rinnegando quel che ho dentro.
Non cuore o cervello. Un utero pallido. Da cullarci più d’un figlio.
Da accoglierci gocce dense. L’essenza del mondo.
Infondo è una donna ciò che sono.
Infondo è solo a me che devo chiedere perdono.
Chiedo scusa. Ho sbagliato tutto.
Ma di altro, non rispondo.
sussurrato da ladritta
alle 08:53 | commenti (30) ma piano...per non disturbare
sabato, febbraio 26, 2005
LISTA*
· detersivo
· uova
· latte
· disdire appuntamento commercialista
· pagare retta mensa Tati
· chiedere scusa ( a tutti quanti)
*di vita
sussurrato da ladritta
alle 23:09 | commenti (25) ma piano...per non disturbare
venerdì, febbraio 25, 2005
Mi sento.
Fra le tue dita.
Finalmente,
sono.
sussurrato da ladritta
alle 22:09 | commenti (17) ma piano...per non disturbare
Succede di non avere la forza di aprire la finestra. Di non capirsi più. Di vedersi allo specchio e gridare: “non mi sembri tu”
Succede di chiudere gli occhi e di desiderare ciglia più folte, che la luce non ci passi dentro. Che le lacrime non ci scivolino in mezzo.
Succede di avere un armadio da restaurare in salotto. E sempre troppo poco tempo.
Succede di tutto mentre pensi ad altro. Che se accendi la tv hanno cambiato spot, palinsesti e signorine buonasera.
Succede che ti senti tagliata fuori mentre ci sei dentro fino al collo. Intanto, tua madre ti sorride con compatimento.
Succede che hai i capelli bianchi e te li colori ma non vieni mai uguale a quella vecchia fotografia, perché la pettinatura l’hai azzeccata ma resti spiegazzata.
Succede che a volte va male ed altre va bene.
E tu ci sei sempre, mentre succede.
sussurrato da ladritta
alle 00:22 | commenti (18) ma piano...per non disturbare
giovedì, febbraio 24, 2005
DI QUEL CHE RESTA
Ho acquistato aria in saldo. Per seccare il veleno che mi cola dalle punte delle dita.
Sono stata freccia. Veloce, spietata, aguzza.
Ora sono solo l’ombra del tormento che mi strozza.
Si fa strada, dentro, il capriccio di averti addosso. Adesso.
Nella gola scende il silenzio.
E’ caldo. Lo ingoio.
E lentamente, muoio.
sussurrato da ladritta
alle 11:26 | commenti (34) ma piano...per non disturbare
mercoledì, febbraio 23, 2005
Meno male che ho una gamba difettosa. Che mi costringe, ogni tanto, a star seduta. Il computer davanti alla faccia, le sigarette, una coperta di lana sulle ginocchia.
Se prima fossi stata in piedi,per esempio, sarei caduta.
“ciao dEb, sono Mario. Come stai?”
Mi telefonano in tanti e non mi chiedo se lo fanno per cortesia o per interesse sincero nei miei confronti.
“tutto bene”
Che sciocca. Dico sempre che va bene anche quando va male. Per orgoglio. Per pudore.
Si fa sempre in tempo a scoppiare come un temporale. Ma se si può evitare è sempre meglio. Che la gente si nutre delle disgrazie della gente. Ed io, non sfamo nessuno col mio tormento.
“stanotte sono andato a fare la Ronda, vicino alla stazione. Quand’è che torni?”
Non lo so quando torno. Non so nemmeno se torno. Sono stanca della miseria. Sono stanca di vedere gratitudine negli occhi di quei derelitti umani. Per un bicchiere di tè. Come i cani. Che pare che stai dando loro un tesoro. Invece è solo un osso. Ma prima ci hai affondato i denti, l’hai succhiato. E la polpa, l’hai ingoiata tutta. E loro ti guardano adoranti senza accorgersi che sei solo una merda.
“quando sto meglio te lo dico, così mi segni un turno.”
“ha chiesto di te, Anton.”
E’ Moldavo, Anton. Laureato in ingegneria. Qui va in campagna, a raccogliere quello che capita.
Sa di poesia e letteratura. Parla l’italiano. E’ pacato e sorride sempre.
Dorme sotto la pensilina di Porta Nuova. Quella degli autobus blu, che fanno avanti e indietro fra Verona e i paesi della Bassa. Coi cartoni sotto il culo. E una trapunta tirata fin sulla faccia.
Ci ho messo un sacco per fargli capire che quando gli do qualcosa di caldo da bere non lo deve dare a sua moglie. Che ce n’è per lui. Ma ce n’è anche per lei.
Che non lo so se è giovane o vecchia. So che è una professoressa. Ma qui è solo un fantasma con addosso la mia sciarpa.
“salutamelo, allora”
“l’altra notte sua moglie è morta sotto la pensilina. Di freddo”
“scusa, devo andare. Mi suonano il campanello. Ciao”
Cos’ho fatto l’altra notte? Mi scavo nella mente. Porca puttana. E’ passato troppo poco per aver dimenticato cos’ho fatto l’altra notte.
Di sicuro ho dato la buonanotte al mio amore, mi sono lavata i denti, ho sorriso a mio figlio che dormiva. Di sicuro ho spostato il mio gatto. Invadente. Che vuole stare sempre in mezzo, a letto. Stavo facendo questo mentre lei moriva.
Devo anche aver detto che la mando via quella rumena del cazzo, che mi porta solo guai.
Ma adesso non posso. Sono interrotta.
sussurrato da ladritta
alle 12:59 | commenti (26) ma piano...per non disturbare
Aguzze
Assenze
squarciano
il mio tempo
Ti resto accanto
Non ho senso
Senza
me
sussurrato da ladritta
alle 00:00 | commenti (22) ma piano...per non disturbare
martedì, febbraio 22, 2005
CANTO FUORI TEMPO
E vola
vola
mangia la pappa
e
fai la nanna
bello
di mamma.
(nostalgia)

sussurrato da ladritta
alle 00:33 | commenti (35) ma piano...per non disturbare
lunedì, febbraio 21, 2005
E QUINDI NIENTE
Oggi ho spighe e papaveri fra i capelli.
E davanti agli occhi, tutti i colori del mondo.
Non chiedetemi di parlare.
Sono troppo impegnata.
A sorridere.
(E quindi, niente!)
sussurrato da ladritta
alle 00:50 | commenti (35) ma piano...per non disturbare
venerdì, febbraio 18, 2005
Ci sono favole come quelle che ti legge una mamma quando sei piccola per farti dormire. Che non te le puoi più dimenticare e le ripeti ad un figlio, se ce l’hai. E se non ce l’hai,allora fai tutto da sola. E te le ripeti all’infinito, per non affondare. O tutt’e due le cose insieme. Perché una madre a volte rimane una bambina. Ed ha paura del buio, anche.
Ci sono favole. Sempre a lieto fine. Che non puoi non pensare, dopo che le hai sentite, che anche tu vuoi un epilogo così. Che non puoi non desiderare un principe che ti salvi dai draghi sfidando la strega più cattiva che c’è.
Poi ce ne sono altre. Favole di briciole. Che sanno di pane. Che raccontano di giorni normali. Che nessuno le legge o le tramanda. Che si vivono e basta. Fra un sogno e l’altro. Che si respirano nell’aria, tra una boccata di sigaretta e l’altra. Che ti strappano un sorriso, tra una lacrima e l’altra.
Sono storie di anni che sembrano tutti uguali, fatti di lavoro e doveri. Che ci sei infognata fino al collo. E di solito sei così stanca che dormi soltanto. Senza sentire. Senza pensare.
Ma poi ti guardi dentro e ti stupisci lievemente. Perché è vero che tutto è rimasto uguale. Che le stelle sono ancora stelle, la nebbia nebbia, le paure paure, il sole sole. Solo che sei tu che sei diversa. E ti sembra tutto eccezionale.
Ma non è che sei cambiata. Sei sempre la stessa. Solo che ti sai accettare. Sei cresciuta, forse. Hai più amore.
sussurrato da ladritta
alle 18:59 | commenti (61) ma piano...per non disturbare
“Mamma, cosa vuol dire normale?”
“Che una cosa non è strana.”
“Tu non sei una cosa ma sei un po’ strana, vero?”
“E’ vero.”
“Anche se sei strana me lo puoi fare un fratello, per favore?”
“No.”
“Perché no?”
“Perché altrimenti, la sera prima di dormire, non saprei chi dei due guardare per ultimo, prima di spegnere la luce.”
“Me lo tengo vicino e ci guardi insieme.”
“Se dici che si può fare , allora ci penso. E poi te lo faccio sapere.”
“Ti voglio bene, mamma.”
(lo so. lo so)
sussurrato da ladritta
alle 00:47 | commenti (19) ma piano...per non disturbare
giovedì, febbraio 17, 2005
LE MIE RAGIONI(IV parte)
Facciamo che chino il capo
ed accetto
tutto.
Facciamo che fate voi.
(non interpellatemi, mi raccomando. la pace chimica ha preso il sopravvento)
sussurrato da ladritta
alle 21:01 | commenti (29) ma piano...per non disturbare
LE RAGIONI DEL LAMPO(III parte)Ossessiva come ogni giorno. Io, incollata alla mia finestra, aspetto un arrivo. Forse un ritorno.
Mentre la pioggia pesante attraversa il vento. E un lampo inatteso buca cielo, pensieri e tempo.
Sai, sono una donna fragile, fatta di creta. Sotto la terra che mi avvolge c’è la mia parte oscura. Quella segreta.
Hai capito bene. Sto nascosta. E non chiedermi perché. Manca, alla mia collezione, questa risposta.
Perché vedi, ci vuole coraggio a tentare di cambiare il mondo, ma anche a vedersi allo specchio ogni sacrosanto giorno.
Io, il fegato, non ricordo. Devo averlo perduto. Oppure come tutto il resto, l’ho solo svenduto.
Ma il mio sguardo di ieri e, se vuoi,di domani, te lo regalo anche se non rimani.
So bene che una puttana agisce sempre per guadagno.
Ma anch’io, per Dio, a volte ho un po’ di ritegno.
sussurrato da ladritta
alle 00:02 | commenti (14) ma piano...per non disturbare
mercoledì, febbraio 16, 2005
LE RAGIONI DEL TEMPO( II parte)Ossessiva. Anche oggi descrivo il vento. Oggi. Che ho preso tempo.
Ho troppi eroi da incensare. E molte salme da seppellire. E pillole amare da ingoiare.
Sai, mi fiacca la mia guerra personale. Mi consuma, il pensiero dei peccati che devo ancora espiare.
Sono solo spalle incapaci di sopportare. Sono mani che non sanno costruire. Solo una faccia da cancellare.
Attenta. Percorro la strada a ritroso e ricalco ogni vecchia impronta.
Chiudo fuori dalla porta l’ennesimo giorno che mi vede vinta.
Perché vedi, non ricordo nemmeno una tra le tue parole che mi abbia convinta.
Ed il mio sguardo di ieri, da dietro le transenne, se solo l'avessi osservato,mi avrebbe riassunta.
Una puttana che non crede alla forza dei sogni ma a quella di una laida spinta.
sussurrato da ladritta
alle 01:22 | commenti (12) ma piano...per non disturbare
martedì, febbraio 15, 2005
LE RAGIONI DEL VENTO(I parte)Ossessiva. Anche oggi descrivo il mio tempo. Oggi. Che qui c’è vento.
Niente zingari. Niente oracoli né miracoli da raccontare. Niente uomini da amare o bambini da compatire.
Solo neon squallidi. Solo il verde della mia faccia contratta, quasi stanca di mentire.
Solo sorrisi di circostanza a far da cornice alla mia incostanza.
Distratta. Misuro con passi pesanti la nostra distanza.
E la nausea e lo schifo e l’angoscia diventano una specie di danza.
E l’eco delle mie parole secche riempiono ogni buco di questa maledetta stanza.
Perché vedi, il veleno di questa vita non m’ha uccisa ma inquinata.
E i miei occhi di ieri, da dietro le transenne, non t’hanno tradito ma m’hanno ingannata.
Anche se, infondo, lo so.
So bene che, chi nasce puttana, muore dannata.
sussurrato da ladritta
alle 17:20 | commenti (14) ma piano...per non disturbare
lunedì, febbraio 14, 2005
LE COSE CHE NON T’HO DETTO
Non mi chiedere quello che non posso darti.
Anzi, facciamo così.
Non chiedermi niente.
Io, in cambio, ti do tutto.
E’ poco, lo so.
Ma non ho altro.
Il resto non lo conosco.
Facciamo, però, che ci scommetto.
sussurrato da ladritta
alle 23:04 | commenti (12) ma piano...per non disturbare
Sei arrivato. Appoggi la borsa sull’asfalto. Attendi un cenno, un movimento. Mi svuoto come un sacco senza frumento. Scivolo nel mio abisso di malinconia. Privo i miei gesti di un senso. La luce che mi accende gli occhi non è follia. Nello sguardo niente amore o rimpianto. Solo ironia. Giochiamo a nascondino. Conosco un posto. E’ il mio segreto. Se mi dai un attimo ci vado. Là, non mi trova mai nessuno. Infondo è giusto. Frugati addosso, intanto. Ti ho lasciato un ricordo del mio passaggio. Un sorriso stanco,schiacciato fra il biglietto d’andata e quello di ritorno. Ritorna, allora. Ma prima, conta almeno fino a cento.
sussurrato da ladritta
alle 13:15 | commenti (10) ma piano...per non disturbare
sabato, febbraio 12, 2005

A volte penso
che
non faccio parte
di questa gente
di questo spazio
di questo tempo.
Vivo.
Aspettando
altre giornate
di troppo vento.
sussurrato da ladritta
alle 21:33 | commenti (6) ma piano...per non disturbare
venerdì, febbraio 11, 2005
MI UBRIACO DI SILENZIO
Mi ubriaco
di silenzio
sussurrato da ladritta
alle 18:41 | commenti (11) ma piano...per non disturbare
giovedì, febbraio 10, 2005
GRAZIE
Stamattina ero a lavoro. Che si deve avere il pelo sullo stomaco,a chiamarlo lavoro. A farlo per lo stipendio. Comunque c’ero, come al solito. E mi piace esserci. Perché se non fossi un’infermiera,non sarei me. Dalle mie parti ci passa tanta gente. Non te la puoi ricordare tutta. Così, se la incontri per strada e ti sorride e ti saluta, sorridi, saluti e fingi. Bisogna saper fingere per essere una brava infermiera. Stomaco, calma, bontà, coraggio. Perché ce ne vuole sempre. E sempre è una parola troppo grande. Anche per un’infermiera che ci crede ancora, nel suo mestiere. E’arrivato un bambino, verso l’una. Per fare una stupidissima visita oculistica. Le letterine in fila, le goccette negli occhi e l’evidenziatore in regalo se fa il bravo, che se solo la caposala sa che sono io a consumare cento evidenziatori al mese, mi mette a pulire padelle a vita. Le solite cose, insomma. Invece no. Non è andata così. Se sei un’infermiera, non devi dare niente per scontato. Ed io, questo, non l’ho ancora imparato. Non è arrivato il solito bambino con la solita mamma per la solita visita. E’arrivata una sedia a rotelle con un fagotto sopra ed un fantasma che la spingeva. E’ arrivata una botta fra cervello e cuore. Di quelle da aggrapparsi forte per non sprofondare. Si sono dileguati tutti, tranne il dottore. Anch’io volevo scappare. Ma io sono quella simpatica ai bambini (anche se non ho ancora capito perché) e mi è toccato rimanere.“Come ti chiami?” “Deborah” “Quanti anni hai?” “Trenta” “Allora sei un po’vecchia” “Sì” “Io ne ho otto, mi chiamo Marco, vado bene a scuola ma non so camminare. Non posso.” Cazzo, cazzo, cazzo. Mi manca l’aria, mi manca la terra sotto i piedi. Devo uscire, andare al bagno, a fumare una sigaretta. “Ho le mani fortissime. Giochi a Braccio di Ferro con me, infermiera?” “Sì” “Hai visto che ho vinto?” “Sì. Ma adesso ti vado a prendere gli occhiali da sole da cantante e te li regalo” Finalmente. Una scappatoia. Fa schifo inghiottire quando la bocca è secca e amara. Faccio schifo, anche. Ci sono rimasta dieci minuti nello sgabuzzino,con le mani nello scatolone. A frugare senza vedere, per via degli occhi appannati. Con le ginocchia piantate per terra, senza potermi sollevare. Con l’ansia di dovermi sbrigare perché una promessa è una promessa. A ripetermi che le tre arrivano presto. Che poi si va a casa. Ma prima a prendere il bambino a scuola. Un bambino normale.Il mio “Non me li levo più questi occhiali, infermiera. Grazie” Grazie…
sussurrato da ladritta
alle 16:54 | commenti (18) ma piano...per non disturbare
mercoledì, febbraio 09, 2005
E’ inattesa questa spinta.
Mi sbilancia e mi risucchia. Mi inginocchia.
Mi dipinge sulla faccia la solita espressione.
Finta.
Anche oggi, come ieri, ci sarà vento.
Volterò le spalle alla finestra e scriverò altre parole, perderò altro tempo.
Metterò in luce l’inconsistenza dei miei valori.
Solo un accenno ai miei dolori.
Come se non c’entrassero in questa storia.
Insignificanti particolari.
Non faccio parte della vostra categoria, brava gente.
E non me ne frega proprio niente.
La verità è che stavo bene nella pancia di mia madre.
Aggrappata al mio cordone ombelicale.
Niente chiedere, niente dare.
Solo avere.
Adesso mi cullo nel mio presente.
Nessuno è importante.
Non lo voglio un gatto sul divano, un albero in giardino, mio figlio che gioca con la palla in mano.
Non le voglio le tende bianche con dietro il sole.
Non lo voglio un uomo che mi prenda e non mi lasci andare.
(bugia)
sussurrato da ladritta
alle 20:40 | commenti (13) ma piano...per non disturbare
martedì, febbraio 08, 2005
il Caso disse al Vento:
“soffia semi, che sia tutto colore”
la donna bambina lo udì parlare e corse nel campo, senza timore
il Vento soffiò
le rubò il cappello, le annodò i capelli
intorno, solo verde
neanche un fiore
sul suo viso, fra le ciglia, una lacrima di dolore
di stupore
“mancano le margherite. sono arrabbiata. ogni promessa è da mantenere”
il Vento la accarezzò lieve, il Caso la guardò negli occhi
e sussurrò
“temo che, per questa, dovrai aspettare”
sussurrato da ladritta
alle 17:12 | commenti (28) ma piano...per non disturbare
lunedì, febbraio 07, 2005
GIORNI DI VENTO
SCANDISCO IL TEMPO
SORRIDO
PIANGO
CI SARAI TU
CI SONO IO?
sussurrato da ladritta
alle 17:38 | commenti (14) ma piano...per non disturbare
domenica, febbraio 06, 2005
E’ ora di dire.
Mi racconto.
Mi scavo dentro.
Ho un altro amore.
E’ come un nodo che stringe stomaco e cuore.
Capita di tacere. Per orgoglio e per pudore. Di non chiedere un abbraccio. Di rimandare.
Il gioco dei ruoli,infondo, è sottile. Crudele. Non lascia spazio alle debolezze, non lascia respiro al calore.
Non c’è il buono od il cattivo. Diversi. Siamo uguali ma diversi. Soprattutto vinti. Ombre lunghe davanti a specchi infranti.
Gomitoli di parole. Sassi. Aguzzi. Ci tagliano la carne. Siamo ossa e sangue. Lo stesso sangue
.
Ti guarderò negli occhi senza vergogna, in una mattina di sole.
Mi guarderai negli occhi senza vederci dentro alcuna menzogna,mentre una lacrima sale.
Saremo mani, saremo braccia, singhiozzi soffocati.
Non dico tanto. Per un momento. Ci lasceremo, poi. Torneremo. Ognuno fra le sue mura, nella sua storia, al suo tormento.
Ti saluterò ,chiamandoti per nome, con la mano tesa.
Anche quel giorno ci sarà vento.
“Ciao, papà”
sussurrato da ladritta
alle 16:52 | commenti (10) ma piano...per non disturbare
resto seduta
e
muta
composta
e
avvolta
nel
t
u
o
dolore
io
fingo indifferenza
cercandomi
in silenzio
io
per compagna
la mia essenza
fuori
lontana
solo assenza
Ti pare poco?
sussurrato da ladritta
alle 00:15 | commenti (6) ma piano...per non disturbare
sabato, febbraio 05, 2005
a(RI)vederci
Oltre. Devo andare oltre. Ho un vantaggio.
Oltre ogni limite è un posto che conosco. Al limite, mi ci perdo.
Forse parto. Mi aspetterai alla stazione o all’aeroporto?
Sarò quella pallida, col cappotto corto e la valigia immensa con niente dentro.
Sarai quello con gli occhiali appannati e lo sguardo attento.
Sono zoppa, sai? Ma non te ne sei accorto.
Mi mordo le guance e mantengo il ritmo. Ondeggio appena, ma pare vanità. Soprattutto.
Stai sorridendo, forse, adesso. Pensi che chi cammina male, non può più scappare.
Infatti hai ragione.
Non vado, non torno. Mi arresto, m’incateno, mi freno. Mi appendo ad un ricordo.
Vita che cancello. Vita che mordo.
Testa o croce.
E’ una scommessa, la nostra.
Rimetti in tasca la moneta. Usala per un giro in giostra.
Io mi copro le spalle e guardo distratta lo scorrere delle cose. Dalla solita finestra.
sussurrato da ladritta
alle 10:31 | commenti (12) ma piano...per non disturbare
venerdì, febbraio 04, 2005
Mi sento padrona di nessun tempo. Regina del controsenso. Sarà questo vento. Che punge le guance. Le arrossa come la vergogna che non conosco più. Le segna come lana di vetro. E la sciarpa , come sempre, l’ho lasciata nell'armadio. Poco male. Una ruga, un pensiero. Una cicatrice, un sogno andato. E avanti così. Verso casa. Con la macchina nuova. Che a pensarci bene è vecchia. Ma è rossa. E si vede come una macchia. La tangenziale è scura e liscia e triste. Taglio per la campagna, tornando dal centro commerciale. C’è una famiglia in un campo. Sono zingari. E’ inverno anche per loro, ma loro stanno fuori. Deviare è la mia specialità. Mi avvicino, freno e scendo. Una mano in tasca. Nell’altra, una bottiglia di vino. Non possono aver paura di una piccola donna. Di una donna piccola e sola. Lui suona il violino. Lei osserva i bambini che giocano col pallone sgonfio. Io sono io. Triste. Sorrido. Non so far altro. Mi parlano in una lingua che non conosco. Ma forse, se mi impegno li capisco. Beviamo. In silenzio. Prima di andare, mi volto. “Non è che non lo amo. E’ che non mi amo. Quindi, non ce n’è per nessuno.” Non attendo risposta. Ci vado davvero, a casa.
sussurrato da ladritta
alle 20:47 | commenti (13) ma piano...per non disturbare
guardami dentro.oltre la pelle,
fra sangue ed ossa.
indovinami
come un numero.
non sarà tre.
ho lasciato altrove
la perfezione.
sussurrato da ladritta
alle 00:02 | commenti (6) ma piano...per non disturbare
giovedì, febbraio 03, 2005
questa volta, le prendo le misure. giuro.
e se proprio devo costruire un muro, lascio scoperto un pezzo di cielo da sognare, un pezzo di campo fiorito da raccontare.
niente barriere.
solo un posto sicuro, per coltivarci i giorni incerti del mio (nostro) futuro.
sussurrato da ladritta
alle 18:16 | commenti (8) ma piano...per non disturbare
Magari poi succede che…
…ti svegli a trent’anni, dopo che hai parlato di futuro fino a vomitare, e scopri che l’avvenire è solo un giornale…
(ma non è il mio caso. No.)
sussurrato da ladritta
alle 02:23 | commenti (9) ma piano...per non disturbare
mercoledì, febbraio 02, 2005
2/2/74 2/2/05
31esimo anniversario di matrimonio dei miei.
(così. solo per dire che, in famiglia, non siamo tutti debosciati.)
sussurrato da ladritta
alle 23:56 | commenti (3) ma piano...per non disturbare
Una condensa fitta imperla le lastre fine di vetro. La finestra piange, stanotte. La asciugo come posso, con la manica di lana. E racconto. Che si vedono le stelle sopra i tetti. Che la nebbia si è dileguata. Che c’era musica poco lontano da qui. E che io sono insensatamente felice. Così felice che la voglio veder ridere con me. Così felice da non potermi contenere tutta con queste braccia.
Sono sospesa fra le note di una canzone. La intono sottovoce, aggrappata alle tende di cotone. Sono bella. Col rossetto sbiadito per i troppi sorrisi e gli occhi vivi. Finalmente. Sono bella come non lo ero da tempo. Perché non ho chiesto niente e niente mi è stato negato. Appoggio la guancia al vetro. E’ ancora bagnato. Ma si asciugherà. Ho la macchina rossa. La penna stilografica. E un bambino biondo. Ho altro rossetto, altra musica e sorrisi e sere. Non deve piangere nessuno qui. Nemmeno la finestra. Perché questo è amore e siamo a casa adesso.
sussurrato da ladritta
alle 11:20 | commenti (15) ma piano...per non disturbare
martedì, febbraio 01, 2005
"adattata a fatica alle nuove circostanze
accolgo dissonanze
mi sfumo in dissolvenze
accetto le nostre differenze"
ho cercato a lungo punti
partenze, arrivi, stazioni affollate di certezze
ho trovato virgole, invece
intervalli brevi, pause, discrete carezze
(tiro il fiato, finalmente)
sussurrato da ladritta
alle 14:17 | commenti (10) ma piano...per non disturbare
SOGNO DI FEBBRAIO*
“Che fiore preferisci?” le chiede lui a bruciapelo.
“Un fiore piccolo, di quelli che sfidano le regole. Di quelli che ,invece di stare in mezzo all’erba alta, si nutrono di polvere nelle crepe dei marciapiedi. Di quelli che si devono assolutamente mettere tra le pagine del vocabolario di latino. Di quelli che si conservano per non dimenticare” risponde, lei.
“ Però mi piacciono anche i girasoli ed i tulipani gialli. Ma non ho libri così grandi da infilarceli dentro ed ho fame di ricordi”.
“Sì, ma se dovessi scegliere?” la mette alle strette lui.
“Sceglierei di innamorarmi di te. Di rimanerti accanto tutta la vita. Ti chiederei di aiutarmi a scavare una buca per piantarci un salice. E lo guarderei crescere con noi”.
*forse sogno e basta. Ma me lo faccio bastare.
sussurrato da ladritta
alle 02:06 | commenti (24) ma piano...per non disturbare
liberadivolare in
Da domani, antibioti...anima in
Da domani, antibioti...ISO9660 in
22Se solo potessi ti...lo_struzzo_nero in
Da domani, antibioti...iltrebbo in
Da domani, antibioti...lo_struzzo_nero in
Da domani, antibioti...utente anonimo in
Da domani, antibioti...