lunedì, aprile 30, 2007
POINT(S) OF VIEW* L'Irlanda secondo lui... L'Irlanda secondo me... * ci è piaciuta, eh!

sabato, aprile 21, 2007
Ma l'amore che cos'è? (Considerazioni intorno all'amore, parte II)
La mia amica, ieri, mi ha detto che il mio gelsomino non cresce perché gli voglio troppo bene. Io non le ho risposto, ma lo so, so bene che, un sacco di volte, mi sono dimenticata di dargli da bere.
Il padre di mio figlio, che solo Dio sa perché ne parlo per la prima volta qui, quando aveva circa la mia età ed io quasi dieci anni di meno, mi ha suonato il campanello in piena notte per portarmi a vedere i girasoli. Correva veloce con la sua Ford famigliare, poi, ad un tratto, si è fermato in aperta campagna. Era quasi primavera ma faceva freddo. Si è tolto la giacca, me l’ha messa sulle spalle, mi ha guardata negli occhi sorridendo e mi ha detto che per vederli davvero, i girasoli, sarebbe stato meglio tornare di giorno. Poi è ripartito. La radio passava “You are so beautiful”. Io ero certa che quell’uomo mi amasse molto. E sapevo anche che, io no. E’ stata quella, la notte in cui abbiamo concepito nostro figlio, credo. E, finchè lo facevamo, pensavo che sarebbe stato meraviglioso essere innamorata almeno un po’. Ma non ho parlato. Proprio come ho fatto con la mia amica, ieri.
Stamattina dilatavo le pupille ad una vecchia. Ero stanca e contrariata ma lei continuava a pormi le medesime domande. Ad un certo punto, ho detto qualche cosa. Non ricordo bene cosa. So solo che ho fatto ridere tutti. Ridevano tutti, sì. Anche quelli che fino a due minuti prima erano arrabbiati perché cosa crediamo noi all’ospedale, che gli utenti sian tutti pagliacci? che li si possa prendere in giro fissando un orario ed eseguendo l’esame novanta minuti dopo? La vecchia, quindi, ha preso la parola e, rivolgendosi al nutrito pubblico di ipovedenti più che alla sottoscritta, ha affermato che chi sa far sorridere gli ammalati ha ricevuto dal Signore un dono speciale che si chiama amore per il prossimo. Sono arrossita e mi sono congedata, zitta zitta. Sono stata zitta perché spesso è meglio tacere. Sono arrossita, non già perché sia timida, ma perché io, stamattina, non pensavo che quelle persone fossero malati da assistere, ma rompipalle da liquidare in fretta.
Stanotte scrivo stupidi pensieri su di uno stupido spazio virtuale, chiedendomi se io, l’amore, l’abbia mai provato davvero. E traccio bilanci. Stupidi anche quelli. Ho preso meno di quello che avrei voluto ma forse era molto, ho dato poco ma in tanti credono che sia addirittura troppo. Penso che mi manca mio figlio adesso, come ogni maledetto venerdì. Che lo stavo per perdere, tanto tempo fa, e che non deve succedere più. Penso che mi manca il mio uomo, come ogni volta che è lontano. Che lo stavo per perdere, poco tempo fa, e vorrei non succedesse più. Credo di essere felice. Felice e disperata allo stesso tempo (come i pazzi). Perché, adesso lo so, so l’amore che cos’è. E non potrò più fare senza.
Ed ora che lo so, posso andare a dormire. Domani ho da preparare la valigia per l’Irlanda. Ma prima vado ad innaffiare il gelsomino, chè poi, per dieci giorni, chi ci pensa più?
giovedì, aprile 19, 2007
DI MEGLIO NON SO DIRE Tu ed io. Vorrei fossimo sempre noi.
lunedì, aprile 16, 2007
Speriamo... ...in tanto "culo".
giovedì, aprile 12, 2007
Lui ripeteva a tutti che era forte. E si sentiva così forte che non piangeva mai, non abbassava mai la testa, non chiedeva mai aiuto. Lo confortava la ragione. La sua. Comunque e sempre. Un giorno inciampò e cadde. Si fece molto male, anche. Più di sempre. E si ritrovò, all’improvviso, a sperare che, almeno una delle mani tese che aveva sempre ignorato, gli sfiorasse la spalla. Lei credeva di essere fragile, così fragile da non poter sopportare di proseguire il suo cammino sola. Ad ogni passo, cercava con lo sguardo un appiglio. Ed implorava, con ogni gesto, un sostegno. Intanto, seguitava a fare strada. Poi, un giorno, inciampò e cadde. Si fece molto male, anche. Non più di sempre. E come sempre si meravigliò di sapersi rialzare per riprendere a camminare. Ancora. Ancora. Ancora.
martedì, aprile 10, 2007
GRAZIE***
giovedì, aprile 05, 2007
CIAO* “Mammina, posso dirti due cose?” “Spara!” “La prima è che, se ti devi trovare un fidanzato, dev’essere per forza di Verona perché non amo viaggiare.” “E la seconda?” “La seconda è che non ti devi proprio trovare il fidanzato.” “E perché?” “Perché, mentre le fidanzate di papà sono utili perché mi cucinano qualche cosa, i tuoi, oltre a non servire a niente perché tu sai far tutto, ci disturbano pure. Non stiamo bene noi due soli?” “Ma non staremo insieme per sempre.” “Eh, no. Io me ne andrò ma tu sarai ancora giovane. Vedrai che qualcuno te lo trovi anche a quarant’anni!” “…” *Noi, tra poco, partiamo. Tati dice di fare gli auguri a tutti quelli che passano di qui. Io obbedisco e scrivo. A presto. 
martedì, aprile 03, 2007
COMING BACK TO LIFE Where were you when I was burned and broken Pink Floyd 
While the days slipped by from my window watching
Where were you when I was hurt and I was helpless
Because the things you say and the things you do surround me
While you were hanging yourself on someone else's words
Dying to believe in what you heard
I was staring straight into the shining sun
Lost in thought and lost in time
While the seeds of life and the seeds of change were planted
Outside the rain fell dark and slow
While I pondered on this dangerous but irresistable pastime
I took a heavenly ride through our silence
I knew the moment had arrived
For killing the past and coming back to life
I took a heavenly ride through our silence
I knew the waiting had begun
And headed straight . . . into the shining sun
lunedì, aprile 02, 2007
MAGARI ASPETTO UN PO'
Il concerto di Allevi mi è piaciuto. La Svizzera, in primavera, è tutta fiorita. Da domani divento una gran troia.
lo_struzzo_nero in Da domani, antibioti...
aldiladellospecchio in 22Se solo potessi ti...
liberadivolare in Da domani, antibioti...
anima in Da domani, antibioti...
ISO9660 in 22Se solo potessi ti...


