sabato, febbraio 21, 2009
SALA PARTO* "Mamma, cos'hai pensato, mentre eri con papà in sala parto, appena sono nato?" "Dio Mio, perchè non mi hai fatta nascere CavallucciA MarinA?" "???"
*il motivo, per chi non segue Piero Angela, starà di certo su Wikipedia:)
giovedì, febbraio 12, 2009
TEACH ME AGAIN Affidare al web i propri pensieri, secondo me, significa aver bisogno di condivisione, di approvazione, di confronto. Di attenzione. Queste esigenze mi hanno spinta, in questi anni, a raccontare, a chi passava da queste parti,l'amore che provo per i miei uomini. Per il mio lavoro. A cercare di dare voce al mio dolore, per esorcizzarlo. Ho stretto così,legami profondi con persone che sono entrate a far parte della mia quotidianità. E, no, non sono, come alcuni potrebbero pensare, una che si nasconde dietro uno schermo perchè ha paura dei rapporti veri, quelli che si costruiscono guardandosi negli occhi. Se Dio vuole, mi mancano i soldi ma non gli amici. E per amici, intendo coloro che sono disposti a raccoglierti col cucchiaino quando sei a pezzi, come diligentemente fa Sillanzio, quando serve, tanto per citarne uno. Intendo quelli a cui chiedi diecimila euro entro il pomeriggio, promettendo che li restituirai entro tre giorni e si scodellano cento chilometri per farteli avere in tempo, facendosi bastare, come garanzia, la tua parola. Sono curiosa, piuttosto. Mi piace la vita, mi piace la gente, sapere quello che pensa, nel bene e nel male (anche se, nel male, mi ci incazzo un pò). Mi piace sapere che, premendo un paio di bottoni, si apre una finestra che si affaccia su un mondo parallelo a quello su cui poggiano i miei piedi, ogni volta che faccio un passo. E la cosa esaltante è, che a differenza di quello che ha sempre detto la professoressa di matematica del liceo, questi paralleli si possono intersecare. Possono fondersi, addirittura, e prendere la forma di un abbraccio. Ecco perchè non ho resistito che una settimana col lucchetto ai miei pensieri, sebbene avessi ragioni più che valide per averlo fatto scattare. Non sopporto l'idea di dover chiudere la porta di casa, figuriamoci sbatterla in faccia a chi vuole entrare qui, dove nessuno può veramente sottrarmi qualche cosa. C'è ogni compleanno di mio figlio, in queste pagine. I nostri scherzi, uno dei suoi temi, il disegno del primo quaderno delle elementari. C'è la malattia di mia nonna, fra le mie righe. E la nostra sofferenza. C'è il mio uomo, l'immagine dei nostri baci, la forza delle sue parole, la testimonianza della più grossa cazzata che gli ho visto fare. Qui dentro c'è una poesia vecchia e brutta che ho scritto per la mia caposala, l'ultimo saluto a sua madre e ad altri che mi hanno lasciata. Un pò più fragile. Un pò più sola. Qui dentro ci sono le storie di alcuni dei miei pazienti, chè se le avessi custodite solo nel mio cuore, avrei potuto anche scoppiare. E poi c'è la mia dottoressa preferita ed il suo commento a tradimento. In questo spazio c'è tutto questo e, per me, è importante che resti dov'è, com'è. Perchè mi ha dato tanto, mi avete dato tanto. Ho imparato tanto. E tanto ho ancora da imparare. Anche qui.
lo_struzzo_nero in Da domani, antibioti...
aldiladellospecchio in 22Se solo potessi ti...
liberadivolare in Da domani, antibioti...
anima in Da domani, antibioti...
ISO9660 in 22Se solo potessi ti...


