martedì, gennaio 31, 2006
ODIO LA MENTA (5a puntata) Ero molto stanca dopo il mio primo giorno a Roma. Accantonate le mie velleità sessuali ( e non perché avessi trovato un solo difetto al poeta*), ero certa che, dopo una puntatina alla stazione, a recuperare Efraim**, me ne sarei andata a letto. Per dormire. E basta. Solo che, Efraim, nel primo pomeriggio, aveva avuto un’idea illuminante. Tirare fuori dal cilindro magico che tiene nel terzo scaffale della cameretta, la sua autovettura un po’ datata ( ma revisionata e sicura al 100%_ ha cinguettato lui) per raggiungerci più comodamente. Pensare che mi sono perfino sbattuta a preparargli la pastasciutta…Dopo 50 chilometri, la sua sicura vettura è spirata sul bordo squallido di un’ autostrada. Nella notte piu’ piovosa degli ultimi 15 mesi, peraltro! (continua)
Va bene che queste sono le “mie disavventure”, ma io, l’accento sulla sfiga di quest’uomo, lo metterei proprio. Ha dovuto chiamare il carro attrezzi per farsi recuperare, trascorrere la notte in un capannone coi vestiti inzuppati, chiedere un passaggio sino alla stazione di un paese sconosciuto ai piu’ e prendere il treno (emmenomale che con la macchina arrivavi prima!!!!hihihi!!!!!) per Roma il mattino successivo. Ma, siccome io sono una maledettissima ottimista, ho trovato il lato positivo della vicenda. E gli ho telefonato per dirglielo. “Ma lo sai che sei stato davvero fortunato! Con i soldi che hai speso in 24 ore, per coprire una distanza ridicola, ti ci sarebbe uscito un 9 giorni/7 notti all inclusive ad Hurgada”. Dall’altra parte nessuna risposta…sicuramente si stava complimentando con se stesso per aver fatto amicizia con una donna intensa ed acuta come me. “ Bella, Hurgada! Non dico mica di no! Però, qui hai il vantaggio di non rischiare scottature. E noi, voglio dire….noi siamo meglio della fauna marina che troveresti là!” Dall’altra parte, ancora nessuna risposta…sicuramente mi stava ergendo un monumento col pensiero. Sicuramente era commosso! Peccato che non me l’ha potuto dire perché con un secco CLICK si è interrotta la linea. E, caso vuole che, ogni volta che ricomponevo il numero, ricadeva e ricadeva e ricadeva……Qualche seccaturina(devo confessare), l’ho avuta anch’io, si intende! Lasciam perdere le telefonate colme di disperazione intercorse fra noi sino alle 3 del mattino (che mi hanno impedito di riposare 9 ore e ¾***_ il tempo che mi è necessario per non sembrare un babbuino la mattina successiva). Lasciam perdere il fatto che ho passato il quarto d’ora piu’ impegnativo della mia esistenza attaccata alla cornetta, conversando con la segreteria automatica delle F.S., per trovargli le coincidenze. Lasciam perdere che la pasta è avanzata e me la sono scannata io, a discapito della mia 40. Ma il bidet, no! Quello non lo lasciamo perdere per niente! …Dopo tutto sto casino, ste maledette umiliazioni, tutto sto camminare…una donna se la vuol curare l’igiene intima. Il sapone specifico, l’avevo lasciato a casa, ma confidavo nel fatto che l’Apocalittico avesse qualcosa di ipoallergenico per rinfrescare, senza irritare, la mia verde valle. Ma, Santissimi Piripilli!!!!!!! In questa favola, è la valle che è verde. Non il detergente! Caspita…non ce la faccio a descrivere le mie sensazioni! M’ha propinato una cosa alla menta piperita. Praticamente un trito di Halls-Mento-Lyptus, allungato con l’acido muriatico. Bruciore e dolore mi hanno sopraffatta. Ma è passato tutto. Sì, però ieri! Fuori dal bagno, mi ha chiesto il motivo del mio pianto ( certi lacrimoni!). Pensando allo sfregio infertomi dalla carogna (perché va bene che uomini e donne hanno un’anatomia un filino diversa…._che mi ricordi, almeno_ Ma quella roba, deve aver ustionato anche lui. Deve! Senno non è giusto!) gli ho detto: “ Piango per la felicità! Ma ti rendi conto, tesoro….hai pubblicato un libro! “ (manco li prendessi io i soldi, poi….)
*Un grazie a Vittorio per avermi riprestato la faccia per questo post.
**Un grazie ad Efraim per averne seguito l’esempio.
***Visto che da almeno 3 anni le mie ore di sonno non superano i 300 minuti, da oggi chiamatemi BAB!
lunedì, gennaio 30, 2006
PICCOLA STRONZA (4a puntata) La giornata è iniziata molto bene. Ho fatto amicizia col conducente del tram. Poco importa se mi ha fatto sbagliare strada ed ho dovuto prendere due volte la metropolitana! Io sono diventata subito e comunque la sua migliore amica! Ma il tram guidato da MY BEST FRIEND era in ritardo di 20 minuti. Io lo ignoravo, ma l’anziano signore che è salito 8 fermate dopo di me, no! Stava inviperito e voleva picchiare il mio nuovo amico. Urlava come un ossesso ed il tranviere ha bloccato l’autobus ad un incrocio. Poi si è alzato ed ha dichiarato che non avrebbe proseguito se l’invasato non avesse smesso di inveire. Mi son sentita in caso d’intervenire. “Senta, la smetta per favore!” “Zitta, tu! Piccola stronza!” E son stata zitta, sì. Intanto, per il fatto che dovevo asciugarmi perché, per dirmi due acche, mi aveva sputazzata dappertutto. Poi, perché dovevo guardarmi un po’ intorno. Per cercare una della mia statura. Cacchio; volevo capire perché in 3 ore mi ero presa della nana ben due volte ( e passi la stronza). Quando il matto è sceso, anch’io ero quasi arrivata.
Quelli di Excite mi avevano dato le coordinate per arrivare da loro. Volevo portare delle pastine! Ma non mi sono preoccupata più di tanto di procurarmele preventivamente. A Roma si trova tutto: dappertutto!!!! Fuorché dov’ero io! ‘Che mi è toccato riprender la metropolitana (su consiglio di tre vigili urbani) per trovare un buco di pasticceria. Veramente, il barista di quartiere, mi voleva vendere i suoi 10 tramezzini, da smezzare in 40 parti. “Signò, ce fate un figurone cò questi!” Sì, un figurone di merda, ho pensato. Ma ne ho comprati tre ugualmente. Li ho mangiati per vedere se è vero che gettando le monetine nella fontana di Trevi, si avverano i desideri. (il desiderio in questione era: fa che tutte le porcherie che ingurgito, mi si depositino sopra la testa e non nel culo! La mia conclusione, che vi prego di annotare su un foglietto di carta, è: NON BUTTATE NEANCHE UN CENTESIMO IN QUELLA MALEDETTA FONTANA PERCHE’ NON HO PRESO UN CM, MA 1 TAGLIA SI’!!!!!!!). Sta di fatto che, con 2,5 chilozzi di pasticcini in mano, ho estratto dalla tasca le indicazione per raggiungere lo staff del portale che ospitava gentilmente le mie memorie… C’era scritto: DI FIANCO FAO, IN PROSSIMITA’ DELLA PIRAMIDE. Peccato che non mi avevano specificato che si trattava della piramide di Cheope, ‘che per andarci avrei investito un po’ di risparmi per pagare un taxi. Invece no!!! Mi son dovuta sciroppare almeno 3 chilometri in salita! Ma ne è valsa la pena! Perché Io, in sede Excite, ci son rimasta ben 7 minuti e 56 secondi….Però, in quel breve lasso, i dolci, li hanno mangiati tutti. Non è che mi hanno cacciata via loro…mi sono inventata un impegno perché mi vergognavo….Ero emozionata! Infatti c'erano un sacco di beli ragazzoni in quell'ufficio! Ma non m'hanno presa in considerazione manco di striscio. Allora io dico: ma possibile che tutto sto ben di Dio ( parlo dei maschi) sia impegnato e che a nessuno sia balenato per la mente di chiedermi di sposarlo? Sull’onda di questi pensieri, mi sono incamminata verso casa. Non a Verona, dai! Dall’Apocalittico…per vedere se avrebbe acconsentito a donarmeli, questi due gemelli. Alla peggio… sarebbe andato bene anche un orgasmo, ho pensato! Ed, in preda ai miei deliri, ce l’ho fatta! A far cosa? Una delle mie immani cagate, naturalmente. Siccome Roma ha poco piu’ di 6 milioni di abitanti, ed io sono una donna molto fortunata, ho sbagliato casa. E non era una casa qualunque…ma quella dei miei suoceri…….ehmmmmm……dei suoi genitori (….).
(continua)
venerdì, gennaio 27, 2006
FRATELLINO II (sempre più insistente) "Mammina, me lo fai un fratellino?" (buon week end a tutti e scusate il silenzio. il fatto è che qui va un pò così.)
"No!"
"E una sorellina?"
"No!"
"Allora dico a papà che quando mi porta a casa ti deve baciare in bocca così ci sputa dentro e ti va un bambino nella pancia anche se non vuoi!"
giovedì, gennaio 26, 2006
CIN CIN (3a puntata) Mi tocca scrivere in modo meno volgarotto, da oggi! Mi leggono anche le suore e non le vorrei turbare. Ma le mie turbe, chi me le cura adesso? Eppur doveva arrivare il momento di vederlo, il Vittorio Pergola. Ho passato mesi a chiedermi: “ Sarà all’altezza delle sue poesie?” “ Sarà poco o tanto sgorbio?” “Sarà almeno un po’ fico?” Insomma, domande profonde come gli scavi del mio criceto siberiano. Poi, me lo trovo davanti… Ci sono rimasta male! Mica ce l’aveva la bottiglia di spumante in mano, altrimenti lo scambiavo per George Clooney*! Che roba…roba da cardiopalma istantaneo e fulminante. Non ho osato toccarlo per non sgualcirlo, né dargli un bacetto (anche se, una ciunga in bocca, me l’ero preventivamente cacciata). Me lo sono solo guardato tutto quanto, in religioso silenzio. A rompere il ghiaccio è stato lui! Che uomo sensibile! Sapete che ha detto? Eh, un momentino, che adesso vi sparo la frase originale! Ha detto: “Deb?....Sei tu Deb?” E sapete cos’ho risposto, io? “ Sì, eccomi !”(e adesso che ci sto, col cacchio che riesci a mandarmi via! Mi ti piazzo in casa e non mi sposto manco con la minaccia di una bomba. E se tenti di scappare, ti lego alla testiera del letto coi miei collant. Poi ti frusto con la cinghia della valigia finché non confessi che mi ami alla follia. E se anche non lo dici, faccio finta di non crederci e ti giuro che non ti lascerò mai, mai, maiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!). E non solo ho impegnato tutti i miei neuroni in quel “sì eccomi”,ma ho sfoggiato anche la mia arte di consumata attrice drammatica, sbattendo lentamente le palpebre ed abbassando lo sguardo sino alla punta degli stivali. E chi non lo stenderebbe un uomo, con una tattica del genere? (((IO!!!!!))) E’ rimasto serio serio, come a pensare a quale fosse la rima più adatta ad esprimere le folgoranti sensazioni che aveva provato vedendomi apparire. Poi, lo “sciamano”, ha partorito “LA” frase. “Oh, ma mica ti ci facevo così bassa! Certo che vieni meglio in foto, tu!” No dico…adesso estrai la tua Magnum 44 e finiscimi. Poi lasciami sul selciato e sputami addosso…Costernata,ho riso, malcelando l’umiliazione provata. ”HIHIHI!” E che dovevo fare? (‘Che mai mi son sentita così raso-terra in vita mia….) Certo, un pugno ben assestato su quel naso da divinità greco-romana se lo sarebbe meritato. Ma mi so contenere, io; proprio come le vere signore! Poi, secondo me, aveva fatto solo una gaffe dovuta all’emozione(1-2-3: PERDONATO!). Sta di fatto che, quando ho varcato la soglia di casa sua, ho pensato che sarebbe stato meglio uscire per qualche ora. Così, per stemperare l’aria….Avrei avuto comunque il tempo per scoprire almeno un maledetto difetto nell’Apocalittico. Tanto per avere la prova che si trattava proprio di un essere umano e non di un dipinto del Caravaggio. E mi sono imbarcata, fischiettando l’”andante, sostenuto. moderato con anima_ di Tchaikovsky**, sul 223, alla volta della sede di Excite. Durante il tragitto, ho compreso che una domanda nuova mi stava lacerando il cervellino. Ve la pongo come è d’uso ( sperando nella solita risposta illuminante).
Domanda del giorno: Visto che il Pergola è uguale al Doctor Clooney ed io ( si sa ) faccio l’infermiera come quella sciacquetta di E.R., sono o non sono autorizzata ad incastrarlo per la vita con due gemelli (come ha fatto lei)????
*Grazie, Anima!
**Symphony n.4 Op. 36 in f minor ( TIE’)
(continua)
mercoledì, gennaio 25, 2006
PARTIRE è UN Pò MORIRE (3a puntata) La sera prima di recarmi a Roma, svolazzavo in mutande per la casa. Il mio coinquilino mi guardava stranito, mentre mi aiutava a scegliere ciò che avrei indossato durante la mia permanenza nella Capitale. Considerando che possiedo solo pantaloni neri e maglie nere, l’operazione ha richiesto pochi minuti. L’unica trasgressione al mio eterno lutto era rappresentata da una candida maglietta bianco-virginale, che avrei sfoggiato alla presentazione del libro dell’Apocalittico. (continua)
27/11/2003
Il treno Brennero-Lecce delle 23 è arrivato in perfetto orario. Io no! Sono un’efficiente ed una superattiva (pure un poco isterica) e, nonostante il biglietto ce l’avessi in tasca da giorni, alle 21.30 IO c’ero. Per ingannare l’attesa, mi son fatta una cultura divorando una rivista femminile formato “pocket”. Che poi; cos’è sto pocket? Un cioccolatino o magari uno di quegli assorbenti che ti vengono in soccorso in “certi” momenti? Sì, perché, se senti SPATAPLAF, puoi estrapolarlo dalla borsetta, appartarti ed aprire quella comodissima bustina all’interno della quale c’è un pannolone da Alano Arlecchino che, chiuso, ti sembrava poco più di un coriandolo. Hanno un bel dire quelli della pubblicità! ”PERCHE’ IN QUEI GIORNI, LA VITA NON MUTA!”. Io mi sono dovuta comprare una quarantaquattro ( e vi ricordo che sono una quaranta) per quei quattro giorni al mese e, canticchiando di continuo( anche se con poca convinzione) “SICURA E VAAAIIIIII” arranco, con la netta sensazione di avere un guancialone di piuma d’oca 100% appena sotto la patta. Che dire poi dei lanci col paracadute? ( quando sono arrivata al pensiero del paracadute ero già quasi a Firenze N.d.R.) Forse il messaggio è che, se non ti si apre (sto benedetto paracadute) puoi sempre usare l’assorbente per tentare un atterraggio più morbido. Se senti SPATAPLAF, significa che non ha funzionato nemmeno quello ( strane le mie elucubrazioni, alle volte)! Alle porte di Roma, mi è presa l’ansia. Volevo arrivare, ma prima dovevo assolutamente finire un articolo. Per poter poi abbandonare la rivista sul sedile dello scompartimento. Una non può mica andare a fare l’intellettuale, leggendo profonde poesie, con “100 modi per accalappiare i 50 single belli ed impossibili della Penisola” sottobraccio! Che poi, se sono impossibili, perché mi dovrei sbattere tanto? Io ho il pescivendolo di quartiere che mi corteggia spietatamente. Non sarà bellissimo ma mi regala i totani e c’ha il Mercedes. Io i totani, di solito, li prendo. E lo ringrazio. Ma lui, non lo voglio proprio! E mia mamma piange perché dice che è l’ultima spiaggia.
Ed io annego( con la pancia piena di pesce fresco, perdipiù!), allora! Comunque, ci son riuscita. A leggere l’articolo, intendo. Cito testualmente: Non fate la faccia schifata se vi dico che il miglior modo di cancellare occhiaie e borse è stendere nel contorno occhi un velo di crema per le emorroidi. Che culo(mi sento di dire)! A casa ce l’ho! Quella del mio coinquilino. Ha un beccuccio di 6 cm ( che lui usa per le applicazioni interne). Ma per essere belle si puo’ anche tralasciare qualche dettaglio. Giunta a Termini, mentre camminavo fra la folla, mi sono posta un quesito. Eccolo:
Domanda del giorno: METTERSI LA CREMA PER EMORROIDI SULLE OCCHIAIE E’ COME AMMETTERE DI AVERE UNA GRAN FACCIA DI CULO, O NO?
Un grazie sentitissimo a chiunque mi risponderà!
martedì, gennaio 24, 2006
oscar
Sudore e sangue
gli
appiccicano
i riccioli sulla fronte
e alle natiche
quelle ridicole mutande
Oscar non ha capito
che è la sua passione
contronatura
che l’ha tradito
Legge
che il fumo uccide
mentre l’ennesima sigaretta
si consuma
fra le sue dita suicide
Domani lo sbatteranno
nei cessi
del solito bar
Gli diranno
non è niente
come sempre
E lui
sarà ancora
solo un culo, solo un cuore
mossi
all’unisono
da un palpito
d’amore
lunedì, gennaio 23, 2006
IL PAESE DEI BALOCCHI (2a puntata) Parto per "IL PAESE DEI BALOCCHI", la notte del 26 novembre (2003), con un borsone carico di "aspettative". Solo per dirne una: mi son fermata 5 giorni a Roma ed ho scorazzato per mezza Italia ben 12 paia di mutande ultrasexy. E la quantità non era certo legata a problemi di incontinenza! Per la cronaca: ne ho usate 5. Per una volta che una donna allegrotta è disposta a farsi "inquinare la verde valle", ecco che nessuno si fa avanti! D'altra parte, un'anima(quale la mia) candida non si puo' macchiare di cotali peccati, mi è stato gentilmente detto! A nulla son valse le mie (peraltro velate) rassicurazioni (e mica si deve capire che una, l'avventuretta, la vuole proprio!) sul fatto che con una confessioncina sarebbe tornato tutto come solo un giro di 90 gradi con candeggina sa fare. Per il resto: TUTTO BENE! Ho preso pioggia e grandine, mi si sono sfondati i piedi, (tanto che le calze sono diventate una cosa sola con le mie gambette che sembravano DEI PIEDI DI PORCO MIMETIZZATI CON UN TRENTA DENARI) e c'era pure la nebbia. Ma andiamo con ordine. E per fare le cose con ordine è assolutamente necessaria UNA LISTA.
Eccola:
1-LA PARTENZA.
2-IL TRAUMA DELL'ARRIVO (PURE UN PO' APOCALITTICO).
3-ALLA VOLTA DI EXCITE ITALIA (SARA' S.p.A.?).
4-NOTTE, SELVAGGIA NOTTE.
5-TRUCCO, PARRUCCO E GLORIA.
6-SABATO ROMANO.
7-PONTE MILVIO (CALAMARI ED ILLUSIONI OTTICHE).
8-ESSERE O "éSSE"? E' QUESTO IL PROBLEMA.
9-PRIMA DI PARTIRE PER UN LUNGO VIAGGIO (E PRIMA DI PRETENDERE UN ORGASMO!).
10-DEB:IL RITORNO (+ VARIE ED EVENTUALI.)
Gli approfondimenti della tragedia, punto per punto, verranno sviluppati nelle prossime puntate.
Per ora vi lascio la frase del giorno:
MA A COSA SERVONO 12 PAIA DI MUTANDE IN 5 GIORNI, 'CHE LE MUTANDE, ANCHE SE LE SFRUTTI, CI SI METTE UN ATTIMO A LAVARLE A MANO?
(continua)
domenica, gennaio 22, 2006
FRATELLINO I "Mammina, me lo fai un fratellino?"
"E con chi, che non ho manco il fidanzato?"
"Con papà!"
"Ma come? Non lo vedi che io e papà abitiamo in due case diverse?"
"Beh, cosa c’è di male? Lo fai venire qui una sera, fate un bambino e poi lo fai tornare a casa sua! Tanto sono sicuro che ce lo lascia, se glielo chiediamo."
( Noooooooooooooooo! Un'altra volta no! )
giovedì, gennaio 19, 2006
COME TI RACCONTO ROMA PROLOGO (1a puntata) Dopo il misero fallimento della mia love-story con Mister X e l’incontro (con)turbante col Giuse, non avevo voglia di imbarcarmi in nuove conoscenze più o meno profonde con l’altro sesso. Ho quindi deciso di incentrare la mia pittoresca esistenza sulla Prugna, concentrandomi sul lavoro e coltivando il mio hobby preferito: scrivere cagate pazzesche. *non ridere, Paolocaro **remenalo= voce del verbo remenare, ossia rigirare (ma in veronese)
Però, farlo su carta, non mi bastava più. Quindi ho inaugurato un diario on-line. Naturalmente ho scelto un portale a caso. Si chiamava Excite (un nome, una garanzia). Fra le pagine del web ho conosciuto tante persone…donne e…uomini. Uno in particolare. Un poeta maledettamente talentuoso che mi ha invitata a presentare in una galleria d’arte romana il suo primo libro. Sticacchi! Potevo rifiutare? Sarebbe stato meglio ma mi son sacrificata volentieri alle pressioni psicologiche che mi faceva quella vocina ( assai insistente) che ho fra lo stomaco e la vescica. Ripeteva (la vocina): “Debbiecara*, prenditi le ferie, seduci il poeta e stancalo, distruggilo fisicamente, spupazzalo, sgualciscilo, remenalo**, frullalo…(beh, insomma, s’è capito il concetto) e poi tornatene a casa paga come un’orsachiottona che ha mangiato 23 chili di miele senza farsi pungere il culo dalle api incazzate”. Così, con la faccia da mangiatrice d’uomini, mi sono apprestata ad organizzare il mio viaggetto. E’ andata più o meno così…
(continua)
SONDAGGINO/RISPOSTINA Ho bisogno di sapere se: 1_ è meglio che mi metta a scrivere solo brutte poesie perchè si adattano meglio alla mia psiche disturbata. 2_è meglio che posti il racconto a puntate di una mia cert'altra vacanzina di qualche tempo fa. 3_è meglio che smetta di pagare il canone a tin.it. Aspetto numerosi pareri. intanto mando anticipatamente ed indiscriminatamente a tutti un virtuale bacio in bocca (con la lingua?)
mercoledì, gennaio 18, 2006
IL DOLORE é FORTE MA NON UCCIDE LE PAROLE...* “Mammina,ti ricordi quando mi portavi a spasso col passeggino?” *e nemmeno me, a quanto pare. anche se mio figlio ci prova, ad immaginarmi invalida.
“Sì?”
“Era bello andare in giro sul passeggino. Solo che mi dispiace tanto che tu ti stancavi a fare tutta quella strada a piedi.”
“Ma io ti voglio bene, e lo facevo volentieri.”
“Anch’io ti voglio tanto bene, mammina. E non vedo l’ora che sei in sedia a rotelle, così ti spingo io!”
martedì, gennaio 17, 2006
CREDI(ci) 
domenica, gennaio 15, 2006
16 gennaio 2006 *
sette anni di lacrime da asciugare coi fazzoletti colorati;
sette anni di sorrisi inaspettati come un raggio di sole, a dicembre, in pianura padana;
sette anni di scelte azzardate, di o la va o la spacca e in culo alla balena;
sette anni di rinunce giuste, che tanto non ci serve e poi va bene così;
sette anni di gatti randagi e canarini e pesci rossi e cani abbandonati;
sette anni di cene surgelate e frutta che a sbucciarla mi fa schifo e verdura che la devo sempre nascondere per fartela mangiare;
sette anni di risvegli all’alba che si deve andare a lavoro e a scuola;
sette anni di lotte sul divano ma fai piano che sennò cadi e ti fai male;
sette anni di cartoni animati al posto del film che è bello ma hai vinto tu;
sette anni di segreti nell’orecchio ma possiamo parlare forte tanto siamo solo noi e non ci sente nessuno;
sette anni di gomiti sbucciati che io ci soffio sopra e tu non devi piangere così diventi grande;
sette anni di ginocchia spaccate che, se vuoi mammina, ci soffio io così ti passa;
sette anni di dolore che non voglio che provi, tanto basto io a stare male;
sette anni di regali sotto l’albero ma prima nell’armadio e tu non li trovare;
sette anni di mobili riciclati che poi diventiamo ricchi e vedrai;
sette anni di fretta ma due minuti per un bacio li abbiamo ancora;
sette anni di parole scritte sul mio diario che non te lo posso dare adesso ma da grande te lo regalo;
sette anni di debiti e porta pazienza se devi dormire dalla nonna tanto domani torno;
sette anni di favole da inventare insieme però stavolta comincio io;
sette anni di fotografie imbronciate 'che tu non le vuoi mai;
sette anni di uomini sbagliati ma noi li lasciamo e la prossima volta sarà meraviglioso;
sette anni di giocattoli da aggiustare anche se la colla la perdiamo sempre.
Sette anni che nei tuoi occhi vedo tutti i colori del mondo. 
*Buon compleanno e grazie, amore mio.
venerdì, gennaio 13, 2006
ADDIO Ho gli occhi pesanti. Troppo provati, troppo truccati. E una lacrima sola, impigliata fra le ciglia, che non sa nemmeno che direzione imboccare.
Ho meno parole di sempre e una manciata di sogni congelati. E abbastanza pietà per mandarli a svernare lontano da me e dal mio cuore.
L’anima no, è assente. Di tutta questa storia, lei, non ha saputo niente.
Me l’ha chiesto un giorno d’ autunno e di sole, se poteva andare.
Ha detto: “Come ogni bravo soldato, ho combattuto credendo alla tua ingiusta causa ciecamente. Premiami, adesso che ti sto di fronte mutilata, a testa bassa ma ancora obbediente.”
L’ho liberata. Che dovevo fare? D’altra parte basto io, incatenata alle mie ossa, per uccidermi quotidianamente.
giovedì, gennaio 12, 2006
LA MIA FAVOLA…LA MIA VITA (44a ed ultima puntata) Non oso nemmeno pensarci. E chi dovrei ringraziare (di grazia)? “La” NADIA che s’è fatta fare una testa Ecco...sì...adesso lo dico... FINE.
Immagino che qualcuno voglia sapere come va a finire questa favola metropolitana…
E che ne so? E’ la mia vita che racconto.
E non essendo ancora morta chissà cosa accadrà domani…
Facciamo, comunque, il punto della situazione:
1_Mi sono invaghita di un Giuda Escariota (pre-pentimento);
2_Ho speso un sacco di soldi per fare una vacanza infernale;
3_In villeggiatura mi sono beccata congiuntivite, otite ed una pesante delusione amorosa;
4_Quando sono tornata mi si è riempito il bagno di cacca;
5_Mio figlio è stato ricoverato per una rara infezione, in condizioni critiche.
Non male direi! E poi…
Poi, hanno dimesso la prugna ed io mi sono fumata il resto delle ferie che avevo per seguirne la convalescenza.
Sono tornata a lavoro e dopo due giorni sono svenuta. Mi ero contagiata.
Ho passato l’inferno sul water.
Nelle pause ho pensato di inaugurare ed aggiornare questo diario.
Perché??? Per ridermi addosso.
Perché non mi arrenderò mai alle botte della vita.
Potrei parlare ancora di me. Premere il REWIND.
La mia famiglia strana. I miei amorazzi. La mia prima brutta figura.
Ce ne sarebbe per 50 libri e piu’. Ma va bene così!!!!
La gente mica bisogna ammorbarla…
Piuttosto, per concludere, vorrei dire GRAZIE.
In primo luogo il piccolo P.J. perché ancora mi sopporta e mi ama incondizionatamente (eppure è di sesso maschile…MIRACOLO!)
Poi, in ordine sparso, ma non troppo:
I MIEI PARENTI (mà, pà, sorreta, nò e nà) che non mi hanno ancora disconosciuta.
Tutti i coinquilini che si sono susseguiti nel tempo condividendo con me un appartamento ed ogni mio umore.
così dalla sottoscritta da sempre.
ISALUNA ed EFRAIM che mi hanno inclusa nella banda del buco e mi hanno fatta sentire parte di un mondo.
Gli amici BLOGGERS che ascoltano quotidianamente le mie farneticazioni (citazione speciale per PBENEFORTI)
Lo STAFF di questa piattaforma che mi ha dato uno spazio tutto mio per sfogare la mia frustrazione di trentenne zitella.
I miei PAZIENTI che si fanno mettere le mani addosso da una come me.
Il PADRE DI MIO FIGLIO, senza l’aiuto del quale non sarei una madre single.
Il MAURI che mi pagata ogni volta che ho fatto finta di fare la barista e la cameriera nel suo mitico locale.
Tutti gli UOMINI che ho frequentato e che hanno frequentato la mia “verde valle” (in particolare il signor X che prima m’ha ispirata e poi s’è pentito).
MONDADORI EDITORE che, con una buona dose di incoscienza, m’ha guardata negli occhi e m’ha detto che mi voleva pubblicare (NO DAI, QUESTA NON è MICA VERA. MA VOLEVO SAPERE CHE EFFETTO FA DIRE UNA COSA DEL GENERE)
TUTTI quelli che son qui, anche se non sono stati nominati.
mercoledì, gennaio 11, 2006
IL MIO CUORE (43a puntata) (continua)
Il cuore, invece, è immacolato.
Certo, ogni tanto al super faccio un tiro isterico.
Ma soffro di sindrome premestruale. Potete giustificarmi?
E mi succede di aver voglia di strangolare qualcuno. Però ho la fedina penale pulita.
E’ questo che conta, no?
Mi capita di essere un tantino pesante, alle volte. Perchè vivo di ricordi. I miei.
Che racconto a tutti…quelli che mi ascoltano ancora, s'intende.
Ascolto tanto anche. Nonostante spesso mi dicano delle grandi scemenze.
Per esempio, una volta, ero disperata per…beh, questa è lunga…
Comunque, uno dei geni di cui sono attorniata mi dice che il problema vero è il mio segno zodiacale.
Sono del Cancro...Sensibile, introversa, nostalgica, malinconica.
Facciamo un esempio.
Se mi investe un tir io che faccio? Piango, mi lamento e vado all’ospedale.
Se fossi del Sagittario, però…Ma per favore!
L’astrologia è una cosa. La Jella un’altra.
Ed io di Jella….ci vivo.
martedì, gennaio 10, 2006
Lei ha profonde cicatrici. Distribuite fra guance e cuore. Di quelle che quando la gente passa, non può non notare. E, più per vergogna che per pudore, ha imparato a nascondersi fra i capelli spettinati ed il suo sorriso migliore. A ingoiare le lacrime più amare. A sembrare. Un po’ ingenua, un po’ puttana. Un po’ bambina, un po’ cattiva. Un po’ tutto quel che serve, insomma, per tirare a campare.
Lui ha capito. Loro hanno capito. O forse, hanno solo creduto di intuire che fosse una donna da proteggere, da salvare. Si sono specchiati nei suoi occhi gelidi ed hanno scavato per cercare un solo sguardo d’amore. C’era per ognuno, invece, un fardello di dolore. Da masticare, da caricarsi in spalla senza smettere di camminare. ‘Che la strada verso casa è lunga. E sempre troppo distante da lei.
LE MIE TETTE (42a puntata) *quasi 32.sono quasi 32. (continua)
Nell’attesa di soffiare sulle mie 29 candeline*(compio gli anni il 22 di luglio) mi guardo allo specchio.
Con occhio critico,è chiaro!
E mi dico che non sono mica da buttare via!
Cio’ un culo, per esempio, che se fossi un uomo non smetterei mai di ammirarlo.
Perfetto è l’aggettivo giusto!
E’ tutto documentato. Me lo sono fatto fotografare. Una cosa artistica in negativo.
Per ricordarmi di com’era quando abbasserà la guardia.
A dire il vero avrei dovuto fare la stessa cosa con le tette.
Fino a qualche anno fa mi bucavano letteralmente la maglietta.
Una quarta d’acciaio in 50 chili di donna.
Adesso non vorrei parlarne.
Potrei umiliarmi...la gravidanza, la gravita’, la dura legge del goal…
Non ho ancora compreso cosa mi abbia rovinata.
Ma ci sono altre variabili nella vita…
Ho un sorriso contagioso (lo dicono tutti) e degli occhi profondi e vivaci.
Il naso…diciamo che lo posso usare al posto dell’aspirapolvere quando ci ha il sacco pieno.
Tanto il tubo, nella narice, ci sta…
A patata. Una patata da guinnes, però!
In compenso sono fortunata perché mi mantengo in linea senza fatica.
Niente cellulite, fianco stretto, gamba muscolosa (ahaha...scherzavo!).
E, all’alba dei trent’anni, non ho nemmeno una ruga. Magari!
Invece, dopo aver fatto un figlio, dopo aver provato l’ebbrezza di sentirmi chiamare SIGNORA dalle commesse dei negozietti del centro, dopo aver raggiunto la consapevolezza di avere un piede nella fossa…non ho ancora trovato il modo di vincere la mia guerra contro i brufoli.
Adesso…proprio tanti brufoli no! Solo uno, ma grande, che mi copre tutta la fronte.
Vado in montagna e tentano di staccarmi la testa perché mi prendono per un Porcino.
E non è mica bello!
Chiedo regolarmente dei prestiti per far fronte alla spesa del correttore. Ne adopero un tubetto per volta.
E non è mica bello!
Chiedo alla profumiera uno scrub adatto alla mia cute e mi porta nel reparto detersivi. Per darmi paglietta e Vim in polvere.
E non è mica bello!
Ogni debito, ogni preoccupazione, ogni dispiacere…non li ho mai vissuti in solitudine.
Sempre in compagnia del mio brufolo frontale.
Ed in questo caso mi permetto di dire: MEGLIO SOLI CHE MAL ACCOMPAGNATI.
domenica, gennaio 08, 2006
SONO UNA ZOCCOLA? (41a puntata) (continua)
Un paio di volte ho avuto la tentazione di andare in un internet café, quando mia mamma veniva a darmi il cambio.
Volevo trovare il numero di casa di X , chiamarlo, piangere come un’iguana dello zoo ed implorarlo di partire per venir da me.
‘Che ero sola e spaventata per il mio bimbetto malato.
Mi sono contenuta!
STANDING OVATION PER DEB…
Le mie riflessioni erano un po’ psichedeliche, forse a causa della situazione.
“ Ora lo penserò intensamente e lui lo sentira’ ed arriverà”.
E pensare che in trent’anni non mi sono mai fatta una canna e neppure bevo.
Se ci fosse qualcuno che necessita di chiarimenti o conferme, beh, che si sappia: non è venuto.
Il metodo non aveva funzionato. Non capisco ancora come mai!
Ero riuscita a procurarmi qualche giornale ed un quadernetto.
Di notte, quando il pupo cedeva alla stanchezza, leggevo o scrivevo.
Una sera, per esempio,azzannando un cracker, quasi soffoco.
Stavo leggendo una statistica estremamente interessante.
Secondo un illustre settimanale, le donne italiane tra i 27 ed i 37 anni, hanno avuto_ in media_ 1,8 partner nel corso della loro vita sessuale.
Agguantata la biro, mi son messa a compilare una delle mie famose liste.
E’ stata dura e ci ho impiagato quasi 3 ore, però ho fatto importanti scoperte.
1_Almeno il 60% delle donne italiane tra i 27 ed i 37 anni deve essere per forza vergine perché mi rifiuto di pensare di essere l’unica ad aver avuto più di un uomo ed un ottavo ( solo un po’ di piu’!!!) durante la mia carriera sessual-casereccia.
2_Meglio non fare l’elenco di tutti quelli che hanno frequentato la tua “verde valle”. E’ destabilizzante.
3_Forse mio papà non aveva tutti i torti quando mi ha detto che sono una zoccola.
Un dubbio ancora serpeggia in me: VOI CHE LEGGETE SIETE TUTTE QUANTE ILLIBATE?
giovedì, gennaio 05, 2006
IL RICHIAMO DEGLI ORMONI (40a puntata)
Dopo giorni di degenza, finalmente, avevano scoperto che cosa aveva la Prugna.
Una mega enterite contratta durante la nostra simpatica gita al lago fatato. L’acqua era infetta!
Tanto per la cronaca, non si registrano più di 2/3 casi all’anno, in Italia del nord.
In genere sono extracomunitari che se la beccano al loro paese, dove le condizioni igieniche sono precarie.
Considerando che noi eravamo in Trentino Alto Adige e non in Ghana, ho appreso una grande verità.
La fortuna, ovunque noi andremo, si guarderà bene dal seguirci!
Guardandomi attorno, quando le acque si sono calmate, ho pure trovato un dottore figo.
Telefonatina per avere informazioni in merito: DIVORZIATO. Ammiccava anche, la triglia.
Però ho lasciato stare perché era lo stesso che quasi mi ammazza il figlio.
Ho bisogno di sicurezza, io!
Poi, secondo me, ammiccava perché aveva paura che lo denunciassi…
Sta di fatto che anche quell’esperienza è stata utile. Per riflettere un po’, ad esempio…
Vi piacerebbe sapere a cosa pensavo di notte? Sì???
SE PO’ FA’…
Massima del giorno: TANTO VA LA PRUGNA AL LAGO CHE CI LASCIA L’INTESTINO
(continua)
martedì, gennaio 03, 2006
IL MIO UOMO (39a puntata)
Dopo qualche giorno, il bambino, benché si fosse ritirato come una camicia di lino lavata a 90 gradi, era fuori pericolo. Dovevo festeggiare.
Ero dentro quella stanzetta angusta per 23 ore al giorno.
Gia’ essere all’ospedale non è piacevole per nessuno, ma così…
Insomma, quando uno sta male, che fa?
Dorme, legge un giornaletto di gossip,si riposa e soffre.
Io cantavo filastrocche, leggevo la stessa fiaba per 32 volte di seguito, coloravo e speravo che qualcuno si accorgesse che avevo bisogno di un trattamento psichiatrico urgente.
Una sera è arrivato il padre della creatura, il quale si è offerto di stare in sua compagnia per un paio d’ore.
Mi sono accasciata su una panchina dei giardinetti a ritemprare lo spirito quando il cellulare ha iniziato a squillare.
Era un tipo che avevo incontrato alla festa dei giovani architetti, alla quale mi aveva trascinata un’amica un paio di mesi prima.
Questo mi aveva tampinata per 3 ore e, a quanto pare, era riuscito a farsi dare il mio numero. Voleva vedermi.
Gli ho spiegato la situazione.
Lui abitava a due passi dall’ospedale ed avremmo potuto bere una cosa. Per fare due chiacchiere.
Poi sarei potuta tornare da mio figlio. Perché no?!?
Perché no, l’ho saputo troppo tardi!
Quando è arrivato ho pensato che non me lo ricordavo così orrido.
Ma io sono una che va oltre l’aspetto esteriore.
Solo che questo mi pareva una supposta gigante col pancione. Eppoi c’aveva la frangia gonfiata col phon.
Mi ha fatto una capa tanta.
Si era lasciato da poco con la sua donna e, generosamente, mi voleva rendere partecipe del suo dolore.
Da una parte ero contenta perché se soffriva non si era fatto idee strane su di me.
E questa, visto il soggetto, era una grande cosa.
Dopo il supplizio mi ha riaccompagnata davanti all’entrata del nosocomio.
L’ho salutato certa che non l’avrei mai più rivisto.
Però, sapete come si fa…gli ho detto: “Alla prossima, allora...”
Non mi ha mica lasciata finire la frase!
Davanti al guardiano mi ha ululato: “Ed io come farò senza di te?” agguantandomi una tetta.
“ Ce la farai”. Ho sbattuto la portiera e sono andata in pediatria .
La Prugna dormiva.
Ho congedato suo padre ringraziandolo sentitamente per lo sforzo compiuto.
Mi sono stesa e l’ho stretto forte.
Il mio uomo.
(continua)
LISTA DI VITA (STRANA,MOLTO STRANA)*
• Mangiare sempre nei piatti da frutta
• Non iniziare mai a leggere un libro di sabato
• Portare il maglione anche d’estate (ma solo a lavoro)
• Trovare soprannomi per tutti quelli che conosco
• Fare liste per tutto
*Grazie a Branzinolasale, Chicom e Macmouse per l’invito al gioco (nel loro blog troverete il regolamento).
Io passo la palla a Riotinmymind, gli Svolta, il Caste, Lilium e Tiz
lunedì, gennaio 02, 2006
L' HAMMAN (38a puntata)
In pediatria ci sono dieci stanze.
In ogni stanza ci sono 2 o 3 letti.
In ogni letto c’è un bambino con due genitori che si danno il cambio per fargli assistenza.
Le stanze sono dotate di aria condizionata.
9 camere su 10 hanno anche il balcone.
Io, almenochè non decidessi di chiamare il Giuse, non avevo un uomo tutto d’un pezzo che mi consolasse e mi aiutasse in quel frangente.
Mi bastava la mia mamma che mollava il lavoro per darmi l’opportunità di volare a farmi un bidet ogni tanto!!!
Sono una di poche esigenze. Non mi pesa stare ore senza mangiare, per esempio.
Ho solo il brutto vizio di fumare.
Ma siccome fumare fa male mi hanno sbattuta nell’unica camera senza balcone.
Pazienza!!!!!!!
Eppoi, c’era anche un aspetto positivo in tutta questa faccenda...
Mai si era sentito un giugno più caldo.
Almeno potevamo stare in un posto dove c’era fresco.
Opppssss…dimenticavo! Il condizionatore, da noi, era rotto.
Un piacere!
Sotto la finestra, col sole che batteva da mattina a sera, pareva di essere in un hamman.
Solo che era gratis.
Di nuovo in beauty farm. Ero commossa!!!!!!
(continua)
lo_struzzo_nero in Da domani, antibioti...
aldiladellospecchio in 22Se solo potessi ti...
liberadivolare in Da domani, antibioti...
anima in Da domani, antibioti...
ISO9660 in 22Se solo potessi ti...


