martedì, luglio 31, 2007
CHIUSO PER FERIE.
sabato, luglio 21, 2007
33, i giri per minuto dei vinili di "ultima generazione" 33, l'età a cui morì Gesù Cristo (così dicono i Vangeli) 33, i trentini che, trotterellando, fanno sciogliere la lingua 33, la parola che produce le vibrazioni giuste da ascoltare col fonendoscopio 33, i bravi alpini che son partiti 33, il numero atomico dell'arsenico 33, le vertebre della colonna spinale umana 33, i suoni della lingua italiana 33, le regioni della Cina 33, i giorni di pontificato di Papa Giovanni Paolo I 33, le primavere di regno di Re Davide a Gerusalemme 33, le lettere che compongono l'alfabeto cirillico 33. domani compio 33 anni. e mi sento come una bambina che ha mille paure ed altrettanti sogni. e sono una bambina. solo un pò stanca. un pò vecchia. col veleno invece del latte, agli angoli della bocca.
martedì, luglio 17, 2007
COSTRUIRE E' partito sabato, mio figlio. Con un borsone in spalla, il sacco a pelo in mano e qualche lacrima incastrata fra le ciglia. La casa dove si trova ora, è enorme e luminosa. Ci sono finestre alte fino al soffitto. Deliziose camerette con due lettini ed un minuscolo armadio di legno chiaro. La sala coi biliardini e molti tavoli perfettamente allineati nella zona pranzo. E bosco, tutt'intorno. Mi ha chiesto di andarmene finchè gli spiegavo che, nei sacchetti, c'erano sette mutande, sette paia di calzini, sette magliette e sette pantaloni. Un indumento per ogni giorno lontano da me. Mi ha chiesto di andarmene con aria spavalda. Prima di farlo mi sono voltata un'ultima volta. Rideva mentre un altro bambino gli bisbigliava chissà quale segreto, con le labbra appiccicate all'orecchio. Poi ho percorso il corridoio che mi separava dalla porta d'uscita provando un dolore profondo, che mi ha fatta sentire sciocca visto che lui sembrava felice, che l'avevo portato in quel posto perchè fosse felice.
Mi ha chiamata oggi, mio figlio. Piangendo. "Lo so che il numero del lavoro è solo per le emergenze" ha esordito con la voce rotta " ma questa, te lo giuro, è una vera emergenza. Non dico subito, ma mi puoi venire a prendere? Mi ha punto un'ape e mi brucia tanto. Poi, di notte, mi piace stare a casa mia con te, oppure da papà." Avrei voluto mollare tutto e correre da lui, abbracciarlo forte e portarmelo via.
Invece no. Torna sabato prossimo, mio figlio. Con qualche cosa di cui andare fiero, spero. Io, intanto, aspetto. E lo amo.
mercoledì, luglio 04, 2007
Amore mio, stasera c'era un cielo da togliere il fiato. Mentre guidavo non riuscivo a distogliere lo sguardo e pensavo che, quando c'è una luce così, potrebbe accadere di tutto. Avrei voluto che fossi con me. A stupirti di quel sole inopportuno, alle nove di sera, in mezzo al temporale. Invece c'era la tangenziale affollata,la musica che passava la radio ed una bibita calda in bilico tra le mie cosce. C'ero io. Sola.
Sono sola perchè mi mancano le tue braccia che mi tengono stretta di notte. Sono sola perchè mi manca il tuo odore sulla pelle. Sono sola perchè ho paura. Di perderti.
Hai detto che non te ne andrai. Ti voglio credere. Ne ho bisogno. Ma sarai capace di non lasciarmi andare via? Questo non te l'ho mai chiesto. Se lo facessi, mi risponderesti, probabilmente, che dipende da me.
Io ti amo. Ma ho un dolore sottopelle che mi corrode come un veleno. Non vorrei, ma lo nutro ogni notte che non dormo, ogni giorno che vedo piccole bocche che si schiudono in teneri sorrisi. Mi manca quella parte di noi che abbiamo perso per la strada. Mi manca.
Io ti amo. Ma tu, tu saprai guarirmi?
anima in Da domani, antibioti...
ISO9660 in 22Se solo potessi ti...
lo_struzzo_nero in Da domani, antibioti...
iltrebbo in Da domani, antibioti...
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