mercoledì, luglio 27, 2005
27/07/2005 (I PRIMI 80 ANNI DI MIO NONNO)
Stemo andando par na vieta
che, se te te la fè tuta
la te porta drita
al cor de calchedun
Ti e mi semo a braseto
da tanti de chei ani
che non me ricordo più
Sta de fato
che non semo mia rivàdi
e da sola non son bona
nianca a caminar
Quindi nono,me racomando
sta ben atento
a non cascar
Che non son pronta nianca mì
a farme mal
La tò butina
sussurrato da ladritta
alle 01:01 | commenti (17) ma piano...per non disturbare
lunedì, luglio 25, 2005
Mao e me
Oggi mi sento donna. Indugio un attimo davanti allo specchio. I piedi scalzi per assaggiare il fresco del pavimento. Sono morbida. Pallida e morbida. Un corpo libero. Nudo e teso ad accogliere la luce che penetra dalla finestra. Si vede che sono madre. Si vede da tutto, non solo dagli occhi. Si vede anche che sto invecchiando. Mi tradiscono i fianchi, un poco più rotondi. E il bianco. Delle vecchie cicatrici che non ho abbastanza tempo né pazienza per contare. Oggi mi sento donna perché posso scegliere. Ho imparato a scegliere.
Oggi, dall’altra parte del mondo, c’è una donna che resta nascosta dietro la tela pesante del suo burka. Ed un’altra che muore per mettere al mondo un figlio, o per le botte, o per la fame. O per tutto insieme, che è ancora peggio. C’è una donna, con una lunga fila di anelli d’ottone infilati nel collo, che ha la febbre per via delle piaghe. E una vecchia che piange dal male perché da piccola le hanno fasciato i piedi. Per tradizione. Oggi, dall’altra parte del mondo, c’è una bambina col seno acerbo e le gambe aperte che viene violata da un uomo vecchio che ne ha comprato la dignità. E non la sfiora l’idea che vendere il corpo per quattro soldi non sia normale. C’è una moglie che prega a mani giunte il mio stesso Dio e piange le mie stesse lacrime mentre, presa a sassate,faccia a terra, ingoia la terra prima di spirare. Per aver commesso un peccato veniale. Forse uno sguardo troppo diretto o una parola al posto del silenzio. E sono sicura che ci dev’essere anche una neonata, forse più d’una, che tra poco sarà infibulata. O ammazzata, semplicemente perché le femmine portano disgrazia. Nessuna di loro ha potuto scegliere.
sussurrato da ladritta
alle 20:23 | commenti (7) ma piano...per non disturbare
domenica, luglio 24, 2005
Lui raccontava mezze bugie, di quelle che non fanno la differenza, come le ciliegine sulla torta. Che,se ci sono va bene, altrimenti si fa tranquillamente senza. Colorava le sue storie, le sue parole, per sentirsi un poco più importante. O, almeno, interessante. Si ripeteva che la fantasia non fa male, che aiuta, anzi, ad affrontare i giorni che filano veloci e sempre uguali, come i vagoni di un tram. Ma a forza di inventare, non riuscì più a distinguere quello che gli suggeriva il suo cuore. Essere solo_si ripeteva_ è una condizione naturale. Si mentiva, per non soffrire.
Lei raccontava mezze verità, di quelle che possono cambiare il corso delle cose, come la pioggia al posto del sole. Che, se c’è il temporale, almeno un ombrello,ci vuole. Gettava ombre cupe sulle sue parole, per evitare giudizi lapidari. Per scansare preconcetti centenari. Si ripeteva che il riserbo non fa male, che aiuta, anzi, ad affrontare gli anni che rotolano lenti e sempre uguali, come le ruote di un carretto. Ma a forza di celare, non riuscì più a sentire quello che le gridava il suo cuore. Essere sola_si ripeteva_è una punizione da sopportare. Si credeva, per non morire.
sussurrato da ladritta
alle 13:33 | commenti (11) ma piano...per non disturbare
venerdì, luglio 22, 2005
22 LUGLIO (31 ANNI e non sentirli)
Lasciatemi ridere.
Leggera,come bolle di sapone.
Scalza e spettinata. Lasciatemi ballare in cortile, sotto queste stelle belle, al ritmo di una canzone immaginata ed anche un po’ stonata.
E datemi la mano. Datevi la mano.
Che si gira tutti in tondo e poi si cade giù per terra.
Seduti a gambe incrociate, guardiamoci in silenzio.
Per raccontarci l’amore che ci scoppia dentro.
E poi
una, cento, mille favole,da farci giorno.
Con le labbra dolci di cioccolato, dedicatemi un sorriso.
Incoscienti, ubriachiamoci di colori. Di parole. Anche se domani si va a lavorare.
‘Che ormai siamo tutti grandi, ma non serve smettere di sognare.
(tanti auguri a me)
sussurrato da ladritta
alle 00:06 | commenti (28) ma piano...per non disturbare
mercoledì, luglio 20, 2005
Sanguino.
Viva e puntuale
tradisco
un grembo
fertile.
Vivo.
Perfetta e immobile
accolgo
seme inutile.
sussurrato da ladritta
alle 00:39 | commenti (10) ma piano...per non disturbare
venerdì, luglio 15, 2005
KAMARA

Kamara sembra finta. Come le bambole,ha la pelle liscia e gli occhi grandi e persi nel vuoto. In Sierra Leone ci sono quaranta gradi all’ombra in questa stagione,ma lei si ostina ad indossare un pesante maglione col collo alto. Se le chiedi perché,si limita ad alzare le spalle e a sussurrare _mi vergogno_ Poi si volta per non lasciarsi scavare dentro da sguardi che vogliono sapere troppo. Non sorride quasi mai, Kamara. La guerra civile è finita da tempo, al suo paese, ma le atrocità subite, la violenza immane che il suo corpo acerbo ha dovuto sopportare,hanno lasciato cicatrici indelebili sulla sua pelle e nella sua anima tormentata. Non ha trovato una madre ad attenderla al suo ritorno dall’inferno. L’hanno assassinata barbaramente quando hanno raso al suolo il piccolo villaggio dove viveva con la sua famiglia. Adesso Kamara non ha più niente. Ma non riesce a piangere perché con un colpo di spugna, assieme alla sua infanzia,hanno cancellato anche le sue emozioni. Così, almeno, le sembra. Qualche volta di notte,quando si sveglia in preda agli incubi, si lascia abbracciare da una volontaria francese. Con le mani che tremano stringe convulsamente il ferro scrostato della brandina. Si aggrappa forte per non lasciarsi travolgere dall’orrore. E poi racconta. Di quel giorno in cui sono arrivati gli uomini cattivi. Di come hanno mutilato, a colpi di machete, i piedi e le mani dei suoi genitori. Di quando l’hanno portata lontano, con gli altri bambini, a fare il soldato. Di come, di notte, la picchiavano per farla stare zitta e, uno dopo l’altro,la violentavano. Del sangue. Anche fra le sue gambe. Di suo fratello che, imbottito di droga, brandiva il fucile e rideva. Della sua fuga disperata, a piedi scalzi, fra sterpi e sassi. Delle mani che l’hanno catturata e legata. Del vetro che penetrava nella sua carne, fra i suoi seni appena abbozzati, per marchiarla a vita. Per impedirle di dimenticare. Poi, sfinita,si riaddormenta. Kamara oggi ha quindi anni e nessun sogno.
sussurrato da ladritta
alle 09:05 | commenti (11) ma piano...per non disturbare
giovedì, luglio 14, 2005
IL SENSO
LORO(III)
Loro sono il senso di tutte le cose. Sono l’intreccio delle loro dita tese. Sono sguardi morbidi. Loro sono il battito accelerato di un solo cuore. Il sogno di un figlio da cullare. Di una casa da costruire. Sono l’aria fresca che si ha fame di respirare dopo essersi fatti l’amore. Loro sono l’abbraccio immenso che cinge le spalle del mondo. Sono un momento denso di sentire. Lacrime trasparenti da asciugare. E sorrisi da coltivare. Loro sono. Adesso. Insieme. Ed hanno smesso di avere paura.
sussurrato da ladritta
alle 08:43 | commenti (1) ma piano...per non disturbare
mercoledì, luglio 13, 2005
IL SENSO
LUI (II)
Lui è triste. Un punto. L’epilogo secco di un sommario riassunto. Pensa che il giorno sia solo dolore che esplode fra un buio e l’altro. Da masticare, attimo dopo attimo. E rassegnato, la notte,chiude gli occhi e si addormenta pronto a sopportare il prossimo. Senza più sperare che sia l’ultimo. Intanto, con le mani che tremano, prova a spezzare le sue paure. Come fette di pane che si fatica a mangiarle perché sono vecchie e dure. Le lacrime, quelle, le lascia rotolare. Ha smesso di credere di poterle ingoiare.(...)
sussurrato da ladritta
alle 00:06 | commenti (1) ma piano...per non disturbare
martedì, luglio 12, 2005
IL SENSO
LEI (I)
Lei è sola. Una virgola persa tra le lenzuola. Immobile. Muta. Sospesa. Pensa che la notte sia cattiva. Che allunghi le ombre per ridere forte di chi ha paura. Che dilati le ore per lasciare quelli che attendono ancora qualcosa, come dei naufraghi. Alla deriva. Col fiato in gola .Aspetta giorni migliori, carezze leggere che leniscano i suoi dolori. Intanto, con le mani salde, prova a fissare sogni e pensieri. Come pezzi di carta attaccati sui muri. Le lacrime, quelle, le lascia seccare. Ha smesso di credere di poterle sprecare.(...)
sussurrato da ladritta
alle 09:05 | commenti (7) ma piano...per non disturbare
sabato, luglio 09, 2005
"Dio ha fatto il mondo così vasto e lontano, tutto colmo di Grazia scesa dalla sua mano. E ha fatto il cielo, così alto e turchino. Poi, per amore, ha fatto ogni bambino."

Per amore, solo per amore...
sussurrato da ladritta
alle 21:30 | commenti (10) ma piano...per non disturbare
venerdì, luglio 08, 2005
ORGOGLIONZA
Sì, va bene, lo ammetto: non so chiedere SCUSA. Ma tanto, a che mi serve? Ho sempre RAGIONE, io!
sussurrato da ladritta
alle 15:57 | commenti (9) ma piano...per non disturbare
mercoledì, luglio 06, 2005
PURE QUESTO E' AMORE.
...e sorridi, sorridi incessantemente. Sfacciatamente. La tua vicina ti guarda e (si) ti chiede per quale motivo sei così contenta. Biascichi un _mah, così..._ a mezza voce, ricomponendoti di colpo. Dentro di te, però, continui a sorridere perché da oggi TU, l’aggettivo “multiplo”, non lo assocerai più soltanto ad un dispositivo a cui attaccare la presa dell’aspirapolvere senza staccare quella della TV.
sussurrato da ladritta
alle 23:37 | commenti (10) ma piano...per non disturbare
martedì, luglio 05, 2005
Oggi, per me, l’amore è guardare il mio uomo e chiedermi se,un giorno,potrò ritrovare i suoi occhi in nostro figlio.
sussurrato da ladritta
alle 20:43 | commenti (16) ma piano...per non disturbare
sabato, luglio 02, 2005
Una rete mai gettata giace abbandonata in un posto lontano.
L’intesseva un vecchio che aveva le dita ossute e tutta la pazienza che richiedono gli orli fini, quelli che cavano gli occhi.
Lavorava sodo, il vecchio.
Stringeva nodi al ritmo del suo respiro.
Un battito di ciglia, un nodo. Un nodo, un ricordo di ritorno. Un ricordo andato, un’onda addosso.
Acqua e sangue si facevano strada con prepotenza nelle sue vene, fra le sue caviglie. Come a dirgli “sei vivo. Ancora. Adesso.”
Ma lui non si ascoltava.
Ad ogni tramonto non gli restava che il suo lavoro da finire e sulla pelle della faccia il sapore di lacrime salate ed amare.
Intanto il mare nascondeva fra i suoi colori pesci da catturare e da mangiare.
I sogni,invece, si mescolavano ai granelli di sabbia.
E volavano lontani al primo alito di vento mentre lui, vinto, li lasciava andare.
sussurrato da ladritta
alle 12:39 | commenti (17) ma piano...per non disturbare
liberadivolare in
Da domani, antibioti...anima in
Da domani, antibioti...ISO9660 in
22Se solo potessi ti...lo_struzzo_nero in
Da domani, antibioti...iltrebbo in
Da domani, antibioti...lo_struzzo_nero in
Da domani, antibioti...utente anonimo in
Da domani, antibioti...