mercoledì, novembre 30, 2005
IL GRANDE ESODO(18a puntata) (continua)
...essere piantata selvaggiamente da uno che poco prima ha affermato:"NOI SIAMO UNA COPPIA" non ha certo contribuito a rendere la mia partenza un evento festoso.
Ma non potevo proprio pensarci...lo avrei fatto una volta giunta a destinazione.
I bagagli. L'unica cosa che contasse davvero, in quell'afoso pomeriggio, erano i bagagli.
Un costume, un pareo, jeans, vestitino informale e due magliette.
Biancheria intima, giubbetto e pantalone nero, che non si sa mai.
Le medicine, i prodotti di bellezza (i miracoli non li vendono ancora, per mia sfortuna), scarpe e ciabatte.
Il tutto, comodamente riposto in una misera borsina.
Ecco fatto!!!! Come ecco fatto??
Ma, ve lo ricordate o no che ho un figlio di quattro anni?
Ho allineato in corridoio tutto cio' che sarebbe risultato necessario al pargolo, bloccando inesorabilmente la porta d'entrata ( e uscita).
Quindi, mi son chiesta come mai non si possano applicare delle comode ruote al proprio appartamento e... l'unica risposta che ho saputo darmi è stata:_ perché una madre, per essere una BUONA MADRE, deve soffrire!_.
Possiedo una Clio vecchio modello, tutta butterata (credo abbia avuto seri problemi di acne giovanile), perché non ho ancora avuto tempo di dare l'esame per la patente C, quindi continuo a rimandare l'acquisto di un assai piu' confortevole rimorchio. Sapevo che l'operazione "bagaglio felice" avrebbe messo a dura prova anche la suddetta autovettura oltre ai miei gia' fragili nervi.
Sono perfino riuscita a dimenticare X per un momento quando, con immensa soddisfazione, mi sono resa conto di esser riuscita ad incastrare ogni oggetto nell'angusto spazio a mia disposizione.
Passeggino. Megavaligia con abiti per tutte le stagioni, lenzuola, asciugamani e strofinacci (eh sì, mi porto il lavoro anche in vacanza!).
Borsone contenente i farmaci del mio sano pargoletto (almeno 40 chili di roba e 1000 euro di valore).
Grande scatolone per i generi alimentari (che, se là costano troppo, ci tocca digiunare).
Frighetto per quelli deperibili. Detersivi. Acqua minerale.
Cola per il bambinello ( di marca). Cola light ( mi piace solo quella) rigorosamente di sottomarca per me.
Pennarelli, pallone, libretti e...quel giocattolo così ingombrante ma assai istruttivo che, se non lo porto, il piccolo potrebbe accusare un ritardo nello sviluppo tattile e sensoriale!
Ebbene sì, lo ammetto, un sorrisetto beota è tornato ad illuminarmi il volto.
Infondo, per godersi la vita, è necessario assaporare anche le piu' piccole vittorie.
E questa la fu!!!!!! Ma… Conoscerete anche voi il detto: "PARENTI SERPENTI".
Nulla di più veritiero!
Nella sua cameretta, mi attendeva l'angioletto di casa_sangue del mio sangue che mi fa sputar sangue_ con un grande sorriso e lo sguardo innocente dei bambini.
Una semplice domanda posta con vocetta cantilenante.
Una mazzata inferta al mio fragile ego che si era appena risollevato, anche se di poco.
"Ma la bicicletta dove la mettiamo?"
Che qualcuno trovi una risposta a tale quesito in 5 secondi! Avanti!!!!
Ho pensato che, forse, per soli 110 chilometri avrei potuto guidare e cambiare con la destra, mentre con la sinistra tenevo la bici per la canna, fuori dal finestrino (tanto in macchina non fumo se c'è la creatura!).
Non ho attuato l'insano proposito, frenata dal pensiero che avrei dovuto pagare una sanzione un tantino salata se mi avessero beccata.
Che pessima madre! Avrei potuto rischiare. Tanto la patente a punti non era ancora in vigore!
Ho cercato, invece, di trovare un modo per non ferire i sentimenti di P.J.
"Ho avuto una splendida idea (che carogna). Visto che, per la prima volta, quest'anno andrai in villeggiatura anche con papà...perché non porti in quell'occasione la biciclettina?"
"Non posso!!!"
"Perché?"
"Perché nella sua macchina non c'è posto. Gliel'ho chiesto io. E mi ha detto che la sua fidanzata ha tante valigie da portare. Perché le donne si portano via un sacco di vestiti! Lo sai?"
E come faccio a saperlo...mica sono una donna io!
Sono uno scaricatore di porto di 47 chili*. Tutto quì!
Comunque, che si sappia; la bici è rimasta a casa...
*purtroppo, in tre anni, siamo arrivati a quota 51:/
martedì, novembre 29, 2005
L’IMPREVISTO(17a puntata) *oggi, P.J.,ha quasi sette anni. (continua)
Eh sì, ero proprio carica qualche mese fa, durante la progettazione del soggiorno termale del secolo. Solo che a scaricarmi un pochetto ci ha pensato un imprevisto...e che imprevisto!
C'è qualcuno che ha presente l'espressione di un'oca giuliva che si ripete incessantemente:"Io con gli uomini ho chiuso perché basto a me stessa. Poi, quest' equilibrio interiore, non me lo farò sconvolgere mai... blà, blà, blà..."?
Non ce l'avete presente? Davvero?
Beh, presto pubblicherò la mia foto, così darete un volto al mio cervello piccolino.
A dirla proprio tutta, infondo, il mio equilibrio interiore è paragonabile a quello di una boccia di pesci rossi appoggiata su un tavolino del Titanic.
Ed il guaio (o la mia fortuna, boh!?!) è che ne sono consapevole.
In ogni caso...ho conosciuto Uno.
Ma non un truzzetto qualsiasi.
Bello, alto, intelligente, vivace, sensibile, benestante, giovane e libero sentimentalmente.
Lo chiamerò "X" per rispettarne l'anonimato...anche se io, alla sua x, ero quasi allergica (ma questa battuta la capirebbe solo lui!).
Nemmeno sotto tortura ammetterò mai come l'ho incontrato!
No, non esageriamo...se mi convincesse, che so, Mondadori Editore, lo farei!
Che voce suadente X...mi ha riempito la testa di progetti e sogni.
"Saremo felici. Lo sento. Io, a tuo figlio, voglio già bene".
Mahh!!??!! In quello stato di grazia io, mi sono piombata i piedi ( non son mica una fessacchiotta che crede al primo che passa per strada).
Il fatto è, che dalle caviglie in su, ho preso il volo...
In due abbiamo fatto scintille...in tre...famiglia.
P.J. ha 4 anni* e vuole un papà a tempo pieno.
Quando ha incontrato X, ha deciso che lo aveva trovato!
Siccome io sono un incrocio tra Wonder Woman e Madre Teresa, ho spiegato all'homo sapiens, che la mia era una situazione un tantino delicata.
Naturalmente, ho corredato la spiegazione di particolari tragici che avrebbero dovuto indurlo a riflettere.
"Ho capito" ha risposto il genio ( che sia parente della dermatologa di mio figlio?) ed in cinque minuti ha esposto la sua strategia. Ineccepibile.
Ecco il repertorio: Mi mancate/ Vai a Comano che io ti raggiungo nel pomeriggio/ Che teneri i disegnini del tuo bimbo bello...anche i miei ne sono rimasti rapiti/Pensa a quando verrai a vivere nella mia città/Ad agosto andiamo via tutti e tre. Hai preferenze?/Bimba (mi chiamava bimba, capite?), mi sa che tu sino ad oggi hai avuto solo asini. E' arrivato il momento dei tempi felici/+ altre amenità.
Ma: stoica io! Ripetevo nella mia mente, come l'Ave Maria:"Mi lascerà, non durerà, sta botta di culo avrà presto fine...". Peccato che davanti agli occhi mi vedevo scorrere una specie di filmetto di quart'ordine con noi protagonisti.
Io che gli preparavo la pastasciutta mentre lui giocava con la mia creatura[...] sino ad arrivare alla nascita dei nostri pronipoti.
Due giorni prima di recarmi in quella specie di lebbrosario, mi ha chiamata per il solito salutino mattutino.
Che romantico!
A pranzo, invece, non mi ha chiamata per un salutino...
" Non vengo più a Comano, mi sento oppresso, sai...la situazione. Buona fortuna.".
VAFFANCULO!!! (l'ho solo pensato però! Sono una signora, IO!!!)
LA GENIALATA (16a puntata) (continua ma manca poco:)
Da tempo sognavo 2 settimane spaparanzata al sole di qualche isola greca per ricaricare le batterie.
E questo , continuerà a restare un sogno!..almeno per il momento!
Invece, il debito, me lo sono fatto per raggiungere una delle mete più ambite dei vipsss di tutto il mondo: le Terme di Comano.
Trattasi di un'amena località sita ad una trentina di chilometri da Riva Del Garda ove,ogni anno, si riversa una massa di persone d' età pediatrica e geriatrica, nella speranza di alleviare pesanti disturbi dermatologici.
Il periodo poi....nelle agenzie di viaggio lo siglano come Q.d.S._ la quindicina degli sfigati_ cioè la prima quindicina di giugno!
Dovete sapere che io sono una di quelle persone che al solo pronunciare la parola "montagna", viene una crisi depressiva. Considerando che, gli antidepressivi già li assumo da tempo, non mi è rimasto che farmi coraggio con una pacca sulla spalla...che mi sono data io stessa.
Poi, si sa,la mente umana sa far prodigi!
Ho iniziato a marzo a raccontarmi la mia favola personale.
Avrei approfittato di quel periodo per stare con P.J. (prugna junior_mio figlio) senza l'incubo dell'orologio.
E poi, avrei letto una quantità di libri interessantissimi nelle lunghe sere oziose di fine primavera.
Infine, avevo saputo che nell'appartamento ci sarebbe stata anche una bella vasca da bagno.
Dal momento che il servizio di casa mia è ampio quanto quello di un treno delle F.S., avrei goduto di lunghe immersioni con sali, alghe, candele e musica new age.
Che si può volere di più da una vacanza?
Anzi, che si può volere di piu' dalla vita?
E, tra un sogno idilliaco e l'altro, ho iniziato (col mio abituale largo anticipo) a buttar giù la lista del necessaire per un soggiorno confortevole...
lunedì, novembre 28, 2005
VI FARO’ MORIRE D’INVIDIA (15a puntata) (continua)
A febbraio* avevo il sorrisetto ebete di chi ha fatto un'importante conquista. No, dico, la prima vera vacanza da sola con mio figlio per quindici giorni di seguito.
Che sensazione inebriante!
Se solo bevessi alcoolici, avrei aperto una bella bottiglia di spumante, da scannarmi rigorosamente da sola nel mio salotto che chiamo affettuosamente la "hall" perché ci passa un sacco di gente, ma non si ferma mai nessuno.
Mi sono accontentata di una Cola....sempre nella solitudine della mia hall.
Sapete, il mio è proprio un bel bambino (della serie: Ogni scarrafone è bello a mamma soia!).
Mangia come un maialino sardo ma, da quando aveva 15 mesi, pesa sempre 14 chili.
Biondo con gli occhi verdi, molto pallido, gli si possono contare tutte le ossa.
Però è molto alto ed ha una pancia estremamente prominente.
Già, dimenticavo! Ha anche una terribile dermatite che procura ad entrambi i seguenti effetti:
1_Lui sta sempre a grattarsi, ha la pelle come quella di una trota salmonata e mi chiede che Babbo Natale lo liberi dal prurito.
2_Io sto sempre a lavarlo e lo ungo come una patata fritta con prodotti dermatologici che mi costano ogni mese quanto un completo di Max Mara (di quelli che non potrò mai permettermi, per intenderci...). Tra un intervento e l'altro gli prometto, altresì, che l'anno prossimo Babbo Natale....
"Signora, gli deve far fare 3 mesi di vacanza".
La sua dermatologa è proprio un genio!
Senza il suo aiuto, un' idea del genere, io, non l'avrei avuta mai!
Infondo, il medico è lei...io sono solo un'infermiera.
"Con meno di mille euro al mese di stipendio, una vacanza così lunga, la potrei fare solo in una favela brasiliana, a patto di trovare un passaggio aereo gratis".
Sì, gliel'ho proprio detto. Ma lei non ha risposto.
Appena uscita dall'ambulatorio ho fatto il calcolo dei miei risparmi_ 15 euro_ ed ho capito che, per il bene della mia creatura, il mio conto corrente avrebbe dovuto diventare ancora più rosso e.... ho partorito la genialata dell'anno.
Siete curiosi? Al tempo.
Presto saprete quante meraviglie si possono fare con un pizzico di fantasia ed ottimismo.
*febbraio 2003
TUTTE LE FAMIGLIE NORMALI, D’ESTATE, VANNO IN VACANZA (TRALLALLERO TRALLALLA’) (14a puntata) *storia che, lo ricordo, risale a tre anni fa. **il mio vocabolario continua a contenere la parola uomo che è sottolineata con la matita rossa. ***le puntate precedenti non sono che una prefazione alla storia che sto per narrare. la storia di una vacanza eccezionale. (continua)
E’ più o meno a questo punto della mia storia* che ho pensato che, forse, valesse la pena di cancellare dal proprio vocabolario personale la parola uomo**. Il mio bambino. Mi sarei concentrata solo su lui e sulle nostre prossime vacanze…Un momento…vi racconto***.
ZANNA BIANCA (13a puntata) (continua)
Una sera entro in un noto bar di Verona. Di quelli frequentati dai ricchi, belli e famosi. Ero sola e volevo mettere alla prova il mio fascino….Ma ho cambiato immediatamente idea. Me ne sono uscita alla svelta convinta che a casa mia avrei certo combinato meno guai. Mentre stavo aprendo la portiera della mia fida Clio, un tocco leggero mi ha destata dai miei pensieri…Era l’uomo piu’ bello che mi fosse capitato di vedere negli ultimi 12 mesi…Alto, snello, elegantissimo, abbronzato e con 32 zanne candidissime. Chiedeva a me (proprio a me…ho guardato bene e non c’era nessun altro intorno!) come fare per rivedermi ancora. Ho esitato perché...si fa così. D’altra parte, mica potevo estrarre dalla mia borsetta il prestampato con la piantina per raggiungere il mio appartamento! “ Dammi un motivo valido per darti il mio numero di telefono….” Non potevo assolutamente credere di essere stata proprio io a pronunciare quelle parole. Attricetta libidinosa di quart’ordine…com’ero caduta in basso negli ultimi tempi. Però, o Gesu’ santissimo, avevo un bisogno disperato di sollevare il mio morale. Ed il fatto che una creatura divina corra dietro a te, scialba donnetta, quando ha a disposizione 50 pollastrelle siliconate che agitano il bacino al ritmo di latino americano con un Mohito in mano….ti fa sentire Onnipotente!!!!!! Il numero, nemmeno a dirlo, gliel’ho dato….e lui non ha tardato a chiamare per strapparmi un appuntamento. Io e Zanna Bianca, ( soprannominato in questo modo a causa dello splendore emanato dalla sua dentatura) ci siamo incontrati in un parcheggio alle ore 21.30 dell’unica serata piovosa della scorsa primavera. Solo che non si trattava di un innocuo temporale ma, di una sorta di diluvio universale. Mi ha portata al lago….ci siamo bagnati fino all’osso in quel di Desenzano, finché abbiamo trovato riparo sotto il telone di un bar….Ma il telone, l’hanno riavvolto appena siamo arrivati, perché il gestore aveva il terrore che si sfondasse. Sicché, ci siamo trovati con altri 100 avventori in un locale che ne poteva contenere non piu’ di 30. Assai romantico. Meno male che dopo un’ oretta ha smesso di piovere, così abbiamo potuto camminare un po’. Se non fosse stato così figo, mi sarei rifiutata di immergere i malleoli nelle pozzanghere melmose, facendo finta di nulla. Ma non potevo esimermi!!!!! Cammina, cammina siamo arrivati in riva al lago. C’era uno splendido cigno ed io ho chiesto di avvicinarci un po’ per vederlo meglio. E’ stato a quel punto che lui ha cinto la mia schiena col suo braccio rassicurante. E’ stato a quel punto che il cigno, che in realtà era una cigna con due cignetti al seguito, si è incazzata come una fiera da circo. Ha iniziato a soffiare e ci ha rincorsi, io sono inciampata ed ho rovinato un paio di pantaloni nuovi e lui, per darmi il tempo di rialzarmi, minacciava il volatile con l’ombrello. Che vergogna! Meno male che ci siamo fatti almeno quattro risate….Però, in quelle condizioni non potevo non chiedere, sebbene a malincuore, di tornarmene a casa. Che palle….E pensare che ero appena uscita da una malattia…un’infezione intestinale di quelle cattive che mi aveva costretta per 10 giorni sul water…ed avevo pregato tanto che quella sera non mi scappasse la cacca perché sarebbe stato imbarazzante. Diciamo che l’intestino ha retto….ma il resto è stato un disastro galattico. Una volta arrivati al parcheggio mi sono congedata dall’ottava meraviglia con un timido (anche se io ci tengo a precisare che non sono timida affatto) “ciao”. Mica ho fatto in tempo a scendere dalla macchina, però! Mi ha infilato 2 metri di lingua, precedentemente umettata a dovere, in bocca. Non che non avessi voglia di baciarlo…ma così! In un parcheggio? Con la foga tipica dell’adolescenza? Proprio no! “Scusa ma non mi và! Siamo in un parcheggio, oltretutto!” “Allora andiamo in un posto appartato!” “No. Ora io vado a casa mia.” “ Va bene!”
Mi ha persino aperto la portiera….per me era riuscito a risollevarsi dalla tremenda caduta di stile. Sennonché, quando gli sono sfilata davanti per raggiungere la mia auto, mi ha dato un pizzicotto…no, dico, un pizzicotto… ad una tetta. L’ho fulminato con lo sguardo…”Volevo capire se erano sode come sembravano!”
“Adesso, se non vuoi tastarmi anche il culo, io andrei. Ciao!”
Son tornata a casa e mi sono messa a giocare a Tetris fino alle tre di mattina. Ah, dimenticavo…ho fatto anche la cacca. Ma, mi sa che la diarrea, non era provocata dalla mia infezioncina.
sabato, novembre 26, 2005
SAGGEZZA POPOLARE Vi lascio con una frase (tratta dal repertorio di mio nonno) che riscuoterà certamente i consensi dei lettori e delle lettrici di passaggio. NE' LUNGO CHE TOCCHI NE' CORTO CHE SFIORI MA DURO CHE DURI. a lunedì.
venerdì, novembre 25, 2005
APPUNTAMENTO AL BUIO (12a puntata) (continua)
L’importante è non demordere mai. Quando la mia amica (beh, quasi una conoscente, a dire il vero…e poi adesso non le parlo nemmeno piu’!) mi ha detto :”CELHOIOILTIPOGIUSTOPERTE!”, lo sapevo che era, come dire, ‘na sòla. Ma ci sono andata uguale. Appuntamento al buio alle ore 20 su un romantico ponte. Alle cinque del pomeriggio io c’ero! Alle sette e tre quarti volevo prendermi uno di quei panini trasudanti grasso del Mc Donald’s e tornarmene a casa. Alle otto, ha parcheggiato a tre metri dalle mie caviglie gonfie, una Bmw con ripieno di homus (da non confondersi con l’humus…anche se…) strafigus. Mentre pensavo, a pugni stretti, “DIO C’E’”, l’ho visto oltrepassarmi con falcate eleganti per fiondarsi su una che, diciamolo, non era niente di ché. Gli uomini sono sciocchi. Si fanno abbindolare da un metro e settantacinque, con una quarta abbondante, il ventre piatto e l’incarnato di porcellana. Non capisco…dal basso dei miei 159,5cm, io, non capisco proprio!
Dopo poco ho scorto un altro uomo (uomo….beh, un coso) e mentre pensavo, a pugni stretti, “SE DIO C’E’, NON DOVRO’PASSARE UNA SERA CON QUELLO” ,l’ho visto esultare prima di agguantarmi in un abbraccio degno di un boa costrictor. “Sei tu Deb, vero? Ti avevano descritta così fedelmente…Come sono felice”. Io, accigliata, riflettevo sul fatto che se mi avessero descritto lui, non avrebbe avuto motivo di essere felice.
Ma oramai ero in ballo e dovevo ballare. Prima di salire su una Uno che aveva passato le sue, ho aspettato pazientemente che spostasse il pattume di una settimana intera(che lui affidava ai sedili della sua auto, appunto).
Siamo andati in una pizzeria orrenda, ma solo per restare in tema col suo abbigliamento. Camicia blu elettrico, giacca a scacchi verdi ed azzurri, pantaloni beige, pedule da montagna marroni (era maggio) e cravatta grigia a fiorellini rosa. Gli occhiali….mai visti degli occhiali piu’ grandi. Forse aveva dei comodi tergicristalli nascosti in tasca per quando si appannavano. Era proprio brutto, con quei capelli ( erano 26; li ho contati) che gli ricadevano sulle guance, come le orecchie flosce di un Cocker. In compenso, era pure scemo. Ed una combinazione tale di fattori, è rara da trovare in una persona sola. Mi ha sgridata benevolmente per la durata di tutta la cena perché non avrei dovuto fumare. Lui invece si è fatto fuori quasi un pacchetto…il mio. Perché le sigarette, per principio, non le acquistava mai. Quasi soffoco con un carciofino nella trachea al suo grido selvaggio. “OMMADONNA MIA! TI VOGLIO GIA’UN CASINO DI BENE”. Eravamo gli zimbelli di tutti gli avventori ed io mi aspettavo, da un momento all’altro, che mi implorasse di diventare la sua SFITTINZIA. Alla fine ha chiesto il conto ed ha precisato che, trattandosi solo di una “pizzetta” e “per una volta”, avrebbe anche potuto pagare tutto lui. NO, perché? C’era qualche dubbio? Non avrei estratto 1 centesimo dopo una tortura del genere. Alla mia richiesta di andare a casa, lui ha inforcato la Gardesana e mi ha portata da tutt’altra parte. Voleva farmi bere qualcosa in un Grand Hotel in riva al lago. Io ho preso un’acqua naturale mentre il fetentone, caffè, acqua e whisky. Poi si è chiuso al cesso anche se, secondo me, stava dietro un angolo ad aspettare. Dopo un tot, mi sono sentita in obbligo di chiedere il conto e di pagarlo. Mi è preso un coccolone e mi sono stupita che non fosse rimasto fulminato al suono delle mie maledizioni. Il vizioso mi era costato quanto due giorni di spesa all’Esselunga. Nell’attimo stesso in cui ho chiuso la lampo del portafogli, è uscito dal suo angolino cinguettando:”Ma ci hai pensato tu! Grazie, Deb!” Sì, però adesso voglio tornare a casa mia. “Passeggiamo un po’…poi torneremo alla macchina” “Ebbabbuo” “Posso tenerti la mano?” “No!” “Perché?” “Perché non amo il contatto fisico e non vedo nemmeno il motivo di tanta confidenza” Allora il bradipo mi ha abbracciata, però la mano me l’ha lasciata stare! “Posso darti un bacio?” “Assolutamente escluso!” “Nemmeno in bocca*?” “No!”
Mi ha riaccompagnata canticchiando melodie romantiche e mi ha chiesto il numero di telefono. Mi sono congedata concedendogli solo la mia mail. Mi ha tormentata telematicamente per almeno quattro mesi.
*…nemmeno in bocca? Perché, se gli dicevo sì al primo colpo, dove me l’avrebbe dato ‘sto bacio??? Me lo domando ancora, a volte…
giovedì, novembre 24, 2005
FAMOLO STRANO(11a puntata) (continua*) *purtroppo!
Visto che il primo approccio con un uomo dopo il parto è stato a dir poco disastroso, ho spiegato bandiera bianca e mi sono dedicata anima e corpo al lavoro senza più pensare all’amore (al sesso, ogni tanto, sì…e che ci posso fare?).
Invece poi ho conosciuto un uomo. Simpatico, brillante, di vent’anni più vecchio di me.
Mi ha invitata a prendere un aperitivo ed io mi sono divertita talmente che ho deciso di uscirci una seconda volta.
Era libero sentimentalmente ma, soprattutto, non ci provava spudoratamente.
Non era propriamente il mio genere (assomigliava vagamente allo zio Fester di faccia, ed a Lerc di corpo) ma, in quanto a simpatia e galanteria non lo batteva nessuno.
La nostra prima (ed ultima, invero) cena è stata esilarante. Alla fine si è congedato con un bacio sulla guancia e…basta. Che fosse ora di diventare la sua Morticcia???
Una sera mi squilla il telefonino. Era il soggetto sopra descritto. Mi diceva di aver riflettuto e capito un sacco di cose.
Io questi che continuano a macinare un sacco di cazzate non li capisco proprio. Che volesse dirmi addio perché lo facevo erigere impuramente?
Macché….aveva compreso che avevo un animo dolce e che sicuramente mi sarebbe piaciuto farmi sottomettere da lui.
In pratica mi ha confessato candidamente di essere un sado che cercava proprio me: la maso perfetta (a suo dire).
Credo che solo un carato e mezzo sarebbe in grado di lasciarmi senza fiato come ha saputo fare lui. Al mio silenzio lui ha attribuito il mio consenso alle sue insane proposte quindi, con voce roca, mi ha detto: “ Ora spogliati nuda e chinati a terra per leccare il pavimento”
Avessi avuto i testicoli, si sarebbero sfracellati a terra. Ho riattaccato e cancellato il numero del maniaco.
VOGLIE POST PARTUM (10a puntata)
Quando il piccino aveva un anno e mezzo ed io ero casta e pura da un anno e mezzo piu’ nove mesi (fate un po’ voi due calcolini veloci)…conosco "uno".
Lavorava all’ospedale, mi aveva vista, voleva conoscermi perché gli piacevo moltissimo.
Me l’hanno riferito ed io ho fatto in modo di farmi trovare sulla sua strada 800 volte a turno (piu’ o meno) per dargli l’occasione di attaccar bottone.
L’ha fatto. Mi sono praticamente sputtanata una pausa mensa per spiegargli cosa si provasse quando si veniva convocati al tribunale dei minori.
Stava divorziando ed aveva una bambina. Gli servivano informazioni e chi meglio di me…
Dopo uno sguardo furtivo al bicipite guizzante ho deciso che c’era molto altro da dire in merito…
Mi ha invitata ad uscire dopo due mesi di agonia.
Al parco giochi. Coi bambini.
Al momento del gelato si è comprato un cornetto per lui, un ghiacciolo da dividere a metà per i piccini ( hanno uno stomachino così minuscolo) e niente per me ( le donne stanno sempre a dieta).
Non ho commentato!
Poi mi ha presa per mano e mi ha detto che avremmo dovuto affrontare un discorso molto serio.
Fra me (e me) ho pensato che mica ci dovevamo sposare….sarebbe bastato fissare una data e farsi un bel bidet…ma l’ho lasciato continuare.
“Sai, appena ti ho vista, ho formulato una serie di pensieri impuri su di te…su di noi…vere sozzerie, a dirla tutta…”
“EVVVAAIIIIII!!!!!!” ho gridato silenziosamente.
“Però….”
“ECCOCI QUA’” ho pensato.
“Da quando mi sono separato sono entrato a far parte di una religione che mi vuole portare alla spiritualità più profonda…”
“CA**O, CA**O, CA**O!” mi son detta.
“Quindi non ti voglio piu’ vedere perché non mi posso permettere tutte le vergognose erezioni che mi provochi!”
“EREZIONI? TANTE? E TUTTE SPRECATE? NAAAA….” ripetevo mentalmente.
Dopo un minuto di silenzio, mi sono ricordata di aver ricevuto il dono della parola tanti anni fa…e l’ho usato.
“Ti capisco caro (COL CAZ**); anch’io, dopo aver vissuto certe esperienze, non ho più pensato al sesso come prima (50 VOLTE AL Dì, ANZICHE’ 3).
Al solo pensiero di trovarmi nell’intimità’ con un uomo (MI VIENE L’ACQUOLINA IN BOCCA), beh, non trovo le parole…Salutiamoci ora, è meglio(SI,COSI’ NON PERDO TEMPO PREZIOSO E RICOMINCIO LA CACCIA!).”
“Sei una donna speciale!”
“Anche tu sei speciale (UNO COSI’ CRETINO NON LO AVEVO MAI INCONTRATO)”.
“Permetti che mi congedi da te dandoti un bacio sulla fronte?”
“Non chiedo di piu’ (NO COMMENT)”!
Dopo questo deprimente congedo sono tornata a casa ed ho guardato la registrazione di Beautiful, immaginando che Ridge mi chiedesse di partecipare alla gara delle impurità.
(continua)
UNA MAMMA E’ ANCHE UNA DONNA. E VUOLE UN UOMO! (9a puntata) *come ho spiegato, queste sono cose vecchie. di anni, in realtà, ne sono passati tre. ma sto sempre messa a pani e pesci come San Quintino (continua fra un'oretta/massimo due)
Con queste premesse alle spalle, mi sono resa conto definitivamente che:
1-Ho una famiglia di squinternati.
2-Sono una squinternata anch’io.
3-Sto sempre senza un centesimo (non ho scritto nulla in merito, ma fidatevi sulla parola!)
4-Ho un passato che è meglio dimenticare.
5-La fortuna non m’ha mai incontrata.
Ciò che forse nessuno ha capito ancora è che, sino ad un anno fa*, non mi ero affatto arresa. Volevo un uomo.
Sì. Lo volevo proprio. E ci ho provato, a raccattarne uno. In seguito descriverò fedelmente alcuni fra gli appuntamenti ai quali ho avuto il piacere di presenziare prima di partire per la mia prima vacanza con mio figlio( che poi, è il vero motivo di tanto “sbattermi” a scrivere).
mercoledì, novembre 23, 2005
FIOCCO AZZURRO (8a puntata) (continua)
Immagino che dovrei fare una descrizione dei due uomini che hanno dato una svolta alla mia esistenza prima di perdermi nel racconto della mia vacanza. Sì, perché prima andavo dritta e poi son finita in un fosso con la spintarella che m’ha dato il primo dei due. Poi è arrivato il secondo e si è assicurato che io, dal fosso, non potessi venir più fuori. Ma striscia striscia…eccomi qui. Zozza per carità. Ma qui, a scrivere cretinate sapendo che c’è perfino chi le legge. Nemmeno una parola,quindi, sulle storie importanti. Magari due righe sul fatto che da una delle mie relazioni è nato mio figlio. Sì, dai, due righette le scrivo proprio perché mi pare che questo non faccia parte dei particolari trascurabili. E’ un amore, il mio pupo. Eppoi sono molto soddisfatta perché, sebbene abbia una madre iettatrice, le premesse per una vita di fortuna, ci son state tutte da quando è venuto al mondo. Glielo racconto sempre prima di metterlo a letto del giorno che ha deciso di buttar fuori la testina per prendere una boccata d’aria. “Lo sai che quando t’ho fatto avevo un mal di pancia fetente?” E lui ride. “Lo sai che ho dovuto chiamare l’infermiera per dirle che stavo per scoppiare?” E lui ride. “Lo sai che quando le ho spiegato che stavi nascendo m’ha detto che non era vero perché a me, in verità, scappava solo la cacca?” E lui ride. “Lo sai che dopo aver detto sta cosa mi ha messo la padella e m’ha detto di farla, quella benedetta cacca? E lui ride. “E lo sai che io non ho fatto la cacca? Ho fatto te; dentro la padella.” E lui ride. Ridi, ridi bimbo… che t’han dato dello stronzo ancora prima di aver fatto qualche cosa per meritartelo!
ASSAGGI DEL MIO PASSATO REMOTO (7a puntata) (continua)
LA MIA ANIMA NOMADE
La mia casa (quella di adesso, intendo) non è proprio mia. Sono in affitto.
Ho peregrinato come un mussulmano che cerca la Mecca, negli ultimi anni.
Ormai mi odiano tutti.
Dieci traslochi in dieci anni. Tutti senza impresa perché costava troppo.
Sempre e solo con l’aiuto di coloro i quali erano troppo fragili psicologicamente per dirmi no!
A vent’anni sono andata a vivere e lavorare a Milano.
Mi ha accompagnato mio papà a cercare il mio primo appartamento.
Una condivisione. Dormivo su di un divano, in una stanza di passaggio.
La mia coinquilina era una donna allegrotta (lo sarei diventata anch’io più tardi, ma allora non ne ero consapevole…altrimenti sai le bisbocce!).
Dopo una settimana che vivevamo insieme ha invitato il suo fidanzato americano. Girava per casa tutto nudo. Sorrideva e mi salutava.
Non riuscivo a non guardare l’enorme protuberanza che gli ondeggiava fra le gambe ad ogni passo. E mi sentivo avvampare dalla vergogna.
Passavano le loro giornate ad ansimare a due centimetri da me mentre il cagnetto di lei pisciava sulla mia moquette. Un inferno!
Quando ho provato a protestare mi ha minacciata di morte e mi ha rubato tutte le canottiere e le mutande.
Ho trovato al volo un altro posto e sono scappata .
Era mattina e nevicava. Il taxista sorrideva mentre mi aiutava a caricare il bagaglio. Una valigia, una televisione 14 pollici ed il mio guanciale.
Sono arrivata nel mio nuovo, tristissimo bilocale.
Per festeggiare l’indipendenza sono andata a comprare un divano letto, una lampada ed un tappeto. Rigorosamente a rate!
E delle nuove mutande. Quelle le ho pagate in contanti.
martedì, novembre 22, 2005
LA MAMMA E’ SEMPRE LA MAMMA (6a puntata) (continua)
E che siamo impazziti? S’è mai sentita una figlia che svela anche il più piccolo difetto della propria madre? Mai! Ti allatta, una mamma. E una mamma non si prende certo in giro! Poi, io sono anche più fortunata rispetto a tanta altra gente. Mica fa l’avvocatessa mia madre. Non è un medico od un veterinario. Biologa? No. Critica televisiva? Nemmeno. Ommeglio, mia madre non è una sola di queste cose. Lei è tutto. Lei sa tutto. Son certa che quando glielo chiederò mi confiderà il segreto per poter dividere l’atomo (o era la molecola?) senza faticare. In famiglia l’abbiamo soprannominata “la tuttologa”. E la sua tuttologia, a dirla tutta, m’ha procurato diverse gastriti. Non è molto importante per lei che qualcuno abbia fatto la fila a mezzanotte per acquistare in anteprima l’ultimo libro o cd di questo o quell’artista solo per regalarglielo. Tanto, lei , il contenuto l’aveva già letto od udito. Non ricorda dove ma, sì, è sempre materiale già conosciuto. Idem con i responsi dei luminari della medicina che negli anni abbiamo consultato per i più disparati motivi. Le loro diagnosi? Scontate. Lei ci aveva già pensato solo che non aveva voluto dirlo. Mia mamma è molto innamorata di mio padre. Anche quando lui la chiama “Re Luigi” perché s’è messa i bigodini ed il risultato…bhe…non è quello sperato. Vabbè. Mica è colpa sua se ha una testona piena di ricci. Si potrebbe contestarle il fatto che, per ovviare a questo, si fa fare (oltretutto) la permanente per sembrare finalmente in ordine. Vorrei dirle che, se da a me i 100 euro che spende ogni volta, l’attacco volentieri alla presa di corrente più grossa che ho. Tanto il risultato sarebbe il medesimo. Ora che ho elencato tutti i pregi della mia genitrice mi posso considerare soddisfatta. O quasi.
lunedì, novembre 21, 2005
MA PARLIAMO DI MIO PADRE (5a puntata) *considerando che questa roba è vecchia, gli anni sono sei ed il lampadario sempre in cantina (continua)
Placido signore di forma quasi sferica, sempre accaldato ed affamato, mio padre appartiene a quella categoria di maschi che ritengono le donne dei fiori delicati da mettere in un vaso argentato assicurato con robuste catene a 12 centimetri dal loro campo visivo. Per il resto, giurin girello, non gli so trovar difetti. Solo grandi pregi (e devo dirlo, sennò chi eredita?). Per esempio, la sua voce suadente, la sentirebbe anche tutta la tifoseria del Bentegodi* se solo si alterasse un pochetto. E la cosa veramente strabiliante è che vive a 10 chilometri dal suddetto stadio. Pure questo è un pregio. sì, perchè essere chiari quando si parla è molto, molto importante. Che altro posso raccontare? Che è assai devoto…alla sua auto. L’ultima volta che ha grandinato sembrava Zorro, solo più grosso. S’è messo la coperta di Lapin bicolor ( pezzo forte dell’arredamento della camera da letto dei miei genitori) sulle spalle e s’è disteso sulla macchina. Coraggioso, no? Piovevano certe noci …Inoltre sono quasi sicura che il mio paparino non ha il cappotto. Perché suda. Sempre. Ma di questo particolare e della sua passione per l’aria condizionata parlerò in seguito. Mi soffermerei invece più volentieri ad analizzare il rapporto che ha col proprio lavoro. Morboso. E non dico di più. Gli piace così tanto il settore in cui opera (articoli per animali n.d.r.) che prima di venderle, assaggia personalmente tutte le scatolette per gatti e cani. Una volta l’abbiamo beccato in una di quelle che lui chiama sperimentazioni “uomini come animali”. Frullava un mix vitaminico di mangime per coniglietti nani da servire in gelatina agli ignari ospiti di una delle cene organizzate dalla mia famigliola. E se lo son mangiato…Io no. Perché, dice, son mezza anoressica. E ti credo! Finché mi propinano manicaretti del genere…Se invece di darsi alla nouvelle cousine venisse a casa mia ad attaccarmi il lampadario che ho comprato 4 *anni fa, forse, festeggerei con un cabaret di paste alla crema. Ma quattro anni son pochi e lui mi fa aspettare solo per vedere se ci riesco da sola. Con la colla, magari, dal momento che il trapano non lo so usare. Insomma mi vuole indipendente. Che tenero!
MIA SORELLA (4a puntata) (continua)
Mia sorella aveva sei anni quando me ne sono andata a vivere a Milano.
Abbiamo una differenza d’età enorme. Non abbiamo mai avuto niente da dirci. Oddio, ogni tanto ci si prova, ma ognuna di noi ha più confidenza col reciproco criceto.
In realtà, non sembriamo nemmeno parenti.
Io sono piccola, mora, con le sopracciglia grosse (ma me le depilo) e gli occhi scuri. Mi muovo sempre, mangio e dormo poco.
Lei è una corpulenta ragazzina bionda. Con due occhioni azzurri come un cielo di primavera (od un serpente albino).
Se ne starebbe sempre sdraiata da qualche parte. Non troppo lontano dal frigorifero, però!
Solo una caratteristica ci accomuna: l’ironia (quella un po’ perfida, peraltro)!
Lei va a scuola. Ragioneria*.
Non tanto perché le piaccia ma perché era l’istituto più vicino a casa sua.
A due isolati. Ma si fa comunque accompagnare in auto da mio padre…
Credo che, se andrà all’università’, potrebbe scegliere la facoltà con lo stesso criterio che ha usato per le superiori.
La invidio, mia sorella.
Io sono sempre stata un’anima in pena. Passionale e sofferente.
A lei non importa niente di niente.
Una volta mia mamma si è rotta un piede per le scale, io l’ho chiamata ad aiutarmi ma non è venuta.
“Pensaci tu” mi ha detto ridendo dal divano “ se no mi perdo la fine del telefilm”. Mia madre piangeva. E’ dovuta andare al pronto soccorso! Aveva una caviglia come un panettone senza canditi!
Finché aspettavamo il suo ritorno passeggiavo avanti e indietro per il corridoio.
La chiamavo al cellulare per avere notizie ma non rispondeva.
Mia sorella, intanto, mangiava di gusto.
Persino quando è nato mio figlio lei non è arrivata in tempo utile.
Erano tutti attorno a me.
Mio padre ha chiuso il negozio e si è precipitato a prenderla a scuola per venire a vedere la creatura.
Ma era ora di pranzo e lei ha insistito per andare a rifocillarsi prima.
Tanto ormai era fatta. Avrebbero avuto tutta la vita per vedere il nuovo arrivato.
Ma il pranzo, no! Quello non poteva attendere….
Anche ‘sti figli sciagurati, che decidono di metter fuori la testa alle 12.54….
E mi sa che sono stata troppo cattiva. Ma no! Lo sa che scherzo, mia sorella. Con la squadra, la settimana scorsa, li ho misurati tutti, i suoi lati buoni.
*quest'anno mia sorella si è iscritta a giurisprudenza. la facoltà più vicina a casa. l'accompagna ancora mio padre.
domenica, novembre 20, 2005
MIO NONNO (3a puntata) (continua)
Mio nonno è troppo forte! E’ il mio preferito.
E’ alto quanto me (poco più d’un metro e mezzo) ma pesa un quintalino.
Somiglia ad un lottatore di sumo. Solo che sta sempre vestito.
Mi portava al mare da piccola.
Se ne stava sempre sotto l’ombrellone con la canottiera bianca. Per non scottarsi.
Ma se andavo a fare il bagno, si metteva il costume di quando era giovane.
Nero, aderente, con la cintura. Uno spettacolo.
Si immergeva sino alle ginocchia con il salvagente sotto braccio. Pronto a trarmi in salvo.
Meno male che non ce n’è mai stato bisogno. In primo luogo perché non ha mai imparato a nuotare. Poi perché non so se avrei retto all’imbarazzo. Anche adesso mio nonno mi aiuta sempre. Sa far tutto.
Mi ha imbiancato la casa ed attaccato tutti i lampadari!
Eppoi è una specie di chioccia con mio figlio.
Lui ha anche una spiccata attitudine a raccontare le barzellette.
Solo che negli ultimi anni si è messo in mente di soffrire di depressione e d’avere il cuore gravemente compromesso.
Si mette a dieta, perde quattro etti in un mese e sta sempre incazzato.
Allora va dal cardiologo che gli dice che è sano come un pesce ( e si incazza ancora di più!) e torna a casa con la coda tra le gambe.
Di solito aspetta qualche giorno poi prende l’autobus e va al pronto soccorso.
Lo conoscono, ormai. Gli fanno l’elettrocardiogramma e poi gli danno il valium. Dopo un’oretta lo spediscono a casa.
Lui, soddisfatto, ci racconta di essere andato all’ospedale da solo alle 6 di mattina. “Per le 8 ero già a casa. Il cuore stava per cedere un’altra volta. Ma ce l’ho fatta!”
In genere, dopo i suoi veloci coccoloni, gli consiglio di sospendere la dieta.
Con un paio di salamelle e due bicchieri di vino rosso si dimentica i suoi infarti e si rimette a raccontare storielle. Almeno fino alla dieta successiva!
E’ benestante mio nonno. Ha due case, un po’ di soldi ed un sacco di azioni bancarie. Ma non resiste all’istinto irrefrenabile di andare a raccattare le cose ancora utilizzabili che trova nel pattume.
Per lui tutto può servire. E mi sa che ha ragione.
Metà di quel pattume arreda casa mia!
venerdì, novembre 18, 2005
LA MIA FAMIGLIA (2a puntata)
MIA NONNA
Ah, una famiglia come la mia…se non ci fosse bisognerebbe inventarla.
Sono tutti ben pasciuti, tondi come le più luccicanti tra le uova di Pasqua.
Secondo me non si daranno pace finché porterò una taglia 40. Inammissibile!
Però mi vogliono bene. Fanno il tifo per me. Sempre e comunque.
Mia nonna, ad esempio, mi accorcia sempre i pantaloni.
E’ una sarta provetta. Pure un’ecologista.
Nell’armadio ha una collezione di vestiti di paillettes che, se viene un black-out improvviso, ci pensa lei ad illuminare tutta la città.
Ha solo un difetto: ma piccolino!
Quando lava i piatti consuma 3000 litri d’acqua.
Durante l’operazione, infatti, svolazza per la casa in cerca di qualcos’altro da sciacquare. Col rubinetto aperto.
Per usare in modo intelligente il detersivo, però! L’ho detto: una vera ecologista. Fosse per lei, starebbe sempre a ballare.
Mio nonno ce la porta solo il sabato sera.
Già una volta si è rotta un femore. A casa. Ora, immagino ci provi in maniera più eclatante. Vuoi mettere la soddisfazione di frantumarsi le ossa finché il pubblico acclama i propri virtuosismi danzerecci! All’uopo, nella borsetta di vernice, mette sempre un cartoccione di borotalco.
Lo spande in pista. Per scivolare meglio durante il valzer.
Considerando che in quel locale sono tutti ultrasettantenni, mi pare un’ottima trovata. Di domenica sera ci riuniamo spesso a casa dei miei genitori.
Se sorride ed ha lo sguardo luminoso, significa che deve raccontare qualcosa di straordinario.
In genere si tratta di qualche avventore che, durante l’esecuzione di uno sfrenato twist, stramazza al suolo fulminato da un attacco cardiaco.
Noi l’ascoltiamo fintamente interessati. Lei, sprezzante, lo ricorda come “il “vecio” che si agitava troppo nonostante l’età’”.
Per delicatezza non le ricordo mai che “il vecio” di turno aveva più o meno la sua di età e che anche a lei piace molto il twist.
Quando non muore nessuno ci parla della sua giovinezza.
Dice di aver avuto una ventina di fidanzati prima di mio nonno.
Non lo voleva mio nonno, in realtà. Perché somigliava a Rocky.
Non quello del film. Uno sfigatone del suo paese.
Resta un mistero il motivo per cui, con queste premesse, se lo sia addirittura sposato. Non le ho mai chiesto nemmeno questo. Credo di saperlo da me.
(continua)
Io, le storie, le scrivo. E le scrivo di cuore perché le vivo. Solo che oggi mi ritrovo acciaccata, con una gamba in frantumi ed il solo conforto della Lecciso che ammicca da dietro il mio 25’. Quindi ho ben poco da dire. Allora copio-incollo vecchie disavventure di Excitiana memoria (ci ho già provato in un altro blog. Ma tenere in piedi due pagine personali con l’ausilio del mio unico neurone è praticamente impossibile). MI PRESENTO (1a puntata) La mia storia è iniziata molto prima che iniziassi io. Ma è proseguita tragicamente dopo che sono stata “iniziata”. Quel che voglio dire è che, già stavo inguaiata da bambina, ma poi…Dopo la perdita dell’”innocenza” è successo il patatrac. Andiamo con ordine però, che se mi metto subito a parlare di sesso, chissà mai che idea vi fate di me. (continua)
Mi chiamo Deb e faccio l’infermiera a tempo pieno e la cameriera a tempo perso. Ho una famiglia composta da gente alquanto strana e cercherò di descrivervela sinteticamente. Ho un passato che, definire tragicamente sfigato, sarebbe un eufemismo. Sono sempre senza il becco di un quattrino ed alla ricerca dell’uomo giusto. Quello che mi sposi. Anche del mio vissuto vi vorrei dare un assaggio. Per arrivare alla descrizione fedele (ma non troppo) delle mie vacanze estive. Prima un avvertimento. Distruggerò l’immagine di chiunque verrà da me citato in queste pagine. E credo proprio che successivamente mi ritroverò _perdonate il francesismo_ nella cacca fino al collo. E mica ce ne vuole tanta vista la mia statura. Dimenticavo! Ho un figlio di quasi sette anni e sono single (o zitella come dir si voglia).
giovedì, novembre 17, 2005
LIFESTYLE *frase tratta dal blog del mitico amico di noantri, il signor SPAD.
Sono una donna emancipata.
Parto Last Minute, volo Low Cost, mangio Slow Food, videochiamo, ascolto Lounge, vesto Trendy, analizzo il mio background, compro equo-solidale, mi connetto con l’Adsl, nutro mio figlio bio, arredo glamour…
…e poi…
…e poi vi stupite se, all’apice del piacere carnale, grido ansimando:
“Sìììììì, linkami tutta*.”
mercoledì, novembre 16, 2005
martedì, novembre 15, 2005
Hai ragione, amore mio! Il nostro amore è il più grande di tutti perché noi siamo diversi dagli altri. Noi non abbiamo bisogno di sposarci. Ci siamo già giurati amore eterno! Noi non abbiamo bisogno di festeggiare San Valentino. Per noi è sempre il giorno degli innamorati! Noi non abbiamo bisogno di stupirci a Natale con costosi regali. Ogni giorno insieme è una festa ed un dono prezioso! Hai ragione, amore mio…a volte basta un fiore colto in un campo di grano. Ma, vedi amore mio…è quasi inverno e in campagna, adesso, ci sta solo il fango. Ho capito, amore mio, che non hai nessuna intenzione di andare in un prato. Come? A letto ad inebriarti col profumo del mio frutto proibito? Eh? Tra un minuto avrò fra le mani un premio ambito? Il mio preferito? Solo una cosa ...Lo so che hai sempre caldo, amore mio. Però tieniti pure le mutande se non è almeno un carato!
domenica, novembre 13, 2005
GRAZIE (rilettura motivata*)
sabato, novembre 12, 2005
giovedì, novembre 10, 2005
UNA FRASE PER TUTTE LE AMICHE CHE, COME ME, COMBATTONO CONTRO LA BILANCIA (E PER GLI UOMINI CHE SBAVANO PER LA SANTARELLI): PIù LA PRESA è TONDA, PIù LA SPINTA AFFONDA.
martedì, novembre 08, 2005
domenica, novembre 06, 2005
PiccoleCoseDaNiente
sabato, novembre 05, 2005
venerdì, novembre 04, 2005
Mi fa male la gamba e non riesco a fare quattro passi in croce. Di notte dormo al massimo un'ora ed ho lo stomaco devastato dagli antidolorifici. Odio il fisioterapista e la faccia di cazzo con cui mi dice che devo imparare di nuovo a camminare correttamente. Ho la schiena di legno, i muscoli delle cosce come budini sfatti e le tette come due soufflè sgonfi (ma questa non è una novità). Provo lo sfrenato desiderio di mandare affanculo chiunque mi rivolga la parola.
Per il resto,tutto bene.
giovedì, novembre 03, 2005
IL QUESITO DEL GIORNO (le mutande) PREMESSA: Siccome sono stata operata da poco, mia madre viene a casa mia a tenermi compagnia ed aiutarmi col bambino tutti i pomeriggi. Ieri, sistemando le mie cose, si è accorta che fra la mia biancheria intima non ci sono delle mutande ancora imbustate, così mi ha chiesto: "Perchè fra le tue mutande non ce ne sono di nuove?" Ed io, ho candidamente risposto: "Perchè quando mi compro le mutande, di solito lo faccio per mettermele." Quindi, con faccia contrariata,ha domandato: "Ma non hai un paio di mutande nuove nemmeno in macchina o nel cruscotto della tua autovettura?" Ridendo ho detto di no ed ho affermato: "Sarò anche strana, ma io, le mutande, le tengo nel terzo cassetto del comò!" Manco mi ha lasciata finire la frase che ha urlato: "Non sei strana! Tu sei pazza! Ma lo sai che un giorno di questi potresti avere un incidente o svenire per la strada? Vorresti dirmi che avresti il coraggio di farti venire a prendere da quelli dell'ambulanza senza cambiarti prima le mutande?" QUESITO: Potrei sapere se c'è qualcuno fra i lettori che ha mai visto una persona priva di sensi cambiarsi un paio di mutande?
lo_struzzo_nero in Da domani, antibioti...
aldiladellospecchio in 22Se solo potessi ti...
liberadivolare in Da domani, antibioti...
anima in Da domani, antibioti...
ISO9660 in 22Se solo potessi ti...


