lunedì, settembre 26, 2005
DEVO ANDARE(le cose che non voglio perdere)
Ma torno presto.

Ho un importante appuntamento con altra (tanta) felicità.
Grazie a tutti. Per tutto.
sussurrato da ladritta
alle 13:42 | commenti (30) ma piano...per non disturbare
giovedì, settembre 22, 2005
Ti ho cercato fra la gente,nel marzo più freddo che ricordo, a Piazza Navona. E poi ancora, frugando infondo agli sguardi vuoti dei turisti che fotografavano, nei pomeriggi di luglio, l’Arena. Ho chiesto di te in ogni angolo di mondo,offrendomi in cambio di un sentiero che mi portasse alle tue gote pallide. Ti ho disegnato, consumandomi dita e fogli. Ti ho dedicato le lacrime di tutti quelli che ho consolato con la pazienza di una madre amorevole. Ed ho sorriso, infilando un passo dietro l’altro, sull’orlo di un qualsiasi precipizio. Attenta a non cadere, a non farci troppo male. Ho fatto l’amore mille volte, senza peccato, senza pudore. Pregando perché fossi tu, amore. Mi sono raccontata di noi, ogni notte che non c’eri, senza disperare. Ho dato un senso alle attese, al bene che c’è stato, ed anche al male. Ti ho riconosciuto in un giorno di sole. Ne ho intrecciato i raggi per incorniciare la primavera che ci mancava. E, nuotando controcorrente, fra il bianco e il nero dei nostri vestiti, attenta a non affogare,ti ho sfiorato le dita. Ti ho stretto le mani ruvide di fatica e di dolore. Ed ho aperto la porta al cielo. Per liberare i tuoi occhi dalla paura di respirare.
sussurrato da ladritta
alle 12:44 | commenti (13) ma piano...per non disturbare
mercoledì, settembre 21, 2005
la misura del tempo
ho ancora la faccia di una bambina,il cuore di una bambina, la statura di una bambina. Non mi accorgerei del tempo che passa se non fosse per quel maledetto reggipetto che devo legare ogni anno intorno al collo. Sempre più stretto.
sussurrato da ladritta
alle 00:40 | commenti (12) ma piano...per non disturbare
sabato, settembre 17, 2005
Lei camminava. Non che avesse una meta. Non che seguisse una direzione precisa. Camminava e basta. Per riempire il vuoto desolante che solo i grandi sbagli sanno generare. Augurandosi di trovare una ragione alla sua sofferenza. Era convinta che il continuo movimento fosse la panacea di tutti i mali. Che, visto che anche Maometto si era messo in viaggio per andare alla montagna, lei non si poteva certo risparmiare. Un giorno le si ruppero le scarpe ed i suoi piedi presero a sanguinare. Ma non si arrese. Doveva fare ancora molta strada, per trovare un po’ d’amore. Perciò, con la faccia contratta dal dolore, continuò a camminare. Ma più camminava più si stancava. Più si stancava più diventava cattiva. Più diventava cattiva più si sentiva sola. Finché, quando ormai era vecchia e senza troppo tempo da investire nei sogni, arrivò così a Nord che, oltre, non c’era altro. A questo punto _si disse_ tornare non ha più alcun senso. Si sedette allora, con le gambe incrociate e lo sguardo basso. Senza speranza.
Lui restava immobile. Con le gambe incrociate e le braccia conserte. Non che non sapesse dove andare. Non che non fosse in grado di camminare. Stava fermo e basta. Per non fare l’ennesimo passo falso e trovarsi ancora a sbagliare. Augurandosi di riuscire ad esasperare anche la sua sofferenza. Era convinto che la staticità fosse la panacea di tutti i mali. Che, visto che anche la montagna non aveva raggiunto Maometto, lui non si doveva certamente spostare. Un giorno iniziò a piovere, i suoi vestiti si inzupparono e si mise a tremare. Ma non si arrese. Se avesse atteso ancora seduto in quel punto, sarebbe potuto arrivare un po’ d’amore. Perciò, scosso dai brividi della febbre, continuò ad aspettare. Ma più aspettava più si stancava. Più si stancava più si incattiviva. Più si incattiviva più si sentiva solo. Finché, quando ormai era vecchio e senza troppo tempo da investire nei sogni, si accorse di essere così a Nord da non poter pensare che qualcuno raggiungesse proprio quel posto. A questo punto _si disse_ indugiare non ha più alcun senso. Si incamminò verso Sud allora, con le spalle curve e gli occhi bassi. Senza speranza.
sussurrato da ladritta
alle 00:52 | commenti (14) ma piano...per non disturbare
martedì, settembre 13, 2005
SE TUTTO VA BENE
Ho paura. Di non avere abbastanza tempo per fare. Cose. Anche stupide. Come contare per davvero i centesimi e le figurine di mio figlio o fingere l’inizio di una dieta disintossicante. E’ solo un intervento chirurgico, infondo. Il quinto. Mi hanno detto che è una cosa seria ma che non mi devo preoccupare. Lo trovo un controsenso. Mi staccheranno un pezzo di muscolo e un tendine. Me lo attaccheranno poi, da un’altra parte. Da me a me. Così potrò camminare senza più mordermi le labbra. Se tutto va bene.
sussurrato da ladritta
alle 16:04 | commenti (31) ma piano...per non disturbare
mercoledì, settembre 07, 2005
LE 10 COSE CHE AMO DI PIU’
(lista di fortuna*)
- I fuochi d’artificio
- La fossetta di mio figlio quando ride
- Le bolle di sapone
- La musica a tutto volume, di notte, in macchina
- Carne al sangue e vino rosso
- Le finestre azzurre delle isole greche
- Il Lido di venerdì sera con i Rolling Paper che suonano e “il Mauri” che si fa una canna in un angolo
- Le barzellette del nonno Dino
- Migliaia di parole da leggere e da scrivere
- Le sciarpe di lana
(*fortuna. Io, queste cose, le ho avute tutte.)
sussurrato da ladritta
alle 00:45 | commenti (20) ma piano...per non disturbare
venerdì, settembre 02, 2005
Oggi che ho paura, riesco solo a pensare che ti voglio bene, papà.
sussurrato da ladritta
alle 19:05 | commenti (18) ma piano...per non disturbare
giovedì, settembre 01, 2005
MI MANCO
sussurrato da ladritta
alle 15:49 | commenti (12) ma piano...per non disturbare
liberadivolare in
Da domani, antibioti...lo_struzzo_nero in
Da domani, antibioti...aldiladellospecchio in
22Se solo potessi ti...liberadivolare in
Da domani, antibioti...anima in
Da domani, antibioti...ISO9660 in
22Se solo potessi ti...