SOTTOSOPRA (PiccoleCoseDaNiente)


lunedì, ottobre 30, 2006

UN LUNEDì DA CANI I

“Mammina, ma cosa fai?”

“Ehm, niente…”

“Come niente?! Piangi. Ti ho vista!”

“Ehm, già…Sai, questa musica...”

“Va bene piangere per i film, va bene piangere per i libri, ma anche per le canzoni…”

“Ehm, beh…”

“Io non riesco proprio a capire!”

“Emh…cosa?”

“Se sei troppo emozionante o soltanto psicopatica.”

sussurrato da ladritta alle 23:31 | commenti (21) ma piano...per non disturbare

venerdì, ottobre 27, 2006

*

Quando ero piccola, mi incuriosiva il significato delle parole strane. E non esitavo a vincere la mia esagerata timidezza per poter soddisfare il bisogno che avevo, di sapere tutto quello che mi passava per la testa, chiedendo a destra e manca.
Quando ero piccola, le parole erano più pulite e la gente aveva meno paura di essere politicamente scorretta. Così, un sordo era,senz'offesa, uno che non ci sentiva, ed io me lo potevo ricordare. Mi domando cosa sarebbe successo se mi avessero parlato di audiolesi. Ma non lo saprò mai perché ero già adulta quando è successo.
Quando ero piccola, avevo un amico. Si chiamava Massimiliano, detto “Il Massi”. E, a dirla tutta, non era un semplice amico. Lui, era il mio migliore amico.
Ogni mattina, durante l’estate, aspettavamo con impazienza che lo spazzino venisse a recuperare il contenuto del bidoncino di plastica che stava nel cortile condominiale.
Non ci deludeva mai. Alle 10 spaccate arrivava e ci faceva ridere a crepapelle. Alle volte si levava i guanti per prenderci in braccio.
Era simpatico. Un po’ perché aveva un aspetto buffo, un po’ perché era uno spazzino.
Fosse stato un operatore ecologico, probabilmente, non avrebbe avuto tempo di giocare con me e Il Massi perché sarebbe stato troppo impegnato a cercare qualcuno che lo chiamasse coll’appellativo sbagliato per poi incazzarcisi come una iena e querelarlo.
Io e Il Massi siamo cresciuti insieme. Con la bicicletta in mano, le biglie in tasca e gl’incavi delle braccia sempre umidi perché, ognuno i propri, ce li leccavamo simulando il primo bacio, per non farci cogliere impreparati da adolescenti.
Mica lo sapevo che poi sarei diventata un’ infermiera-anche-se-si-dovrebbe-dire-paramedico-ma-a-me-piace-di-più-infermiera-perché-sa-di-umanità e che, di incavi pallidi da inumidire e bucare, mi sarei stufata in pochi anni.
Mica lo sapevo che poi, Il Massi, sarebbe diventato un cantante (si può chiamare ancora cantante, un cantante?) e si sarebbe schiantato contro un muro con la macchina per colpa di un pirata della strada spappolandosi tutte le ossa, fissurandosi un’arteria, ledendosi la colonna vertebrale e recidendosi una corda vocale.
Quando ero piccola mi immaginavo solo cose belle, con nomi semplici. Non il dolore, non le miserie che ti propina la vita.
Ma adesso sono diventata grande. E faccio l’infermiera. E anche un po’ la mamma, ma male. Lo spazzino non l’ho visto mai più. Il Massi di rado. È guarito per miracolo, non può più cantare ma si è innamorato ed ha avuto una bambina.
Quando ero piccola, se me l’avessero detto non ci avrei creduto. Che non avremmo riso più insieme, che non ci avrebbe accomunato più l' insana passione che avevamo per le corse, che avremmo rallentato entrambi, invece, a causa di un comune destino. Chè, si sa, gli zoppi devono andare piano. E gli artolesi?

*"Figura con stampelle" Saturno Buttò

sussurrato da ladritta alle 19:54 | commenti (21) ma piano...per non disturbare

sabato, ottobre 21, 2006

C’è molto rumore al centro commerciale. Ci sono famiglie che passeggiano, amiche che chiacchierano, madri che lottano con i capricci inevitabili dei figli. Io sono sola. Né entusiasta, né annoiata. Semplicemente, mi guardo intorno. Vetrine, facce, colori. Tutto quello che mi possa dare uno spunto, un’idea, un po’ di vita. Una collana adagiata in vetrina, cattura finalmente la mia attenzione. Cuoio nero ed una barra d’acciaio. Essenziale. Come me. Il negozio è vuoto ed il mio esitare di fronte all’espositore convince una commessa-bambina che ho sicuramente bisogno di una mano per scegliere un articolo e deciderne l’acquisto. “Cercavi qualcosa in particolare?” “Sì, e l’ho anche trovata. Quella collana. Ma non la compro. A me piace ma non so se piacerebbe alla persona a cui la devo regalare.” “Secondo me sì. Piace a tutti. Va di moda. Spopola tra i giovani. E’ un regalo per il tuo ragazzo?” “Sì.” “Quanti anni ha?” “46”. La commessa-bambina si rabbuia per un attimo. Forse crede di aver fatto una gaffe. Probabilmente dall’alto dei suoi 18-anni-sì-e-no ritiene che a 46 non si possa essere giovani ma non se la sente di rendermi partecipe del suo pensiero. Io mi sollevo. Sono quasi certa che, a questo punto, non avendo altro da dire, mi lascerà riflettere in pace. Invece no. “Tu quanti anni hai? 25? Come mai stai insieme ad uno così grande? Ha tanti soldi?” Ora so che se il negozio è vuoto, un motivo c’è. E so anche che non me la prenderò perché una sciocca ha appena invaso la mia intimità dandomi velatamente della puttana. La guardo negli occhi e le sorrido mentre le rispondo tutto d’un fiato che no, lui non è ricco, anzi è praticamente più in bolletta di me perché ha tanti figli. Però sono felice perché lo amo. Senza se o ma. Senza perché. Semplicemente per il fatto che è lui. L’ho lasciata senza parole. Ne approfitto per congedarmi. Sulla scala mobile attiro l’attenzione di due anziani. Mi accorgo che sto ridendo da sola. Mi capita spesso ultimamente. Sono felice. Perché lo amo.

sussurrato da ladritta alle 16:24 | commenti (62) ma piano...per non disturbare

giovedì, ottobre 19, 2006

COMPARAZIONI.

Io peso quanto Claudia Shiffer.

Io sono "alta" 25 centimetri meno di Claudia Shiffer.

sussurrato da ladritta alle 23:30 | commenti (23) ma piano...per non disturbare

martedì, ottobre 17, 2006

Questo blog, oggi, è mestruato e di cattivo umore. Non rivolgetegli la parola.

sussurrato da ladritta alle 17:21 | commenti (28) ma piano...per non disturbare

mercoledì, ottobre 11, 2006

PICCOLO SAGGIO



"Mammina..."

"Sì?"

"E'vero che è faticoso fare tanta strada?"

"Sì."

"Però l'importante è che si arriva sempre da qualche parte!"

"Già."

sussurrato da ladritta alle 18:30 | commenti (33) ma piano...per non disturbare

domenica, ottobre 08, 2006

Lui parla poco e pensa di continuo che vorrebbe darle tutto, ma non sa come dirlo.

Lei parla troppo e pensa di continuo che vorrebbe tutto di lui, ma non sa come chiederlo.

sussurrato da ladritta alle 23:58 | commenti (22) ma piano...per non disturbare

martedì, ottobre 03, 2006

TEMA:

"Le mie vacanze"

SVOLGIMENTO:

Io mi sono divertito alle vacanze. Sono andato a Stimigliano con la mamma e poi a Roma e poi a Latina e poi ad Ancona e Gubbio mi fa schifo anche se la mamma dice è bellissimo ci sono un sacco di scale e case e basta. Io voglio bene al mio amico Vittorio e a Stimigliano giocavamo in piazza a calcio. La mamma ha pianto pochissimo e secondo me adesso a il fidanzato nuovo ma non lo so per quanto.

CONCLUSIONE:

_ Adriano è nettamente migliorato in italiano rispetto all'anno scorso.
_ Adriano continua a farmi fare delle grandi figure di merda con la maestra.

sussurrato da ladritta alle 11:12 | commenti (43) ma piano...per non disturbare
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