SOTTOSOPRA (PiccoleCoseDaNiente)


lunedì, luglio 31, 2006

IN VACANZA CON PAPà (al telefono)*

“Mammina, chi è il tuo migliore amico?”

“Tu, amore.”

“Davvero?”

“Sì…ed il tuo migliore amico, chi è?”

“Io ne vorrei avere due…la prima vorrei che fossi tu e l’altro vorrei che fosse papà. Posso mammina?”

“Sì che puoi. Sì che puoi.”

*io, senza mio figlio, non ho senso.

sussurrato da ladritta alle 12:40 | commenti (16) ma piano...per non disturbare

giovedì, luglio 27, 2006

buon viaggio
“Un viaggiatore serio si porta appresso un pesante bagaglio. E sopporta in silenzio quello che il bigliettaio della stazione definisce, sorridendo, ragionevole ritardo.”
Il vecchio fa una smorfia divertita come a dire che lui la sa lunga perché ha girato mezzo mondo, mentre lei è una sprovveduta. Poi la guarda negli occhi e la canzona: “Non ce la farai mai. Dovresti smettere di lavorare un’ora prima, arrivare in pochi istanti a destinazione, trovare un parcheggio adeguato e salire in vettura prima che il regionale parta. Ed ammesso che ce la faccia, avresti solo pochi minuti per catapultarti, bagaglio e tutto, sulla coincidenza. Scordatelo bambina, non ne vale la pena.” Lei vorrebbe ribattere. E’seccata. E non le piace che la chiamino bambina. Ma sa che quello sconosciuto ha perfettamente ragione. “Me ne resterò a casa, allora. Ho un sacco di panni da stirare, la cucina da pulire e il cane da accudire. Sì, me ne resterò a casa.” Ad un tratto, si fa serio il vecchio, e le stringe le mani. Lei sussulta. Non è abituata a dare troppa confidenza agli estranei. Ma lui pare non accorgersene nemmeno. Sorride di nuovo. Questa volta, con tenerezza. “ Dicono che non bisogna avere fretta di arrivare. Dicono che l’importante sia partire. Che tanto, perso uno, altri treni ce n’è sempre. Credo che dovresti andare ma non portarti una valigia troppo grossa. Ti farebbe zoppicare. Fa caldo. Ti basterà un cambio di biancheria, un buon libro per ingannare le attese, e tanta pazienza. Se non ti piace leggere puoi sempre recarti appresso un sogno poco ingombrante. Ma non lo fare ad occhi aperti chè mi sembra che tu abbia un gran bisogno di dormire.” E’ una bambina per davvero, adesso. Con le lacrime agli occhi ed il naso che cola. Annuisce appena con la testa e gli schiocca un bacio lieve sulla guancia. Si volta senza salutare e pensa, mentre muove qualche passo, che, infondo, oltre, c’è sempre altro. Ormai ha attraversato quasi tutto il viale con andatura incerta. Tiene la schiena dritta, per non cadere, per dimostrare che la dignità, nessun osso rotto, la può spezzare. Ma il vecchio ha ancora qualche cosa da dire e grida quasi, per farsi ascoltare. “ Bambina, ricordati che, infondo, oltre, c’è sempre altro.” Ma lei non lo sente. Lei già lo sa che un viaggiatore serio si porta appresso un pesante bagaglio. E sopporta in silenzio quello che il bigliettaio della stazione definisce, sorridendo, ragionevole ritardo.

sussurrato da ladritta alle 19:51 | commenti (15) ma piano...per non disturbare

mercoledì, luglio 26, 2006

OTTIMISTA.

Avere le mestruazioni ogni 60 giorni circa, ha dei lati positivi. Le tette, per esempio, si gonfiano ed inturgidiscono a dismisura. Basta non pensare che, dopo, tutto torna come prima. Forse peggio.


sussurrato da ladritta alle 15:36 | commenti (17) ma piano...per non disturbare

lunedì, luglio 24, 2006

E quando poi sparì del tutto
a chi diceva "È stato un male"
a chi diceva "È stato un bene "
raccomandò "Non vi conviene
venir con me dovunque vada,
ma c'è amore un po' per tutti
e tutti quanti hanno un amore
sulla cattiva strada
sulla cattiva strada. *


* "La cattiva strada" De Andrè

sussurrato da ladritta alle 22:00 | commenti (19) ma piano...per non disturbare

sabato, luglio 22, 2006

(oggi)

32*



Ho imparato a respirare adagio, per calmare l’affanno.
Ho imparato a vivere di attimi, a farmi bastare quello che ho.
Ho imparato a sorridere anche con gli occhi.
Ho imparato ad ascoltarmi un pò di più.
Ho imparato che, talvolta, è necessario placare l’orgoglio.
Ho imparato ad affrontare tutto a testa alta.
Ho imparato a rompere il silenzio quando è sterile.
Ho imparato a camminare anche in direzione degli altri.
Ho imparato l’amore per il mio bambino.
Ho imparato a sentirmi figlia.
Forse sto imparando anche ad aspettare.
(mi sa che, se vado avanti così, mi tocca crescere)

*buon compleanno a me, allora.

sussurrato da ladritta alle 02:07 | commenti (56) ma piano...per non disturbare

mercoledì, luglio 19, 2006

...ma anche no.

dicancrosimuore

sussurrato da ladritta alle 22:37 | commenti (12) ma piano...per non disturbare

lunedì, luglio 17, 2006

2a parte di una storia vecchia che si trova qui (ma anche no)

L’altra faccia dell’amore
Mario stava morendo. Lo sapevano bene entrambi. Prima di assopirsi le sussurrò: “Ho sempre sognato che la nostra vita fosse un viaggio avventuroso. Mi piacerebbe che sulla mia lapide ci scrivessi che sono stato come Ulisse.” Poi le lasciò la mano ed affondò un poco la nuca nel cuscino. Era notte fonda quando un giovane medico, con aria grave, le disse: “Mi spiace, signora. Non ha sofferto, sa? Adesso vada a casa. Ha bisogno di riposare.” Alle otto di quella grigia mattina di autunno era già davanti alle pompe funebri col giaccone color topo consunto e stretto all’altezza della pancia e la borsa grande sotto braccio. Aveva gli occhi gonfi e lucidi, Maria. Come chi non dorme da giorni. Come chi ha pianto troppo a lungo. Fu la prima cliente a varcare la soglia e non le sfuggì lo sguardo pietoso del titolare che annuiva mentre lei chiedeva una bara per suo marito, fatta con lo stesso legno con cui si costruiscono le navi. Sì, si rendeva conto che sarebbe stato assai costoso. Il marmo di Carrara sarebbe stato perfetto. No, il cognome no. E nemmeno la data. Solo il nome in stampatello maiuscolo. ULISSE, sì. E sotto una frase, ma in piccolo. “Nessuno può capire un porto se non sa il mare che cos'è.”*
Accidenti,no! Non era affatto necessario che venisse scritto anche il nome di lei. Si congedò in fretta, Maria. Era la prima volta che le succedeva di avere un moto di stizza nei confronti di qualcuno. Non era certo colpa di quel…di quel becchino se a lei pareva sconveniente perfino pensare di essere Penelope. Di quella donna le appartenevano le attese, ma non la speranza. Non la speranza. Pioveva il giorno del funerale. Piove sempre anche in televisione quando c’è un funerale, si trovò, suo malgrado, a considerare. Abbozzò un mezzo sorriso che trattenne a stento quando pensò che non l’attendeva certo una lunga limousine per il ritorno. La linea 31bis era affollata. C’erano ragazzini che masticavano parolacce e poi ghignavano forte, signore coi tacchi a spillo aggrappate alle maniglie per non cadere, un vecchio col bastone di legno che reclamava un posto a sedere, quattro nere sguaiate che, nonostante il freddo, avevano ben poca stoffa addosso che le potesse coprire. Maria elencò mentalmente quello che le era rimasto. Un televisore vecchio, un furgone sbiadito ma ancora un po’ rosso, quattordici milioni di lire escluse le spese di sepoltura, dodici forchette, dodici cucchiai e dodici coltelli d’argento, un mangianastri rotto. “Capolinea” gridò il conducente, ma lei era ancora lontana da casa. Si incamminò a piedi, lentamente, con le spalle curve. In realtà, non era molta, la strada. 500 metri appena, una volta passato il ponte. Lo dissero in molti nei giorni a venire. Che l’avevano vista. Che pareva passeggiare. Che l’attimo prima c’era e, poi, non c’era più. Dissero che non si aspettavano che si sarebbe uccisa così. Il giornalaio, poi, era certo di averla sentita anche parlare mentre guardava giù. “Arrivo subito” gli sembrava avesse detto. La trovarono meno di 24 ore dopo, alla diga. Era sporca di fango e gonfia come una che annega. Se l’avessero potuta interrogare lo avrebbe spiegato a tutti quanti che non si voleva ammazzare. Aveva visto Ulisse che la chiamava, nel fiume. Che era lui per davvero, ci avrebbe giurato, ma non lo poteva dire più. Io lo sapevo che era andata così. Sì, perché c’ero quel giorno. L’ho vista camminare quindi fermarsi di colpo e, se mi avessero interrogata, avrei spiegato che sorrideva mentre guardava il fiume. Ci avrei giurato. Ma ho taciuto perché parlare non serviva più. Nessuno può capire un porto se non sa il mare che cos’è.

* PFM, Ulisse

sussurrato da ladritta alle 21:22 | commenti (21) ma piano...per non disturbare

giovedì, luglio 13, 2006

Lui l’ha ferita gratuitamente ma l’ha scordato. E’ passato troppo tempo.

Lei distribuisce pene fra chi le si avvicina. E’ troppo presto per dimenticare.

sussurrato da ladritta alle 23:04 | commenti (22) ma piano...per non disturbare

martedì, luglio 11, 2006

COM’è DURA L’ AVVENTURA

Sono single da una vita e, in genere, mi arrangio a fare quasi tutto onestamente ed autonomamente. So cucinare, riordinare, guadagnare due stipendi, fare le partenze in salita con la 500 carica, attaccare chiodi, piastrellare pavimenti, aggiustare biciclette, somministrare farmaci endovena, ammazzare scorpioni e scarafaggi con scarpe e martello senza urlare o svenire (e sto citando solo alcuni fra i miei virtuosismi). Solo una volta, col rivenditore di auto usate da cui mi sono servita, ho messo in scena un attacco isterico per far valere i miei diritti. E ci sono riuscita. Allora perché (per dindirindina) , dal ferramenta e dal dentista , devo farmi scortare da mio padre per avere un minimo di credito? Azz.

sussurrato da ladritta alle 21:22 | commenti (20) ma piano...per non disturbare

venerdì, luglio 07, 2006

amoreII

Lui ha cinquant’anni e gli occhi chiari. A volte, la sera, davanti alla tv, si chiede se lei lo ami almeno un po’. Gli piacerebbe stringerla, sua figlia.

Lei ha trent’anni e gli occhi scuri. A volte, la sera, davanti alla tv, si chiede se lui la stimi almeno un po’. Le piacerebbe stringerlo, suo padre.

sussurrato da ladritta alle 13:25 | commenti (47) ma piano...per non disturbare

mercoledì, luglio 05, 2006

amoreI

Lui è fiducioso. Ignora il percorso che lo attende ma riconosce la forza della mano che le stringe. Andrà lontano.

Lei si è smarrita. Trema poi alza la testa e si aggrappa alla mano che gli tende. Arriverà a casa.



sussurrato da ladritta alle 02:00 | commenti (23) ma piano...per non disturbare

lunedì, luglio 03, 2006

30

sussurrato da ladritta alle 23:17 | commenti (19) ma piano...per non disturbare

sabato, luglio 01, 2006

NECESSITà:

Negli anni ho collezionato un infermiere, un fannullone, un ingegnere, un fotografo, un oculista, un cameriere ed un batterista (e non sono 28!). Adesso, per soddisfare le mie esigenze, sento l'urgenza di fidanzarmi con un mafioso. Ho assolutamente bisogno di un sicario.

sussurrato da ladritta alle 13:38 | commenti (34) ma piano...per non disturbare
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