martedì, novembre 27, 2007
Forse non ti ho detto mai che il sangue non è solo paura o dolore. E' vita, anzi.
Che va, che torna.
Scorre, come il fiume che abbraccia la nostra città. Senza sosta, ci attraversa le dita, accarezza le guance rosse di vento o di pudore, ci martella dentro.
Pelle, cervello, cuore.
Forse non sai che è il mio sangue che ti ha cresciuto con l'amore e la pazienza della madre che non ero.
E sì, so bene che non mi somigli. Non ho lasciato traccia sul tuo viso, nel tuo sguardo serio, fra le pieghe della tua bocca.
Ma ti sono dentro.
Mi sei dentro. Ancora. Oggi, forse, più di allora.
Perchè non sei più una creatura sconosciuta, rannicchiata in uno spazio angusto.
Tu sei tu. E lo riconosco.
Riconosco quel lampo che t'illumina gli occhi scuri. La voglia di libertà che hai.
L'avrai.
Perchè tu sei tu.
Il mio sangue.
mercoledì, novembre 21, 2007
" Mai più."
lunedì, novembre 12, 2007
Ci sono giorni, e questo è uno di quelli, in cui non ho voglia di cercare allegorie per raccontare quello che provo. Allora lo scrivo così, senza pensare troppo. Come se le mie dita che sfiorano la tastiera, fossero una prolunga del cuore. Lei è entrata nella mia vita poco tempo fa. Siamo assolutamente diverse, noi. Battagliera e decisa, io. Docile ed insicura, lei. Lei è entrata nella mia vita poco tempo fa. Cinque mesi, per la precisione. Avrei potuto fare o dire molte cose. Ho avuto più occasioni per raccontarle una delle mie storielle che fanno ridere. Ma non è accaduto. Avrei potuto, magari, ascoltare la sua, anche se è triste. Oppure, che ne so, salutarla almeno una volta la mattina prima che lo facesse lei. Almeno, chiederle il nome della sua bambina. L'ho ignorata, invece. Volutamente. Con cattiveria.
Eppure ci somigliamo più di quanto sia disposta ad ammettere. E' esile quanto me, ha gli occhi ed i capelli dello stesso colore dei miei,una borsa grande, coi pupazzetti disegnati, per metterci dentro mille oggetti alla rinfusa, che, se non sto attenta, un giorno o l'altro, la confondo con la mia. Facciamo perfino lo stesso lavoro. Lei ha una figlia, della medesima età di mio figlio, e la cresce da sola, come faccio io. Le leggo negli occhi il dolore dell'abbandono ed il terrore di essere inghiottita da una stupida malattia perchè li conosco bene. So che ogni ruga intorno alla sua bocca o sulla sua fronte rappresenta una sconfitta. Debiti, avvocati, alimenti, rate, paura. Paura. Paura. La sua. La mia. E nessun siero miracoloso che la possa cancellare.
Mi vergogno profondamente, ecco. Ecco cosa provo. Vergogna. Perchè non posso avere la presunzione di insegnare ad Adriano a diventare un uomo finchè non sarò una donna. Però, da domani, vorrei provare a crescere, cominciando, magari, da un sorriso e da una chiacchiera. Leggera.
martedì, novembre 06, 2007
TERRA-TERRA "Amore mio, guarda in alto. C'è un cielo che toglie il fiato oggi. A veder colori così, c'è da essere felici!" "Mamma, guarda per terra. Chè, se troviamo per sbaglio 50 euro sul marciapiedi, il cielo ce lo andiamo a guardare dalle vetrate di una pizzeria. Con la pancia piena gratis, sarei molto felice, sai?" "..."
lo_struzzo_nero in Da domani, antibioti...
aldiladellospecchio in 22Se solo potessi ti...
liberadivolare in Da domani, antibioti...
anima in Da domani, antibioti...
ISO9660 in 22Se solo potessi ti...


