mercoledì, novembre 22, 2006
AMARO
In questi otto lunghi anni mi sono spesso chiesta cosa ci possa essere di peggio che fare un figlio con un uomo che non gli vuole bene. Fare un figlio con un uomo che fa finta di volergliene. Questa è la risposta. Oggi lo so.
lunedì, novembre 20, 2006
Ieri sera ho offerto una cena casalinga a mia madre, mio padre, mio nonno, mia nonna e mia sorella. In occasione di questo evento mi sono posta un’importante domanda alla quale, in un primo momento, non riuscivo a rispondere. La conclusione è talmente ovvia che mi vergogno quasi (ma non abbastanza) a scriverla. E’ certamente meglio impiattare il cibo in cucina per non correre il rischio di sputare sulla scaloppina sbagliata.”
“ E’ meglio servire direttamente in tavola, alla così detta moda francese, od impiattare il cibo in cucina?”
L’illuminazione mi è giunta inaspettatamente, verso le 21.30, quando mia sorella ha affermato che "la mia pettinatura e non solo" (cito le sue esatte parole e credo di non sbagliare immaginando che, quel non solo, si riferisse ai miei padiglioni auricolari) mi fa assomigliare in maniera strabiliante a questo personaggio qui.

venerdì, novembre 17, 2006
E' quasi inverno e, per abbattere la tristezza derivante dall'intensa nebbia che persiste in ValPadana, anche se sono fidanSata, mi lascio andare ad uno dei miei FRAMMENTI (rigorosamente fantaZZiosi). L’UOMO PANETTIERE
L’uomo panettiere è temibile, soprattutto per una trentenne che proprio soda soda non lo è più. Ma il panettiere di cui parlo, non è quello che si alza alle due della mattina per infornare settecento michette. No. Certi uomini sono panettieri dentro anche se lavorano in banca nel ramo investimenti. Ed io proprio in uno di quelli, sono incappata.
Me ne andavo fischiettando per la mia strada, quando ti incontro uno carino. Giacca e cravatta. Profumo costoso. Denti puliti. Che fare se non rispondere al suo cordiale saluto ed accettare un invito all’aperitivo delle otto nel locale più trendy della città? E, per l’appunto, proprio così ho fatto io prima che me lo fregasse qualche sbarbata. Arrivata alla mia età non ho ambizioni matrimoniali ma, una bella scopata ogni tanto, me la farei (notare il condizionale) volentieri assai. Mi sono presentata all’appuntamento coi pantaloni neri da battaglia ed una maglietta semplice semplice. Sotto, perizoma d’ordinanza e Wonderbra “che è meglio”. Noiosetto, il tipo. Ma trombabilissimo. Questa qualità mi ha spinta a seguirlo nel suo appartamentovistacentrostorico conDvDcollegatoalplasma ariacondizionatachelaccendiamoancheadicembrevistochec’è efrigofacubettidelghiacciodamettereneldrink. “Che fai di bello nella vita, cocca?” Mi urta quando mi chiamano cocca e, di raccontare la mia lunga storia, non ho mai voglia specie se il giorno dopo devo andare a sgobbare alle sette di mattina. Ma mi rendo conto che se sei tu, donna-preda, a passare subito al sodo, i maschi si sentono castrati quindi ho una litania sempre pronta da snocciolare al momento opportuno. “ La P.R. (che poi io, lavo i bicchieri in un’ osteria e pulisco i culi all’ospedale, ma è meglio usare una formula diversa per spiegare alla gente che anche quella è una forma d’intrattenimento!)” E PATAPUM. In un balzo, il bancario mi è saltato sopra e mi ha strappato letteralmente la maglietta. Ma io me ne son fregata perché l’ho pagata 3 euro (ahahah). Poi ha agguantato il reggipetto e lo ha sfilato rudemente. (Quello è sempre il momento più difficile in un tete a tete perché, se stai seduta sul divano, si vede troppo che erano le coppe a mantenere le tette in posizione eretta. Quindi devi aggrapparti a qualsiasi cosa ti stia sopra o dietro la testa, in modo che la pelle si tenda in attesa che chi hai di fronte ti sdrai e/o spenga la luce). Ma io, quella volta lì, davanti a me, avevo il panettieredentro. (E, il panettiere per vocazione, non si interessa affatto di quello che sta nella parte inferiore del tuo corpo. Nossignore. S’incaponisce a torturarti le mammelle perché deve aver letto da qualche parte che è una delle zone erogene della femmina. Allora, con le manone, stringe, torce, impasta. E tu ti contorci. E lui è convinto di essere un ganzo che procura orgasmi solo col suo magico tocco. E tu pensi che se non ti alzi entro trenta secondi uscirai da quella casa con due baguette da mettere comodamente sotto le ascelle avvolte in pratici foglietti di carta oleata come i fratelli francesi insegnano. E lui, vedendo lo sgomento dipinto sulla tua faccia, ci da di bocca e succhia con tutta la forza che le sue mandibole gli consentono, per donare maggior piacere. E tu, ricacciando i lacrimosi in gola, abbozzi un sorrisetto pensando che almeno la prossima volta che dovrai acquistare biancheria intima potrai farlo in pasticceria. Sì, perché, due tubi di Baci Perugina faranno proprio al caso tuo se non gli dai immediatamente un calcio negli zebedei.) Mica è colpa mia se proprio lui, proprio quella volta, stava a gambe aperte ed io avevo le ginocchia comode. Quindi, ho seguito il mio consiglio. E’ diventato blu e m’ha dato della cretina. Io ho raccolto i miei effetti personali e sono tornata a casa in autobus. Da allora odio il pane ed il petting.
mercoledì, novembre 15, 2006
PIGS ON THE WINGS (Part Two)* You know that I care what happens to you *Pink Floyd
And I know that you care for me too
So I don't feel alone
Or the weight of the stone
Now that I've found somewhere safe
To bury my bone
And any fool knows a dog
needs a home
A shelter from pigs on the wing
lunedì, novembre 13, 2006
Considerazioni intorno all’amore.
E’ una vita che pianifico tutto. A dodici anni avevo già deciso che a diciassette mi sarei sposata, che avrei avuto due figlie femmine, una casa arredata in bianco e nero, i capelli cortissimi ed una valigetta di pelle per metterci dentro le pratiche di divorzio dei miei assistiti. Poi sono cresciuta un po’ e mi sono resa conto che non si può controllare ogni cosa. Mi sono lasciata trasportare, quindi, dalle passioni. Quelle che ti scavano dentro e ti stringono lo stomaco. È così che sono diventata infermiera. Ed anche madre. Per passione. Contro tutti. Senza pensarci troppo su. Perché, alle volte, un imprevisto è la cosa più straordinaria che ti possa capitare. Basta accorgersene. E non succede mai ragionando. Sono le budella che si aggrovigliano a lanciare il segnale, come se volessero gridarti di lasciarti andare ed accogliere il cambiamento con le braccia ed il cuore aperti. E’ successo esattamente così quando ho fatto il test di gravidanza. Ero sola e sapevo che avrei continuato ad esserlo. E, quando ho visto le tacche del bastoncino di plastica diventare rosa, una vocetta mi ha detto di correre ai ripari. Ed ho corso. Fino alla mia macchina, che allora era blu. Poi in tangenziale, verso il lago. Ridendo, buttavo dal finestrino le mie sigarette, una ad una, dicendo: “Non ti preoccupare. Da oggi non ti avveleno più.” Ridevo, sì. Poi ho pianto più di quanto avrei immaginato. Ma adesso rido ancora. E so che la mia pancia non ha sbagliato. Non sbaglia nemmeno oggi. Che mi piacciono anche i colori. Che, per l’ennesima volta, non sono corsa ai ripari ma incontro al mio più grande amore. Lontano. Complicato. Incasinato. Amore.
E’ una vita che pianifico tutto. Ma ora mi sono stufata. Mi limiterò a fare la lista della spesa.
mercoledì, novembre 08, 2006
FIGLI PICCOLI, PROBLEMI PICCOLI. FIGLI GRANDI... In questo periodo mi sento "sotto esami". Purtroppo, però, non ho studiato a dovere il Manuale del Buon Genitore. Spero che mio figlio non mi bocci.
lunedì, novembre 06, 2006
UN LUNEDì DA CANI III
“Studiaaaaaaaaaa.”
“Ma non ne ho voglia adesso!”
“Se non studi non sarai in grado di scrivere correttamente, di capire e farti capire circa un sacco di cose. In pratica, tutti penseranno che sei un asino.”
“Fa lo stesso mammina, tanto da grande voglio diventare calciatore.”
“…”
domenica, novembre 05, 2006
RILETTURA*
Aguzze
Assenze
squarciano
il mio tempo
Ti resto accanto
Non ho senso
Senza
me
* molto, molto, molto motivata.
mercoledì, novembre 01, 2006
UN LUNEDì DA CANI II
“Mammina, chi è l’uomo più importante della tua vita?”
“Tu.”
“E lui?”
“Beh, sì, lui è importante ma è una cosa diversa. Tu sei e resterai sempre il mio bambino.”
“…”
“Ma dimmi un po’…sarai mica geloso?”
“Di lui?”
“Eh!”
“Ma và. Lo sai che mi fanno schifo i baci con la lingua.”
“…”
anima in Da domani, antibioti...
ISO9660 in 22Se solo potessi ti...
lo_struzzo_nero in Da domani, antibioti...
iltrebbo in Da domani, antibioti...
lo_struzzo_nero in Da domani, antibioti...
utente anonimo in Da domani, antibioti...


